Un nuovo spazio per promuovere l’agricoltura sociale, favorire l’inclusione lavorativa e rafforzare il legame tra le produzioni locali e la comunità.
È stato inaugurato nel Mercato Coperto di corso Cavour, a Città di Castello, il punto vendita della cooperativa La Rondine a Maccarello, un’iniziativa che porta nel cuore della città un progetto in cui il lavoro agricolo diventa anche occasione di autonomia, partecipazione e crescita personale per le persone con disabilità coinvolte nei percorsi della cooperativa.
Il nuovo box si inserisce in uno dei luoghi storici della vita cittadina e nasce con l’obiettivo di coniugare la commercializzazione dei prodotti del territorio con opportunità concrete di inserimento professionale. A occuparsi dell’attività saranno infatti i ragazzi della cooperativa, impegnati nella gestione del punto vendita e nel rapporto quotidiano con il pubblico.
Sugli scaffali sono disponibili gli ortaggi coltivati direttamente dalla cooperativa nelle sedi di Uppiano e Maccarello, affiancati dai prodotti di piccole aziende locali e di altre cooperative agricole e sociali umbre. Un’offerta che valorizza le produzioni del territorio e, allo stesso tempo, contribuisce a rendere visibile il lavoro svolto nell’ambito dei percorsi di inclusione.
Il punto vendita sarà aperto tutte le mattine dal lunedì al venerdì, secondo quanto riferito in occasione dell’inaugurazione. La presenza all’interno del Mercato Coperto rappresenta un ulteriore passo nel percorso della cooperativa, attiva da undici anni sul territorio con iniziative rivolte all’inserimento lavorativo delle persone in condizione di svantaggio e alla costruzione di collaborazioni con le realtà locali.
L’apertura del punto vendita segna un nuovo momento nel percorso della cooperativa La Rondine a Maccarello, che attraverso l’agricoltura sociale punta a favorire la partecipazione attiva delle persone con disabilità alla vita della comunità.
La scelta del Mercato Coperto di corso Cavour assume un significato particolare proprio per la collocazione dell’iniziativa: non uno spazio separato dal contesto cittadino, ma un’attività inserita in un luogo frequentato e riconoscibile, dove il lavoro e le relazioni con il pubblico diventano parte dell’esperienza quotidiana.
A sottolineare il valore dell’inaugurazione è Marco Romanelli, presidente della cooperativa, intervenuto ai nostri microfoni di Umbria Tag+. "Oggi, per noi cooperativa Rondine a Maccarello, è sicuramente un giorno importante ed emozionante", ha dichiarato Romanelli, richiamando il percorso avviato undici anni fa e l’obiettivo che ne ha accompagnato l’attività fin dall’inizio: favorire l’inclusione lavorativa delle persone svantaggiate.
La presenza nel centro cittadino rappresenta, in questa prospettiva, un’opportunità per consolidare il rapporto con la comunità e rendere ancora più visibile il contributo delle persone coinvolte nei progetti della cooperativa.
La gestione del box non si limita infatti alla vendita degli ortaggi, ma offre un contesto nel quale sperimentare competenze, responsabilità e relazioni in un ambiente lavorativo concreto.
È proprio quest'elemento, più di ogni altro, a caratterizzare il progetto: il punto vendita diventa uno strumento per mettere in relazione l’attività agricola, la partecipazione sociale e la valorizzazione del territorio, facendo del lavoro una possibilità di coinvolgimento attivo nella vita cittadina.
Il nuovo spazio al Mercato Coperto si inserisce in un percorso che, come ricordato da Romanelli, prosegue da undici anni. Nel corso di questo periodo, la cooperativa ha affiancato all’attività legata all’inclusione lavorativa iniziative e progetti sviluppati in collaborazione con diverse realtà del territorio, con l’intento di promuovere una partecipazione più ampia alla vita della comunità.
"E’ da 11 anni che siamo presenti nel territorio con l'obiettivo primario di favorire l'inclusione lavorativa di società disvantaggiate", ha spiegato il presidente.
