14 Oct, 2026 - 16:46

Altrocioccolato 2026, a Città di Castello il commercio equo incontra la cultura e la pace

Altrocioccolato 2026, a Città di Castello il commercio equo incontra la cultura e la pace

Più di 75 espositori, circa 50 musicisti e artisti di strada, tre piazze del centro storico e un messaggio che prova a contrapporre alla logica della guerra quella della condivisione.

Dal 23 al 25 ottobre torna a Città di Castello Altrocioccolato, la manifestazione culturale dedicata al commercio equo e solidale, al cacao proveniente da filiere certificate e alle esperienze di economia solidale, organizzata dall’associazione Umbria Equosolidale.

La 21ª edizione si presenta con un programma che mette insieme artigianato, piccoli produttori, musica, circo, teatro e iniziative culturali, accompagnando alla dimensione commerciale una riflessione sui temi della pace, della giustizia sociale e della responsabilità collettiva.

Dopo le 35mila presenze registrate nel 2025, la manifestazione si prepara a riportare migliaia di visitatori tra le vie del centro tifernate. Piazza Matteotti, piazza Gabriotti e piazza Fanti saranno i principali punti di riferimento di una tre giorni che coinvolgerà anche le strade del centro storico, con espositori del commercio equo, realtà dell’economia solidale, artigiani e produttori.

Un cartellone che punta a mettere in contatto il pubblico con prodotti, storie e progetti, mostrando come dietro un acquisto possano esserci scelte legate alla dignità del lavoro, alla sostenibilità e alla tutela delle comunità.

L’edizione 2026 è stata presentata a Perugia alla presenza di Fabio Barcaioli, assessore della Regione Umbria, Letizia Guerri, assessore del Comune di Città di Castello, e Massimo Luciani, presidente dell’associazione Umbria Equosolidale.

Al centro degli interventi, la continuità di un appuntamento ormai consolidato nel calendario autunnale umbro e la sua capacità di tenere insieme promozione del territorio, cultura e attenzione alle questioni che attraversano il presente.

Altrocioccolato 2026 a Città di Castello: oltre 75 espositori e tre piazze coinvolte

Il cuore della manifestazione sarà ancora una volta il centro storico, trasformato per tre giorni in uno spazio di incontro tra commercio equo, produzione artigianale e iniziative culturali.

Gli oltre 75 espositori porteranno prodotti e progetti legati all’economia solidale, affiancando il cioccolato e le lavorazioni artigianali alle proposte dei piccoli produttori e delle botteghe impegnate nella promozione di forme di commercio più giuste e responsabili.

Il cacao resta il punto di partenza di Altrocioccolato, ma non ne esaurisce il significato. La manifestazione guarda infatti all’intera filiera e alle condizioni in cui vengono realizzati i prodotti, richiamando l’attenzione sul valore del lavoro, sulla distribuzione delle risorse e sulla necessità di promuovere modelli economici rispettosi delle persone e dell’ambiente.

Accanto agli stand, le piazze offriranno spazio a linguaggi diversi, dalle espressioni artistiche alla musica, fino alle attività rivolte alle famiglie. A caratterizzare la tre giorni contribuiranno anche i circa 50 musicisti e artisti di strada, distribuiti tra palchi e postazioni.

Le esibizioni animeranno contemporaneamente diversi punti del centro, intrecciando sonorità e tradizioni differenti: dalle influenze africane e sudamericane al folclore italiano, fino alle sperimentazioni contemporanee in cui strumenti acustici ed elettronici dialogano tra loro. 

L’obiettivo è fare delle piazze non soltanto luoghi di passaggio, ma spazi da vivere e condividere, nei quali la dimensione della festa possa incontrare quella della partecipazione culturale.

"A(r)miamoci! Un altro mondo è necessario": il messaggio di Altrocioccolato 2026

Il titolo scelto per la 21ª edizione è "A(r)miamoci! Un altro mondo è necessario". Il gioco di parole tra “armiamoci” e “amiamoci” riassume il messaggio che accompagna la manifestazione: di fronte ai conflitti e al linguaggio del riarmo, Altrocioccolato rilancia la non violenza, la creatività e la condivisione come strumenti per costruire relazioni e immaginare alternative alla contrapposizione.

Non si tratta, dunque, soltanto di affiancare agli stand una serie di spettacoli, ma di utilizzare la manifestazione come occasione per riflettere su ciò che lega le scelte quotidiane ai grandi temi della contemporaneità.

