11 Oct, 2026 - 12:13

Città di Castello, aggressione a un infermiere in ospedale, ferma condanna di Usl e Regione

Città di Castello, aggressione a un infermiere in ospedale, ferma condanna di Usl e Regione

Un infermiere del Pronto soccorso dell’ospedale di Città di Castello è stato aggredito da un paziente e ha riportato un trauma cranico e altre lesioni, con una prognosi di 15 giorni. L’episodio si è verificato intorno alle 19, dopo che l’uomo, in attesa di essere visitato, aveva manifestato ripetutamente insofferenza per i tempi di attesa.

Sulla vicenda sono intervenute la Usl Umbria 1 e la Regione Umbria, che hanno espresso solidarietà al professionista e condannato l’aggressione. L’Azienda sanitaria ha inoltre annunciato l’intenzione di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario che scaturirà dall’accaduto.

Secondo la prima ricostruzione, il paziente era arrivato in ospedale nel pomeriggio ed era stato preso in carico dal triage alle 17.30, con l’assegnazione di un codice a bassa priorità.

Durante l’attesa, il personale sanitario lo avrebbe più volte rassicurato, spiegando che medici e infermieri erano impegnati ad assistere pazienti con condizioni cliniche che richiedevano un intervento più tempestivo. Intorno alle 19, la situazione sarebbe poi degenerata: l’uomo avrebbe spintonato l’infermiere, facendolo cadere a terra e provocandogli le lesioni. 

Città di Castello, infermiere aggredito al Pronto soccorso: la ricostruzione dei fatti

L’uomo si era presentato al Pronto soccorso dell’ospedale dell’Alto Tevere ed era stato preso in carico dal triage alle 17.30. La valutazione iniziale aveva portato all’attribuzione di un codice a bassa priorità, indicativo di una situazione che, sulla base degli elementi clinici rilevati, non presentava caratteristiche di urgenza tali da precedere altri casi in carico al reparto.

Durante l’attesa, il paziente avrebbe manifestato più volte insofferenza nei confronti del personale sanitario, chiedendo di essere visitato il prima possibile. Gli operatori lo avrebbero rassicurato, chiarendo che medici e infermieri erano impegnati nell’assistenza di persone giunte in Pronto soccorso con condizioni caratterizzate da livelli di priorità superiori.

La situazione sarebbe poi degenerata intorno alle 19, quando l’uomo avrebbe spintonato l’infermiere in servizio, facendolo cadere a terra. Nella caduta, il professionista ha battuto la testa, riportando un trauma cranico e altre lesioni. I colleghi sono intervenuti per prestargli soccorso.

Gli accertamenti sanitari hanno evidenziato lesioni per le quali è stata stabilita una prognosi di 15 giorni. L’episodio ha generato momenti di tensione all’interno del reparto, mentre il personale era impegnato a garantire l’assistenza ai pazienti presenti nella struttura.

L’intervento dei Carabinieri e la denuncia d’ufficio

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Città di Castello, che hanno raccolto le prime testimonianze e avviato gli accertamenti per ricostruire l’accaduto.

Nei confronti dell’uomo è stata avviata la denuncia d’ufficio, come previsto dalla normativa vigente in materia di aggressioni ai danni del personale sanitario.

Usl Umbria 1 e Regione Umbria, solidarietà all’infermiere aggredito

La Usl Umbria 1 ha rinnovato il proprio sostegno al professionista aggredito, ribadendo l’impegno dell’Azienda nella tutela della sicurezza degli operatori sanitari. Alla condanna dell’episodio si sono unite la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e la direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti, che hanno espresso la più ferma riprovazione per quanto accaduto nella serata del 9 novembre al Pronto soccorso dell’ospedale di Città di Castello.

La posizione dei vertici sanitari mette al centro la protezione di medici, infermieri e di tutti gli operatori che quotidianamente garantiscono assistenza alla popolazione, anche in contesti caratterizzati da carichi di lavoro elevati e situazioni di particolare complessità.

La sicurezza di chi lavora nelle strutture sanitarie costituisce infatti una condizione essenziale per assicurare la continuità delle cure e il regolare funzionamento dei servizi.

La Usl pronta a costituirsi parte civile

La Usl Umbria 1 ha annunciato la volontà di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario che scaturirà dall’accaduto. L’Azienda ritiene che gli episodi di violenza contro gli operatori sanitari debbano essere denunciati e perseguiti con determinazione, affinché simili comportamenti non abbiano a ripetersi.

La decisione preannunciata segna la posizione dell’Azienda sul piano giudiziario, oltre alla solidarietà già manifestata al dipendente. La tutela del personale, in questa prospettiva, non riguarda soltanto la gestione dell’emergenza dopo un’aggressione, ma anche la necessità di affermare il principio secondo cui chi presta assistenza sanitaria deve poter svolgere il proprio lavoro in condizioni di sicurezza.

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