21 Oct, 2026 - 19:34

Assisi, si finge Maresciallo e usa la scusa di una rapina per raggirare un'anziana: arrestato 18enne

Assisi, si finge Maresciallo e usa la scusa di una rapina per raggirare un'anziana: arrestato 18enne

Si sarebbe presentato al telefono come un Maresciallo dei Carabinieri, sostenendo che il marito della donna fosse coinvolto in una rapina e che fosse necessario verificare i monili in oro custoditi nell'abitazione. Un pretesto che avrebbe dovuto convincere un'anziana di 76 anni a fidarsi degli interlocutori, ma che non ha impedito alla donna di insospettirsi e chiedere aiuto.

La chiamata al Numero unico di emergenza 112 ha consentito ai Carabinieri di intervenire tempestivamente e bloccare un giovane di 18 anni, gravemente indiziato di tentata truffa, prima che potesse completare il raggiro.

L'episodio è avvenuto nel territorio comunale di Assisi, dove sono intervenuti i militari della Stazione di Petrignano. Il ragazzo è stato arrestato in flagranza di reato e, al termine delle formalità di rito, trasferito nella Casa circondariale di Perugia-Capanne, su disposizione del Pubblico ministero della Procura della Repubblica di Perugia, che conduce le indagini.

Assisi, finto Maresciallo tenta di truffare un'anziana: decisiva la chiamata al 112

La vicenda è iniziata con una telefonata ricevuta dalla 76enne, residente ad Assisi. Dall'altra parte della linea, un uomo si sarebbe qualificato come Maresciallo dei Carabinieri, riferendo alla donna che il marito sarebbe stato coinvolto in una rapina. Da qui la richiesta di verificare i monili in oro presenti nell'abitazione, presentata come una necessità legata alla presunta vicenda giudiziaria.

È una modalità che fa leva sulla preoccupazione per un familiare e sulla fiducia riposta nelle forze dell'ordine: prospettare un problema con la giustizia può indurre la vittima a collaborare con chi si presenta come un rappresentante delle istituzioni, abbassando le difese proprio nel momento in cui sarebbe necessario verificare l'attendibilità della richiesta.

Dopo la telefonata, un giovane si è presentato alla porta dell'abitazione. La sua presenza ha ulteriormente insospettito l'anziana, che ha scelto di non assecondare la richiesta e di contattare direttamente il 112. Una decisione che si è rivelata determinante per l'intervento dei militari.

L'intervento dei Carabinieri di Petrignano: il giovane bloccato vicino casa

La segnalazione della donna ha attivato l'intervento dei Carabinieri della Stazione di Petrignano di Assisi. I militari sono arrivati nella zona indicata e hanno individuato il 18enne nelle vicinanze dell'abitazione, riuscendo a bloccarlo prima che potesse portare a termine il presunto raggiro.

Il giovane è stato quindi tratto in arresto in flagranza di reato, perché gravemente indiziato di tentata truffa ai danni della 76enne. L'intervento ha impedito che l'azione contestata venisse completata, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri.

A fare la differenza è stata la tempestività della segnalazione: la donna, anziché fidarsi della telefonata e della successiva visita, ha deciso di rivolgersi al numero di emergenza, consentendo ai Carabinieri di intervenire e bloccare il 18enne prima che il tentativo di truffa potesse essere portato a termine.

Arrestato per tentata truffa ad Assisi, il 18enne trasferito a Capanne

Al termine delle formalità di rito, il 18enne è stato trasferito nella Casa circondariale di Perugia-Capanne, su disposizione del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Perugia, che coordina le indagini, e posto a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Il giovane è gravemente indiziato di tentata truffa: la sua posizione sarà ora valutata nelle sedi competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza fino all'eventuale accertamento definitivo delle responsabilità penali.

Truffe agli anziani, l'appello dei Carabinieri: "Chiamare subito il 112"

L'episodio riporta l'attenzione sulle truffe che sfruttano il nome delle forze dell'ordine e la prospettiva di presunte emergenze giudiziarie per convincere le vittime a consegnare denaro o oggetti preziosi. In questi casi, la richiesta può essere accompagnata da riferimenti a incidenti, rapine o problemi che coinvolgerebbero un familiare, con l'obiettivo di generare allarme e spingere la persona contattata ad agire senza il tempo necessario per verificare.

Proprio per prevenire situazioni di questo tipo, l'Arma dei Carabinieri rinnova l'invito, rivolto in particolare alle persone anziane e ai loro familiari, a contattare immediatamente il 112 davanti a qualsiasi richiesta sospetta, anche quando il tentativo non sia ancora andato a segno.

Il principio richiamato dai militari è chiaro: nessun appartenente alle forze di polizia chiede denaro o gioielli per risolvere vicende giudiziarie o familiari. Per questo, quando una telefonata annuncia presunti problemi con la giustizia e viene seguita dalla richiesta di mostrare o consegnare beni di valore, è importante non assecondare le indicazioni ricevute e rivolgersi direttamente alle forze dell'ordine attraverso i canali ufficiali.

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