Dieci giorni di sospensione della licenza per un locale di Acquasparta, in provincia di Terni. Questo quanto disposto dal questore di Terni, Michele Abenante ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS). A far scattare il provvedimento una serie di violazioni ed episodi accertati nei mesi scorsi.
Secondo quanto riferito dalla Questura ternana, in più occasioni il locale è finito sotto la lente delle forze dell'ordine. A marzo scorso erano intervenuti i Carabinieri per la presenza di una persona molesta in stato di alterazione dovuta all’assunzione di bevande alcoliche. Poi, nel mese di luglio, all’interno dell’esercizio, era scoppiata una violenta lite tra due avventori, entrambi con precedenti di polizia. Una discussione che era poi degenerata in una vera e propria aggressione, a seguito della quale uno dei due uomini aveva riportato lesioni tali da rendere necessario il trasporto in ospedale.
Ad aggravare ulteriormente il quadro, era stato appurato che al fatto aveva assistito un minorenne presente nel locale. Inoltre, gli accertamenti successivi, hanno evidenziato che in occasione della lite, nessuno aveva richiesto l'intervento delle forze dell'ordine.
Infine, nel maggio scorso un controllo presso l’attività aveva fatto emergere violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, con conseguente sospensione immediata dell’attività e applicazione delle previste sanzioni amministrative.
Alla luce degli elementi raccolti i Carabinieri della Stazione di Acquasparta hanno richiesto la sospensione della licenza. Provvedimento adottato al termine dell’istruttoria avviata dalla Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura di Terni. Il questore, visti gli elementi acquisiti, è intervenuto con una misura di carattere preventivo che ha lo scopo di tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica e dei cittadini.
Nel caso in cui per un locale pubblico si dovessero verificare più sospensioni, può essere disposta la chiusura definitiva. Questo quanto accaduto appena qualche giorno fa ad un esercizio del quartiere perugino di Fontivegge, che ha dovuto abbassare la saracinesca per sempre.
La revoca della licenza è intervenuta a seguito di ripetuti interventi delle forze dell’ordine che avevano portato a tre precedenti sospensioni dell’autorizzazione. La decisione è stata adottata dal Comune di Perugia su proposta della Prefettura.
Secondo la ricostruzione, il locale era stato in più frangenti il teatro di risse, aggressioni, tumulti e disordini che andavano avanti dal 2024 e avevano coinvolto alcuni avventori. Dopo i tre ordini di sospensione temporanea, il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza ha quindi optato per una misura più incisiva.
Diverse possono essere le cause che conducono a disporre la sospensione della licenza. All'inizio di settembre anche per un locale di Bastia Umbra era scattata il provvedimento, in quel caso sono state riscontrate criticità sul fronte igienico-sanitario. Nel dettaglio, erano state accertate carenze nella pulizia dei locali, nella conservazione dei cibi e la presenza di rifiuti nella zona frequentata dai clienti, oltre a problematiche inerenti l'impiantistica. Durante l'ispezione da parte di Polizia di Stato, Carabinieri, Vigili del fuoco e personale della Usl Umbria 1, era stato infine rinvenuto un modesto quantitativo di sostanza stupefacente.
Al termine delle operazioni è arrivata la decisione di sospendere l’attività. Provvedimento necessario per il ripristino dei requisiti previsti dalla legge.