Romanelli ha inoltre ricordato le collaborazioni avviate nel tempo con l'amministrazione comunale, l'Università degli Studi di Perugia e la Cia, nell'ambito di progetti orientati a rafforzare il coinvolgimento della comunità. "Oltre a questo, in questi 11 anni siamo sempre stati voluti essere presenti nel territorio attraverso progetti in collaborazione con l'amministrazione comunale, l'università di Sud di Carugia, la CIA. Progetti volti a favorire l'inserimento della comunità in maniera attiva e forte. Essere presenti nel territorio".
Le parole del presidente restituiscono la continuità di un impegno che punta a costruire occasioni di partecipazione attraverso il lavoro e le relazioni con le istituzioni e le realtà locali.
L'apertura del box rappresenta, in questo senso, una nuova modalità per rafforzare una presenza già radicata, portando le attività della cooperativa all'interno di uno spazio centrale per la vita economica e sociale di Città di Castello.
L'offerta del punto vendita si fonda innanzitutto sugli ortaggi coltivati direttamente dalla cooperativa nelle sedi di Uppiano e Maccarello. A questi si aggiungono le produzioni di piccole aziende locali e di altre cooperative agricole e sociali umbre, in un progetto che intende valorizzare il lavoro agricolo e creare occasioni di collaborazione tra realtà del territorio.
La presenza di prodotti provenienti da diverse aziende e cooperative amplia la proposta commerciale e rafforza il legame con le filiere locali. Allo stesso tempo, consente di affiancare alla vendita una finalità sociale: rendere riconoscibile il contributo delle persone impegnate nei percorsi di inserimento professionale e favorire il loro coinvolgimento diretto nelle attività.
Il rapporto con i clienti, la gestione quotidiana del punto vendita e la partecipazione alle diverse fasi del lavoro rappresentano occasioni per mettere in pratica competenze e responsabilità. In questo modo, l'agricoltura sociale si traduce in un'esperienza concreta, nella quale la produzione e la commercializzazione diventano anche strumenti per sostenere l'autonomia personale.
L'obiettivo è duplice: promuovere le produzioni del territorio e offrire nuove opportunità di partecipazione alla comunità. Una prospettiva che lega la dimensione economica a quella sociale, valorizzando non soltanto ciò che viene coltivato e venduto, ma anche il percorso delle persone che contribuiscono all'attività.
La scelta del Mercato Coperto di corso Cavour conferisce all'iniziativa un valore ulteriore. Il progetto trova spazio in un luogo storico della città, trasformando l'attività commerciale in un'occasione di incontro tra la cooperativa e i cittadini.
"Oggi essere qui al Mercato Coperto, al centro della nostra città, un luogo storico della nostra città, è sicuramente un motivo di orgoglio ma anche sicuramente un motivo di forte presenza attiva nella comunità", ha affermato Romanelli.
La collocazione nel cuore di Città di Castello permette alla cooperativa di inserirsi nella quotidianità del territorio e di rendere accessibile il proprio lavoro a chi frequenta il mercato. La relazione diretta con il pubblico diventa così parte integrante dell'iniziativa, contribuendo a rafforzare la conoscenza delle attività della cooperativa e del valore dei percorsi di inclusione lavorativa.
La cooperativa sarà presente al Mercato Coperto durante la settimana, con un'apertura prevista tutte le mattine dal lunedì al venerdì. Un appuntamento quotidiano che punta a dare continuità al progetto e a consolidare il rapporto con i cittadini.
"Saremo presenti qui al Mercato Coperto con i nostri ragazzi tutta settimana, dal lunedì al venerdì, tutte le mattine. Non solo per vendere verdure ma anche per essere presenti nel nostro territorio come comunità attiva», ha concluso Romanelli.
La dichiarazione sintetizza il significato dell'iniziativa: il nuovo box non nasce esclusivamente per commercializzare prodotti agricoli, ma per rendere il lavoro uno strumento di partecipazione e presenza attiva nella vita cittadina. L'attività quotidiana offrirà ai ragazzi coinvolti l'opportunità di prendere parte alla gestione del punto vendita e di entrare in relazione con la comunità attraverso un'esperienza concreta.