Centosettanta iscritti complessivi ai percorsi di Istruzione e Formazione Professionale, oltre 60 nuovi allievi al primo anno e un’offerta che affianca la didattica in aula all’esperienza nei laboratori e nelle aziende del territorio.
La Scuola di Arti e Mestieri G.O. Bufalini di Città di Castello ha inaugurato lunedì 12 ottobre l’anno scolastico 2026-2027, alla presenza dell’assessore regionale all’Istruzione, alla Formazione e alle Politiche giovanili, Fabio Barcaioli.
L’apertura dell’anno formativo ha rappresentato l’occasione per fare il punto sulla crescita dell’istituto e sul ruolo della formazione professionale nelle politiche educative e occupazionali dell’Umbria.
Al centro dell’incontro, il valore di percorsi capaci di accompagnare i giovani nell’acquisizione di competenze tecniche e professionali, mettendoli in contatto con le esigenze delle imprese e con le opportunità offerte dal mercato del lavoro.
"Siamo davanti a una scuola storica che ha fatto un pezzo della formazione professionale dell'Umbria", ha dichiarato l'assessore Fabio Barcaioli durante la visita, sottolineando il valore dell’esperienza maturata dalla Bufalini e la necessità di riconoscere agli istituti professionali un ruolo pienamente riconosciuto all’interno del sistema scolastico.
Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della scuola, Giovanni Granci, il direttore Marco Menichetti, i rappresentanti del Consiglio di amministrazione, i sindaci di Città di Castello e San Giustino, Luca Secondi e Stefano Veschi, insieme agli assessori alle Politiche scolastiche Letizia Guerri e ai rappresentanti di SUL – Scuole Umbre per il Lavoro e della Regione Umbria.
Presente anche la consigliera regionale Letizia Michelini, oltre al vicepresidente della sezione altotiberina di Confindustria, Angelo Benedetti.
Dopo i saluti istituzionali, l’assessore ha visitato i laboratori di cucina e sala, benessere e meccanica, incontrando studenti, docenti e formatori. Un'occasione per osservare da vicino le attività attraverso cui la scuola integra preparazione teorica, esercitazioni pratiche e orientamento al lavoro.
Servizio di Manuela Puletti
I numeri dell’anno scolastico confermano il peso dell’offerta formativa della Bufalini nel panorama dell’istruzione professionale del territorio. Gli iscritti ai percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) sono complessivamente circa 170, distribuiti sui quattro anni di corso, mentre sono oltre 60 i ragazzi che hanno scelto l’istituto per il primo anno.
La proposta comprende gli indirizzi di Tecnico di Cucina, Benessere, con i percorsi di acconciatura ed estetica, e Meccanica, nelle articolazioni della meccanica tradizionale e del settore auto e moto. Ambiti differenti, accomunati dalla necessità di sviluppare competenze specifiche e di confrontarsi con strumenti, procedure e situazioni operative vicine a quelle che gli studenti incontreranno una volta entrati nel mondo del lavoro.
Il percorso didattico non si esaurisce nelle lezioni frontali. Tra gli elementi caratterizzanti figurano l’impresa simulata, che permette agli allievi di sperimentare dinamiche organizzative e operative del settore scelto, e i tirocini nelle aziende del territorio.
Nei corsi, soprattutto nelle annualità più avanzate, l’esperienza pratica può raggiungere diverse centinaia di ore, offrendo agli studenti un contatto diretto con professionisti e contesti produttivi reali.
Il rapporto con le imprese può tradursi anche in opportunità occupazionali. Al termine del tirocinio, infatti, alcune aziende propongono contratti di apprendistato di primo livello, che consentono ai ragazzi di proseguire il percorso formativo mentre iniziano a lavorare nel settore di riferimento.
È in questo collegamento tra istruzione e attività produttive che si colloca una parte significativa dell’esperienza della Bufalini: formare giovani in grado di acquisire competenze concrete, rispondendo alle esigenze del territorio senza rinunciare alla dimensione educativa del percorso.
Nel suo intervento, Fabio Barcaioli ha posto l’accento sulla necessità di riconoscere pari dignità ai diversi indirizzi della scuola secondaria, superando una distinzione che rischia di attribuire maggiore valore ai percorsi liceali rispetto a quelli professionali.
"Siamo davanti a una scuola storica, che ha contribuito a costruire un pezzo della formazione professionale in Umbria. Sono molto contento di essere qui, perché stiamo cercando di riconoscere agli istituti professionali il giusto valore e la giusta dignità, mettendoli pienamente sullo stesso piano dei licei e degli altri istituti secondari di secondo grado. Crediamo, infatti, che non debbano esserci studenti di serie A e studenti di serie B".
Parole che sintetizzano alla perfezione la linea indicata dall’assessore: la scelta di un percorso professionale non deve tradursi in una minore considerazione delle capacità o delle prospettive dei giovani. La formazione tecnica, in questa prospettiva, costituisce una componente essenziale del sistema educativo e può offrire opportunità di crescita e inserimento lavorativo altrettanto significative, pur seguendo modalità e obiettivi differenti rispetto ai licei.
