29 Sep, 2026 - 13:39

Briccialdi, il 29 settembre doppio appuntamento a Terni e Roma con Dowland e Battisti

Briccialdi, il 29 settembre doppio appuntamento a Terni e Roma con Dowland e Battisti

Due città, due repertori, due percorsi musicali differenti che convergono nella stessa giornata. Il Conservatorio Statale di Musica “Giulio Briccialdi” di Terni chiude il mese di settembre con un doppio appuntamento in programma martedì 29 settembre, portando contemporaneamente la propria attività nella città umbra e nella Capitale.

A Terni, alle 19 nella Chiesa di Sant’Alò, è previsto il primo concerto di “400 Lachrimae”, progetto di ricerca dedicato al quarto centenario della morte di John Dowland (1563-1626) e realizzato dal Briccialdi insieme ai Conservatori di Ravenna e La Spezia. A Roma, alle 20 nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, sarà invece protagonista “Battisti… in classica”, con il docente di chitarra del Briccialdi Roberto Fabbri, il Philotes Strings Quartet e l’Ensemble d’archi del Conservatorio.

È un doppio impegno che arriva al termine di un mese particolarmente complesso per l’istituto ternano, tra produzioni, ricerca, formazione e collaborazioni, dentro e fuori i confini della città. Un percorso che nelle settimane precedenti ha compreso la ripartenza della stagione concertistica con i concerti verdiani, il primo ingresso del Briccialdi nel cartellone della Sagra Musicale Umbra e le iniziative legate a SHARPER.

“400 Lachrimae”, a Terni la ricerca parte da Dowland

Il primo appuntamento della giornata sarà quello di Sant’Alò. Alle 19, con ingresso libero, il Briccialdi presenterà il debutto pubblico di “400 Lachrimae”, progetto curato dal docente Stefano Maiorana e costruito attorno alla figura e all’opera di John Dowland.

Il quarto centenario della morte del compositore inglese diventa, in questo caso, l’occasione per sviluppare una ricerca che va oltre la semplice esecuzione del repertorio storico. Il progetto coinvolge infatti docenti di Musica antica, Composizione e altre discipline, studenti dei corsi accademici, una dottoranda del XL ciclo AFAM in “Musica, Design, Arte, Territori” e un esperto di discipline filosofiche.

Al centro del lavoro sono le songs di Dowland e, in particolare, il tema della malinconia, affrontato come elemento capace di attraversare epoche differenti e di trovare nuove forme di espressione attraverso linguaggi musicali contemporanei.

L’idea è quella di mettere in relazione prassi esecutiva storica, nuova composizione e riflessione filosofica, mantenendo il repertorio originale come punto di partenza ma sottoponendolo a un processo di rilettura e trasformazione.

Dal repertorio antico alle nuove composizioni

Il liuto rimane uno degli elementi di continuità con il mondo musicale di Dowland, ma viene affiancato da voci e strumenti moderni. Il progetto ha inoltre sperimentato nuove modalità di elaborazione dei testi, utilizzando anche l’intelligenza artificiale come parte del processo di riattualizzazione del materiale di partenza. La ricerca è stata articolata attraverso un workshop dedicato all’analisi delle prassi esecutive storiche e delle tecniche compositive contemporanee, accompagnato da un approfondimento filosofico sulla malinconia.

Le songs di Dowland sono state rielaborate in chiave contemporanea sotto la supervisione del professor Mauro Montalbetti. Lo studio performativo del repertorio antico e delle nuove composizioni è stato invece seguito dai professori Stefano Maiorana e Luca Dellacasa.

La parte filosofica è affidata al dottor Dario Tordoni, mentre la documentazione dei processi compositivi è curata da Eleonora Susanna, dottoranda AFAM.

In programma Dowland e cinque prime esecuzioni

Il concerto vedrà protagonisti Elena Mele, Cantus; Ilaria De Bortoli, Altus; Luca Dellacasa, Tenor; Giorgio Ridolfi, Bassus; Roberta Vaino e Giuseppe Torrisi alle viole; Lorenzo Timperi alle percussioni; Stefano Maiorana al liuto. La direzione musicale sarà affidata a Stefano Maiorana e Luca Dellacasa.

