05 Sep, 2026 - 09:30

La rampa scorie di Ast al banco di prova: dalla messa a punto dell'impianto alla risposta dei Comitati di Prisciano

La rampa scorie di Ast al banco di prova: dalla messa a punto dell'impianto alla risposta dei Comitati di Prisciano

La svolta ambientale per il quartiere di Prisciano passa per un rodaggio di centottanta giorni. Ieri mattina, all’interno della sala Maurizio Santoloci di Arpa Umbria a Terni, il tavolo tecnico convocato dalla Regione Umbria ha segnato il passo sullo stato di attuazione degli interventi di Ast volti a mitigare l'impatto siderurgico sul centro abitato. Un vertice operativo a cui hanno preso parte i vertici di Arvedi-Ast, i delegati di Tapojärvi, l’assessore all'Ambiente del Comune di Terni, Gabriele Ghione, il direttore del dipartimento Umbria Sud di Arpa, Filippo Marasco, le sigle sindacali e il Comitato Prisciano.

Il fulcro del confronto è l’imminente messa a regime della nuova rampa scorie: un impianto complesso e inedito che richiederà circa sei mesi per raggiungere le performance ottimali. Un orizzonte temporale durante il quale non si fermeranno i campionamenti sulla qualità dell'aria, rafforzati dalla nuova centralina direzionata in particolare sul monitoraggio del nichel. Segnali di distensione arrivano dal Comitato dei cittadini di Prisciano, che ha espresso soddisfazione per i cantieri avviati e per i benefici attesi a breve termine, mentre le organizzazioni sindacali hanno rimarcato all'unisono come l'accelerazione su questi dossier sia il frutto diretto delle prerogative fissate dall'Accordo di programma.

L'avvio dell'impianto Tapojärvi e i sei mesi per l'ottimizzazione del ciclo di recupero delle scorie Ast

La seduta è stata introdotta dall'assessore regionale all'Ambiente, Thomas De Luca, che ha coordinato i lavori focalizzati sull'avanzamento tecnologico del sito produttivo. Sotto il profilo strettamente operativo, l'impianto per il trattamento delle scorie ha già avviato la fase di hot commissioning lo scorso 1° settembre, mentre la messa in esercizio vera e propria è calendarizzata per il prossimo 1° ottobre. I tecnici regionali e il direttore Filippo Marasco hanno però chiarito una variabile tecnica fondamentale: la struttura, data la sua unicità e complessità ingegneristica, avrà bisogno di un semestre di rodaggio per garantire un funzionamento a regime.

Su questo fronte, le rassicurazioni sulle tempistiche sono arrivate direttamente dal rappresentante di Tapojärvi, la multinazionale incaricata della realizzazione e gestione della rampa scorie, che ha garantito il pieno rispetto dei cronoprogrammi. Durante l'incontro, Arvedi Ast ha voluto ribadire la solidità della collaborazione interistituzionale, mettendo sul tavolo i dati relativi agli interventi strutturali già implementati all'interno del ciclo produttivo per contenere l'inquinamento. Tra questi, spiccano l'installazione di 25 centraline diffuse per il monitoraggio interno allo stabilimento e il drastico taglio del 40% del consumo di gas metano, traguardo raggiunto grazie all'entrata in funzione del nuovo forno walking beam.

La sorveglianza sanitaria e ambientale: abbattimento del nichel entro il 2030 e monitoraggio sulle vibrazioni

In attesa che la nuova infrastruttura per le scorie esprima il massimo del suo potenziale abbattente, la lente di ingrandimento delle istituzioni resta fissa sui dati ambientali del perimetro urbano adiacente alle acciaierie. L'attenzione di Arpa Umbria è concentrata sui parametri della qualità dell'aria, con un focus specifico sui valori del nichel, i quali dovranno obbligatoriamente rientrare nei limiti normativi previsti per il 2030. Le attività ispettive continueranno a tracciare anche gli stati emissivi anomali e il fenomeno delle vibrazioni industriali. Su quest'ultimo aspetto, un monitoraggio parallelo è attualmente in corso in sinergia con l'Università, sebbene i primi interventi di mitigazione attuati dall'azienda abbiano già restituito dati definiti molto positivi dai tecnici.

Il ruolo degli enti locali in questa delicata fase di transizione è stato delineato dall'assessore Gabriele Ghione. “Questa mattina in Arpa abbiamo fatto il punto della situazione sulle polveri di Prisciano”, ha dichiarato l'esponente della giunta comunale, ribadendo la linea dell'amministrazione. “Il Comune si impegna a fungere da cerniera tra le problematiche evidenziate, le soluzioni proposte e le realizzazioni concrete perché Prisciano, al pari degli altri quartieri della città, deve tornare ad essere un posto dove sia piacevole vivere”. Un impegno che si traduce nella necessità di seguire in prima linea tutte le azioni previste per migliorare concretamente la qualità della vita dei residenti.

L'Accordo di Programma e le politiche ambientali: conciliare produzione industriale e tutela della salute

La riunione ha certificato la validità del metodo di confronto adottato, capace di ripristinare un dialogo strutturato tra la proprietà industriale, gli enti di controllo, i lavoratori e la cittadinanza. L'assessore regionale Thomas De Luca ha anticipato che già nella prossima seduta il tavolo tecnico analizzerà i primissimi dati derivanti dalla messa a regime del nuovo sistema di trattamento scorie, per valutarne gli effetti empirici sul contenimento delle polveri.

“Il tavolo di Prisciano nasce proprio per dare risposte concrete a una comunità che da anni lamenta disagi e chiede soluzioni rispetto a fumi, odori, emissioni e vibrazioni dovuti alla vicinanza dello stabilimento”, ha sottolineato De Luca. “La rampa scorie e le nuove centraline di monitoraggio sono frutto di precise scelte politiche dell'attuale Giunta regionale guidata da Stefania Proietti. Misure inserite nell'Accordo di Programma per decarbonizzare il polo industriale di Terni, superando storici problemi e dimostrando che è possibile coniugare sviluppo industriale, tutela della salute di tutti i cittadini e salvaguardia dell'ambiente”.

A margine della questione polveri, l'ordine del giorno ha toccato ulteriori asset strategici inseriti nell'Accordo di Programma. Le parti hanno discusso l'ampliamento della discarica Ast, un'operazione che resta strettamente subordinata sia alla tutela integrale delle falde acquifere sia al raggiungimento degli obiettivi quantitativi di recupero delle scorie stesse, in cui rientra la soluzione definitiva per la quota parte di rifiuti solidi urbani (Rsu). Infine, il tavolo ha analizzato il tema della nuova ecotassa regionale, pensata per disincentivare il conferimento e premiare l'economia circolare, e lo sviluppo infrastrutturale legato alla realizzazione della bretella stradale di San Carlo.

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