La visita ai laboratori ha consentito di collegare questo principio all’attività quotidiana dell’istituto, dove le competenze vengono sviluppate attraverso esercitazioni e attività pratiche, in un rapporto costante con il mondo produttivo.
Barcaioli ha inoltre definito la Bufalini una realtà da valorizzare per la capacità di integrare formazione e territorio. "E questa scuola è una buona pratica di per sé", ha affermato, richiamando l’esperienza maturata dall’istituto nel corso della propria storia.
Il tema delle pari opportunità formative è stato collegato dall’assessore anche alle misure regionali di sostegno agli studenti. Tra queste figura l’abbonamento agevolato al trasporto pubblico da 70 euro previsto nell’ambito del programma Umbria Vai, rivolto agli studenti in possesso dei requisiti stabiliti dalla Regione.
Barcaioli ha richiamato l’estensione della misura anche agli iscritti ai percorsi di istruzione e formazione professionale, inserendola in una strategia più ampia di sostegno alla frequenza scolastica. L’accessibilità dei trasporti può infatti incidere concretamente sulla possibilità di raggiungere gli istituti e partecipare alle attività formative, soprattutto per chi vive lontano dalle sedi scolastiche.
Nel corso dell’intervento, l’assessore ha inoltre fatto riferimento all’intenzione di lavorare sul finanziamento delle gite scolastiche e sul rapporto con il sistema della formazione. "Lo faremo per il finanziamento per le gite scolastiche, ma anche sul livello professionale", ha dichiarato, indicando la volontà di rafforzare il dialogo con docenti, dirigenti e operatori del settore.
L’obiettivo è costruire un confronto stabile con le diverse componenti del mondo educativo, affinché le politiche regionali tengano conto delle esigenze dei vari percorsi e contribuiscano a garantire opportunità più omogenee agli studenti.
Oltre alla formazione iniziale rivolta ai giovani, la Bufalini svolge un ruolo anche nell’ambito delle politiche attive del lavoro. Attraverso i corsi GOL, Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, l’istituto ha formato finora 180 saldatori, con l’obiettivo di raggiungere quota 200 attraverso la 36ª edizione del corso, indicata come l’ultima in programma.
Si tratta di un’attività che amplia il raggio d’azione della scuola oltre i percorsi IeFP e si rivolge anche a persone che devono acquisire competenze tecniche per inserirsi o reinserirsi nel mercato del lavoro. La saldatura rappresenta una professionalità richiesta da diversi comparti produttivi, e la formazione specifica può contribuire a rispondere alle necessità delle imprese locali.
L’attività dell’istituto comprende inoltre iniziative collegate alla formazione professionale in collaborazione con altri soggetti, tra cui Scuola Radio Elettra, con nuovi corsi di saldatura previsti dal 7 novembre nell’ambito dell’accordo siglato con la Bufalini.
A queste attività si affianca il Servizio Civile Universale. La scuola è ente capofila di una rete che conta oltre 100 sedi sul territorio nazionale e ospita nella propria struttura quattro volontari. Un ulteriore ambito nel quale l’istituto accompagna i giovani in esperienze formative e di partecipazione alla vita della comunità.
La compresenza di corsi per gli studenti, formazione per adulti e iniziative di servizio civile restituisce il profilo di una realtà che opera su più fronti, mantenendo al centro l’acquisizione di competenze e il rapporto con il territorio.
La Scuola di Arti e Mestieri G.O. Bufalini affonda le proprie radici nella tradizione della formazione professionale di Città di Castello, avviata nei primi anni del Novecento.
Nel tempo, l’istituto ha aggiornato percorsi e strumenti, mantenendo il collegamento con le trasformazioni economiche e produttive dell’Alta Valle del Tevere.
La sfida attuale è coniugare questa storia con le esigenze di un mercato del lavoro in continua evoluzione, nel quale la preparazione tecnica, l’esperienza pratica e la capacità di aggiornare le proprie competenze assumono un ruolo crescente.
I percorsi IeFP, i tirocini in azienda e i corsi destinati a chi cerca occupazione rappresentano strumenti diversi ma complementari per rispondere a queste necessità.
L’inaugurazione dell’anno scolastico 2026-2027 ha quindi offerto l’occasione per ribadire la centralità della formazione professionale nel sistema educativo regionale. I 170 iscritti e gli oltre 60 nuovi allievi costituiscono il dato più immediato, ma il ruolo della Bufalini si misura anche nella capacità di mettere in relazione giovani, lavoratori, docenti e imprese.
È su questa integrazione che si concentra il messaggio emerso dalla visita di Barcaioli: riconoscere pari dignità ai percorsi professionali, sostenere l’accesso alla formazione e consolidare il collegamento tra scuola e lavoro. Un’impostazione che guarda alle competenze non soltanto come requisito occupazionale, ma come strumento per ampliare le possibilità di scelta e costruire prospettive concrete per il futuro dei giovani.