Il programma affiancherà le musiche di John Dowland a nuove composizioni presentate in prima esecuzione. Le opere sono firmate da Domenico Bevilacqua, Davide Biffi, Daniele Begliomini, Ludovico Falqui Massidda e Giulia Bedeschi.

È proprio questo confronto tra il repertorio storico e la scrittura contemporanea a rappresentare uno degli elementi caratterizzanti del progetto: il passato non viene semplicemente riproposto, ma diventa materiale attraverso il quale interrogare il presente.

Dopo Terni il progetto prosegue a Ravenna e La Spezia

Quello di martedì a Terni sarà il primo dei tre appuntamenti pubblici previsti nell’ambito di “400 Lachrimae”. Il percorso proseguirà giovedì 1° ottobre alle 20.30 al Polo delle Arti di Ravenna, in Piazza Kennedy, per poi concludersi venerdì 9 ottobre alle 21 al Palazzo della Provincia della Spezia. Anche questi due appuntamenti saranno a ingresso libero.

La dimensione pubblica dei concerti si inserisce in un progetto destinato a proseguire anche sul terreno della documentazione e della ricerca. Dopo la fase concertistica è infatti prevista la registrazione dei brani, mentre il percorso sarà accompagnato dalla pubblicazione di un articolo scientifico sul progetto, curato da Stefano Maiorana, Dario Tordoni ed Eleonora Susanna.

A Roma Battisti incontra la chitarra classica e gli archi

Quasi contemporaneamente, a circa due ore di distanza, il Briccialdi sarà impegnato a Roma. Alle 20, nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, andrà in scena “Battisti… in classica”, progetto curato da Roberto Fabbri, docente di chitarra del Conservatorio ternano.

Il concerto nasce dal lavoro di Fabbri dedicato alla musica di Lucio Battisti e dal volume “Lucio Battisti – 14 grandi successi arrangiati per chitarra”, pubblicato da Hal Leonard Europe.

La formula scelta è quella dell’incontro tra chitarra classica e archi. Le melodie dei brani saranno affidate alla sei corde, mentre gli archi contribuiranno alla costruzione di una nuova veste strumentale attraverso gli arrangiamenti di Luca Proietti.

Un’operazione che porta il repertorio di Battisti all’interno di un organico cameristico e orchestrale, spostandone il baricentro dall’impianto originario verso una dimensione nella quale timbri, dinamiche e scrittura per archi diventano parte integrante della rilettura.

Il programma dedicato a Lucio Battisti

Sul palco della Sala Petrassi saranno presenti Roberto Fabbri alla chitarra classica, il Philotes Strings Quartet e l’Ensemble d’archi del Conservatorio Statale “Giulio Briccialdi” di Terni, formato da docenti e studenti. Il violino di spalla sarà il docente del Briccialdi Domenico Masiello, mentre Luca Proietti curerà direzione e arrangiamenti. L’introduzione ai brani sarà affidata al giornalista Fabrizio Finamore.

Il repertorio comprenderà alcuni dei titoli più noti della produzione di Battisti: Emozioni, I giardini di marzo, Il mio canto libero, La canzone del sole, Mi ritorni in mente, Pensieri e parole e Un’avventura. A questi si aggiungeranno tre nuovi arrangiamenti realizzati appositamente per il concerto romano: 29 settembre, La luce dell’est e Acqua azzurra acqua chiara.

Dal patrimonio musicale alla rilettura contemporanea

I due concerti del 29 settembre raccontano quindi due modalità diverse attraverso le quali il Briccialdi affronta il rapporto con il repertorio.

A Terni il punto di partenza è la musica antica e il lavoro di ricerca attorno a Dowland, con il tentativo di mettere in comunicazione una prassi esecutiva storicamente documentata con la composizione contemporanea e una riflessione filosofica sul tema della malinconia.

A Roma, invece, è la musica d’autore italiana a essere sottoposta a una nuova elaborazione: i brani di Battisti vengono trasferiti nell’organico della chitarra classica e degli archi, attraverso nuovi arrangiamenti e una diversa prospettiva timbrica.

Sono due operazioni differenti, ma entrambe riportano al centro una delle funzioni proprie di un Conservatorio: non soltanto conservare e trasmettere un patrimonio musicale, ma studiarlo, interpretarlo e produrre nuova musica a partire da esso.

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