Il commercio equo e solidale diventa in questo quadro una delle pratiche attraverso cui promuovere rapporti più giusti tra produttori e consumatori, mentre l’arte e la cultura offrono occasioni di confronto e partecipazione, capaci di dare voce a esperienze differenti.

Il filo conduttore attraversa anche i temi indicati dagli organizzatori: la giustizia sociale, l’antifascismo, la dignità del lavoro, il rispetto delle persone e la cura del pianeta.

È una prospettiva che prova a tenere insieme dimensione locale e attenzione internazionale, facendo del centro storico tifernate un luogo nel quale il racconto dei prodotti e delle filiere si affianca a quello delle comunità e delle loro aspirazioni.

Il presidente di Umbria Equosolidale, Massimo Luciani, ha sottolineato la necessità di iniziative di questo tipo, definendo Altrocioccolato un appuntamento che "servono come il pane oggi". Il messaggio dell’associazione è quello di continuare a costruire un mondo più equo attraverso pratiche concrete, relazioni solidali e un linguaggio che rifiuti la normalizzazione della violenza.

Musica, circo e teatro: il programma culturale di Altrocioccolato

Oltre al commercio equo, la musica sarà uno degli elementi caratterizzanti dell’edizione 2026. Le esibizioni dei musicisti e degli artisti di strada si alterneranno alle performance circensi, con spettacoli che porteranno nelle piazze acrobazie, giocoleria, equilibri e arti performative.

Il teatro avrà un ruolo di rilievo con una produzione firmata Casa Fools, in calendario venerdì e sabato sera, dedicata alla memoria e alle scelte delle donne della Resistenza.

Operaie, contadine, madri e staffette saranno al centro di un percorso che richiama il valore della libertà e il contributo delle donne nella storia, inserendo la riflessione sulla memoria all’interno del più ampio messaggio della manifestazione.

Grande attenzione sarà riservata anche ai più piccoli, con laboratori, letture, mostre, circo sociale e attività creative, in particolare in piazza Fanti. Le iniziative rivolte a bambine e bambini punteranno sul gioco e sulla costruzione collettiva, con proposte che coinvolgono le famiglie e invitano a immaginare forme di convivenza più giuste.

La partecipazione dei più giovani rappresenta un aspetto importante della manifestazione: i temi della solidarietà e della pace vengono tradotti in esperienze accessibili, attraverso linguaggi capaci di avvicinare anche chi si confronta per la prima volta con queste questioni.

Tra gli appuntamenti annunciati figura inoltre "Be My Voice – Un diario per Gaza", mostra itinerante di illustrazioni e parole che sarà ospitata nell’atrio del Comune di Città di Castello. Il progetto nasce dal dialogo e dalla corrispondenza via chat avviati nel 2024 tra il giornalista palestinese Alhassan Selmi e l’illustratrice italiana Marcella Brancaforte, in collaborazione con Valtiberina for Palestine.

Altrocioccolato, un'occasione per Città di Castello

Per Città di Castello, Altrocioccolato rappresenta anche un’occasione per valorizzare il centro storico e sostenere il tessuto commerciale attraverso una manifestazione capace di richiamare visitatori da diverse aree dell’Umbria. Il coinvolgimento delle piazze e delle vie cittadine mette in relazione gli espositori con le attività locali e offre al pubblico un motivo per attraversare e vivere la città, oltre la dimensione della singola visita agli stand.

Nel corso della presentazione, l’assessore comunale Letizia Guerri ha sottolineato il legame ormai consolidato tra la manifestazione e il territorio, descrivendola come un appuntamento atteso non soltanto a Città di Castello, ma anche nel resto della regione.

Il valore dell’iniziativa è stato ricondotto sia alla possibilità di ospitare migliaia di visitatori con un’offerta diversificata, sia alla promozione delle eccellenze artigianali e di una riflessione più ampia sull’umanità e sulle relazioni tra le persone.

Anche il richiamo alla cooperazione internazionale e al commercio equo, emerso durante gli interventi istituzionali, riporta la manifestazione alle ragioni da cui ha preso forma.

L’idea alla base dell’iniziativa, nata negli anni Novanta, continua a essere attuale proprio perché invita a considerare l’economia non soltanto in termini di scambio, ma anche come strumento per costruire legami e sostenere condizioni più giuste per chi produce.

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