Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi è arrivato a Palazzo Spada intorno alle 10 di stamattina. Prima della seduta del Consiglio comunale ha risposto ad alcune domande dei giornalisti sui temi al centro del dibattito cittadino dopo gli episodi verificatisi sabato sera: dalla sicurezza alla cittadinanza, fino al tema delle seconde generazioni e dei sussidi.
"Dopo i fatti di sabato sera a Terni c'è un problema di stupidità, specialmente per alcune categorie di persone, di ragazzi" ha detto chiaramente, ridimensionando l'ipotesi di una vera e propria emergenza in città.
E ha chiarito: "Se ci fosse stato un problema di sicurezza Terni sarebbe una città devastata, sono intervenute immediatamente tutte le forze dell'ordine quindi come si fa a dire c'è un problema di sicurezza?".
Per il sindaco, il nodo è piuttosto il comportamento di chi ritiene di poter utilizzare la violenza senza conseguenze. "Il problema sicurezza ci sarebbe se non intervenissero mai le forze dell'ordine - ha affermato -. Il problema è che c'è qualcuno che forse ritiene che la violenza passerà inosservata o forse ritiene che con la violenza prenderà la sua posizione nella società". Poi ha lanciato un avvertimento: "Gli faremo capire, da oggi stesso, che il posto nella società con la violenza non lo prenderà".
Come anticipato anche sui suoi canali social, Bandecchi è tornato a ribadire la stretta sulla cittadinanza italiana. "Io ho già detto più volte con il mio partito, sono per il blocco delle cittadinanze in questo momento in Italia, ho già spiegato i motivi".
"Non c'è bisogno di venire a lavorare in Italia per diventare cittadino italiano. Io lavoro in America, in Inghilterra, in Arabia Saudita, non ho mai chiesto di diventare cittadino di queste nazioni" ha affermato. La criticità, ha sottolineato, è rappresentata da procedure che, a suo giudizio, consentirebbero cittadinanze "facili". "C'è gente che è cittadina italiana e non sa neanche parlare l'italiano, non conosce nulla dell'Italia e non ha il diritto di diventare italiano".
"Le persone diventeranno italiane quando avranno acquisito una mentalità italiana, non bisogna conoscere la Costituzione a memoria, si deve sapere cosa dice e perché lo dice, si deve accettare il nostro modo di essere uguali". Su questo il primo cittadino si è soffermato sulla necessità di verifiche più approfondite: "La Polizia o la Polizia Locale avvia un'indagine che deve essere fatta bene, andare nelle case della gente per vedere come vengono trattati i figli, come vengono trattate le mogli".
Bandecchi ha inoltre precisato che la stretta non sarebbe rivolta esclusivamente alla comunità islamica ma "per tutti" con l'obiettivo di applicare i requisiti previsti dalla legge: "Nessuno diventerà cittadino se non rispetterà tutti i requisiti di legge, perché sennò io la firma non ce la metto".
Ricollegandosi al tema dei comportamenti di sabato sera, ha ipotizzato una possibile stretta sui sussidi. "Credo che farò una stretta anche su tutti i sussidi che vengono dati agli extracomunitari e agli italiani quando i figli faranno casino - ha annunciato -. A tutti quelli che hanno fatto casino sabato sera presenteremo il conto".
Sulle seconde generazioni, invece, l'inquilino di Palazzo Spada ha riflettuto sul ruolo delle famiglie. "Forse i genitori non gli hanno insegnato nel modo giusto, forse noi abbiamo rilasciato delle cittadinanze a persone che non hanno esattamente capito cosa vuol dire essere italiani".
Il tema è tornato anche in apertura del Consiglio comunale, dove ha parlato nettamente di "blocco assoluto sine die delle cittadinanze italiane" evidenziando il valore dell' "italianità", definita "un elemento fondamentale. Noi oggi siamo qua grazie alla nostra italianità", ha concluso.