13 Sep, 2026 - 14:59

Crisi Ast, Batini: «Azienda avverte, Regione brinda e sindacati mettono le mani avanti. Il polo industriale rischia di chiudere l’area a caldo»

Crisi Ast, Batini: «Azienda avverte, Regione brinda e sindacati mettono le mani avanti. Il polo industriale rischia di chiudere l’area a caldo»

Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni del consigliere comunale Claudio Batini, dell’associazione Amici di Bandecchi, in merito all’allarme occupazionale e produttivo sollevato dai vertici di Acciai Speciali Terni.

«La farsa è giunta al capolinea: mentre a Palazzo Donini si continua a festeggiare sulla carta e i sindacati, dopo aver brindato con la Regione, iniziano a mettere goffamente le mani avanti, Acciai Speciali Terni lancia l'allarme rosso. La realtà dei fatti è drammatica e chi continua a raccontare il contrario sta spingendo scientemente il territorio verso il dirupo». È quanto dichiara Claudio Batini a seguito dell'allarme occupazionale e produttivo sollevato dai vertici di AST.
«Le dichiarazioni dell'amministratore delegato Menecali confermano quello che denunciamo da tempo: tra caro energia insostenibile e concorrenza globale, all'azienda rischia di convenire l'importazione di bramme semilavorate dall'Indonesia piuttosto che produrle a Terni. Uno scenario disastroso che metterebbe una pietra tombale sull'intera area a caldo dello stabilimento di viale Brin e sulla tenuta occupazionale dell'intera provincia».
«Il tanto celebrato Accordo di programma – prosegue Batini – si sta rivelando per ciò che è: un'intesa i cui effetti concreti non si vedranno prima del 2029. Le imprese e gli operai vivono oggi, pagano le bollette oggi e rischiano il posto di lavoro oggi, non tra cinque anni. A questo quadro già critico si aggiungerà presto la stangata del caro rifiuti legata al nuovo piano regionale: un altro aggravio che la proprietà non ignorerà e che peserà come un macigno sul futuro delle nostre acciaierie».
«Siamo di fronte a una gestione politica regionale e nazionale incosciente e irresponsabile, totalmente slegata dalla vita reale del distretto ternano. Chi governa la Regione deve smetterla con i trionfalismi di facciata e andare a pretendere dal Governo tariffe competitive immediate e strumenti reali per la tutela dell'area a caldo, prima che l'emorragia occupazionale diventi irreversibile» conclude Batini.

 

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