Le polemiche sui 10 euro al mese per varcare i cancelli del Campo Scuola Casagrande non scalfiscono Stefano Bandecchi, che blinda la tariffa senza concedere margini di trattativa. Il sindaco di Terni definisce l'alzata di scudi di questi giorni “semplicemente ridicola”, il frutto avvelenato di una mentalità “retrograda e assistenzialista”. La linea dell'amministrazione comunale, messa nero su bianco in una nota diffusa sabato 26 settembre, non ammette deroghe: le docce, l'illuminazione, la pulizia e le manutenzioni dell'impianto, riaperto ufficialmente il 12 settembre dopo due anni di lavori, hanno un costo vivo. E a pagarlo, applicando un ferreo principio di giustizia contabile e sociale secondo Palazzo Spada, non possono essere tutti i cittadini indistintamente, ma esclusivamente coloro che di quegli spazi e di quei servizi usufruiscono.

Il primo cittadino non usa mezzi termini per respingere al mittente le accuse, mosse da una parte del mondo sportivo e dalle opposizioni, di aver introdotto una sorta di tassa sull’atletica. Per Bandecchi, la questione è puramente pragmatica. “Dobbiamo iniziare a calarci nella realtà. Ogni cosa che si utilizza si consuma, e questo consumo comporta un costo oggettivo”, spiega il sindaco, ribadendo che l'energia elettrica e le manutenzioni delle piste non cadono dal cielo.
L'alternativa di un ingresso totalmente gratuito, secondo la giunta, risulterebbe profondamente iniqua. “Se il Comune di Terni si facesse interamente e direttamente carico di queste spese, significherebbe scaricare i costi su tutti i cittadini ternani, compresi quelli che il Campo Scuola non lo hanno mai visto o che magari non arrivano alla fine del mese”, si legge nella nota diramata. La riqualificazione del Casagrande, costata alle casse pubbliche quasi due milioni di euro, ha consegnato alla città un impianto moderno e sicuro. Ora, con la gestione passata in house alla partecipata Terni Reti dallo scorso 21 settembre, la struttura necessita di coperture finanziarie strutturali. “È sacrosanto che chi concretamente utilizza questi spazi paghi la quota dei 10 euro al mese che serve a coprire i costi vivi”, conclude il sindaco chiudendo la porta a possibili esenzioni: “Mi dispiace per chi si aspettava altro ma non possiamo fare regali a spese dei contribuenti”.
La scintilla che ha innescato il dibattito politico cittadino risale alla decisione di applicare in modo esecutivo un tariffario già approvato in giunta nel novembre 2025. Le quote stabilite dal Comune di Terni prevedono un esborso di 10 euro al mese per i ragazzi dai 6 ai 13 anni, che salgono a 15 euro per la fascia 14-17 anni e a 21 euro per i maggiorenni. Fino allo scorso settembre, l'impianto era stato gestito tramite un patto di collaborazione temporaneo con il Coni e cinque associazioni sportive locali, garantendo la continuità degli allenamenti.
Il recente passaggio delle consegne a Terni Reti per i servizi di custodia e controllo accessi - in attesa dell'installazione definitiva dei tornelli - ha reso pienamente operativo il nuovo regime. Una quota che, dal 1° ottobre, andrà a sommarsi alle rette già versate dalle famiglie alle rispettive società sportive, come lamentato dalla scuola di atletica dell’Amatori Podistica. Una dinamica che ha scatenato l'immediata reazione delle opposizioni. Il Movimento 5 Stelle, per voce del coordinatore provinciale Daniele Pica, punta il dito contro l'assenza di tutele per i ceti meno abbienti. Definendo la tariffa “una delle prime novità che l’amministrazione Bandecchi consegna alle famiglie”, Pica ha annunciato un’interrogazione in Consiglio comunale per fare luce sui reali costi di gestione e denunciare la mancanza di fasce di esenzione basate sul reddito familiare.
Non meno dura è la presa di posizione di Forza Italia. Il segretario comunale Antonio De Angelis sposta il focus sulle scelte strategiche dell'ente, criticando apertamente l'affidamento dei servizi alla partecipata Terni Reti. Una decisione che “non convince, né nel metodo né nel merito”, accusa l'esponente azzurro in una nota diramata il 24 settembre, paventando che “il conto finale di questo squilibrio gestionale lo pagheranno le famiglie”. Il riferimento di De Angelis non è solo ai 10 euro mensili scattati per i giovani atleti, ma anche ai rincari generali previsti a partire dal 1° gennaio 2027.
Il confronto amministrativo ruota attorno a tre snodi chiave, su cui Palazzo Spada rivendica una precisa scelta di bilancio e responsabilità contabile. Il primo punto riguarda l’introduzione del contributo mensile, motivata dalla necessità di preservare l’investimento di quasi due milioni di euro senza gravare sulla fiscalità generale dei cittadini non fruitori. Il secondo attiene all’affidamento in house a Terni Reti, concepito per garantire standard costanti di custodia, decoro e sicurezza durante la transizione verso la completa automazione degli accessi. Il terzo tocca la linearità della tariffa: una misura orientata a coprire i costi vivi generati dai consumi reali della struttura, a fronte delle richieste delle opposizioni di prevedere agevolazioni o fasce Isee. Un’impostazione che il sindaco Stefano Bandecchi tutela con decisione, ponendo l'autosufficienza economica del bene pubblico e l'equità verso l'intera collettività dei contribuenti al centro dell'azione amministrativa.