11 Sep, 2026 - 11:43

Castel Ritaldi, quindicenne accusato di aver minacciato tre coetanei alla festa di paese e di aver ottenuto 30 euro: scattano i domiciliari

Castel Ritaldi, quindicenne accusato di aver minacciato tre coetanei alla festa di paese e di aver ottenuto 30 euro: scattano i domiciliari

Una serata di festa, nel pieno degli appuntamenti del Palio del Fantasma, si è trasformata in un episodio finito al vaglio della giustizia minorile. È quanto sarebbe accaduto lo scorso 7 agosto a Castel Ritaldi, dove un quindicenne di origine ucraina è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, con l'accusa di aver minacciato tre coetanei e di essersi fatto consegnare da due di loro il denaro che avevano con sé, per un totale di circa 30 euro.

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, il giovane avrebbe avvicinato i tre ragazzi durante una delle serate della manifestazione, rivolgendo loro minacce con l'obiettivo di ottenere i soldi. Un episodio ricostruito dai militari già nelle ore successive ai fatti, fino all'identificazione del quindicenne nella stessa serata.

Gli accertamenti hanno quindi portato la vicenda all'attenzione della Procura presso il Tribunale per i minorenni di Perugia, che ha richiesto una misura cautelare nei confronti del ragazzo. La posizione del giovane è stata successivamente esaminata dal gip del Tribunale per i minorenni, davanti al quale il quindicenne ha fornito la propria versione dei fatti.

La ricostruzione dei Carabinieri

La vicenda si sarebbe consumata nell’arco di pochi minuti, durante una delle serate del Palio del Fantasma, quando nel paese erano presenti numerose persone per gli appuntamenti della manifestazione. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il quindicenne avrebbe avvicinato i tre coetanei e li avrebbe minacciati per farsi consegnare il denaro che avevano con sé. Di fronte alla richiesta, due dei ragazzi avrebbero dato al giovane complessivamente circa 30 euro, mentre il terzo non avrebbe avuto contanti e non avrebbe quindi potuto consegnare alcuna somma.

È proprio nella presunta modalità con cui il denaro sarebbe stato ottenuto che si concentra la contestazione di rapina formulata nei confronti del minorenne. Non è dunque l’entità della somma a rappresentare l’aspetto centrale dell’accusa, quanto piuttosto il ricorso, secondo la ricostruzione investigativa, alle minacce nei confronti dei tre ragazzi per ottenere il denaro.

I Carabinieri, intervenuti per ricostruire l’accaduto, sarebbero riusciti a identificare il giovane già nella stessa serata. Un passaggio che ha consentito agli investigatori di indirizzare immediatamente gli accertamenti sulla sua posizione e di trasmettere gli elementi raccolti all’autorità giudiziaria minorile.

L'attenzione della Procura per i minorenni

Essendo il ragazzo minorenne, la vicenda è passata al vaglio della Procura presso il Tribunale per i minorenni di Perugia, che ha successivamente richiesto una misura cautelare.

Nella valutazione della posizione del quindicenne sarebbero stati considerati anche altri precedenti di polizia, elemento che ha contribuito al quadro sottoposto all'attenzione dell'autorità giudiziaria. La Procura aveva chiesto per il giovane la permanenza domiciliare, misura prevista nell'ambito della giustizia minorile e finalizzata a limitare gli spostamenti dell'indagato in attesa degli sviluppi del procedimento.

La richiesta è stata quindi sottoposta alla valutazione del gip, che ha dovuto esaminare gli elementi raccolti e la posizione del ragazzo prima di decidere sulla misura da applicare.

Il quindicenne davanti al giudice

Un passaggio centrale della vicenda è arrivato con l'interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Perugia.

Il giovane, secondo quanto emerso, ha risposto alle domande del gip e ha fornito una propria versione dei fatti. Si tratta della ricostruzione offerta dall'indagato nell'ambito del procedimento e che dovrà essere valutata insieme agli altri elementi acquisiti dagli investigatori.

Al termine dell'interrogatorio, tuttavia, il giudice ha ritenuto che gli elementi disponibili fossero sufficienti per disporre una misura cautelare nei confronti del quindicenne.

Per il ragazzo sono quindi scattati gli arresti domiciliari.

Arresti domiciliari, previste eccezioni per la scuola

La misura impone al giovane di rimanere nella propria abitazione e di non allontanarsene liberamente. Eventuali spostamenti possono essere effettuati soltanto per motivate ragioni preventivamente autorizzate dalle autorità competenti.

Tra queste rientra anche la possibilità di frequentare le lezioni scolastiche, secondo le modalità che saranno eventualmente autorizzate nell'ambito della misura.

La decisione del gip rappresenta, tuttavia, un provvedimento cautelare adottato nella fase iniziale del procedimento e non una pronuncia definitiva sulla responsabilità del ragazzo.

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