Le dichiarazioni del sindaco di Terni Stefano Bandecchi sui dipendenti comunali hanno acceso un vivace dibattito con sindacati e opposizioni. Durante l'ultima seduta di consiglio comunale, il primo cittadino ha ribadito che i 600 lavoratori di Palazzo Spada sono una quota troppo elevata nell'ottica di una riorganizzazione profonda e delle necessarie compatibilità economiche, preannunciando che i 200 dipendenti che andranno in pensione entro il 2027 non saranno sostituiti.
Secondo Bandecchi, senza una maxi riorganizzazione il Comune rischia di non riuscire più a pagare gli stipendi, visto che la spesa per il personale è passata da 33 a 42 milioni di euro in sette anni. Le organizzazioni dei lavoratori hanno risposto tempestivamente.
Fp Cgil, Csa Ral e Uil Fpl contestano i numeri del sindaco e ricordano che in dieci anni il personale è già sceso da oltre 1.000 a circa 600 unità. I sindacati citano i dati della Fondazione Ifel e del ministero dell’Interno: Terni ha 5,7 dipendenti ogni 100 abitanti, contro una media nazionale di 7,3, e secondo le direttive ministeriali dovrebbe averne oltre 880, non 600. Di fronte a queste prese di posizione, le sigle sindacali hanno chiesto un incontro urgente al primo cittadino per chiarire la situazione e aprire un confronto concreto.
Sergio Silveri, segretario provinciale del CSA RAL Terni, interviene nel merito dei dati demografici e dei parametri nazionali. “Il Comune di Terni ha meno dipendenti di quelli che servirebbero, lo dicono il ministero e la Fondazione IFEL”, sottolinea il sindacalista, ricordando che l'ente si trova a erogare servizi ai cittadini con una carenza strutturale stimata in circa 300 unità rispetto agli standard ministeriali. Silveri evidenzia inoltre come i drastici tagli al personale affondino le radici nelle passate riforme nazionali, generando una catena di esternalizzazioni.

Sulla stessa linea si posiziona la UIL FP Umbria, che analizza analiticamente il tema delle presenze quotidiane e dell'incidenza a bilancio. Il sindacato fa notare come la spesa di personale per il 2026 si attesti al 27,33 per cento, rimanendo rigorosamente al di sotto del limite massimo di legge. Riguardo alla forza lavoro effettiva, la sigla smentisce la narrazione di un municipio svuotato dalle assenze: “Nei dodici mesi compresi tra agosto 2025 e luglio 2026, risultano mediamente circa 483 dipendenti presenti ogni giorno”. Secondo l'organizzazione, depurando il dato da ferie e permessi di legge, le assenze per malattia si fermerebbero a un fisiologico 2,5%.
Il dibattito si sposta rapidamente sulle conseguenze pratiche che un mancato turnover produrrebbe sulla macchina amministrativa. La Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) del Comune di Terni esprime forte preoccupazione per la tenuta degli uffici. “Ridurre il personale, non sostituire chi va in pensione e affidare all’esterno servizi comunali sono scelte politiche che si traducono nell’impossibilità per le famiglie di accedere ai servizi”, si legge in una nota ufficiale della delegazione. La Rsu ricorda come, appena nel mese di luglio, fosse stato licenziato un Piano del fabbisogno e delle assunzioni di tenore diametralmente opposto.
Il tema dell'affidamento ai privati tocca il suo apice organizzativo con la gestione dei servizi all'infanzia. La Fp Cgil e il Coordinamento donne Cgil di Terni puntano l'attenzione sulla recente delibera consiliare che esternalizza due asili nido cittadini, recentemente riqualificati attraverso i fondi del Pnrr. “Continuare a privatizzare i servizi pubblici non risolve i problemi strutturali di organico e impoverisce la macchina pubblica”, affermano le rappresentanti sindacali, richiamando la necessità di investire nelle politiche educative in un territorio caratterizzato da indici di invecchiamento demografico tra i più alti d'Italia.
La dialettica coinvolge in maniera diretta anche le forze politiche cittadine. Daniele Pica, coordinatore provinciale del Movimento 5 Stelle Terni, analizza i documenti di programmazione economica approvati dalla stessa maggioranza. “Nel DUP 2026-2028 la dotazione organica di personale viene definita notevolmente sottodimensionata”, dichiara l'esponente pentastellato. Pica solleva un interrogativo sulle priorità di spesa, evidenziando il contrasto tra il blocco delle assunzioni per i servizi e i costi della politica, citando l'introduzione di un Direttore generale e la recente nomina del settimo assessore in Giunta.

Infine, si registra l'intervento del Partito Democratico, affidato alle parole del segretario comunale Leopoldo Di Girolamo. A margine di un appuntamento pubblico, l'esponente dem difende l'abnegazione della struttura burocratica di Palazzo Spada, sottoposta a carichi di lavoro crescenti. “Sono dipendenti che lavorano con grande professionalità, con grande impegno e grande fatica”, dichiara Di Girolamo, ricordando come le attuali carenze d'organico si traducano in disagi tangibili per l'utenza, costretta ad attendere interi mesi per l'espletamento di pratiche ordinarie come il rilascio della carta d'identità.

Il dibattito si arricchisce inoltre della prospettiva del consigliere comunale Valdimiro Orsini, che accende i riflettori sulla necessità di un'adeguata programmazione tecnica e amministrativa. Secondo Orsini, l'ipotesi di non provvedere alla sostituzione di 200 unità d'organico si configura come una misura priva di visione strategica. “Prima di ipotizzare una contrazione così drastica del personale un'amministrazione responsabile dovrebbe definire con chiarezza quali siano le reali priorità della città e come intenda garantire la continuità dei servizi essenziali”, sottolinea il rappresentante consiliare, avvertendo che una riduzione delle risorse umane slegata da una preventiva riorganizzazione rischia di bloccare la macchina operativa del Comune di Terni.
Un passaggio dirimente dell'analisi di Orsini riguarda l'urgenza di investire nell'innovazione tecnologica e nella digitalizzazione dei processi. Il politico ribadisce come un piano di razionalizzazione non possa prescindere dall'introduzione di strumenti avanzati, comprese le potenzialità offerte dall'intelligenza artificiale. “La tecnologia deve servire a supportare il lavoro umano e a migliorare l'erogazione dei servizi, non a giustificare licenziamenti o mancati turnover improvvisati”, precisa il consigliere comunale. Infine, l'esponente politico stigmatizza i riferimenti ai lavoratori assenti per problemi di salute o per usufruire della Legge 104, ricordando che si tratta di tutele sociali fondamentali e richiamando la necessità di mantenere un clima di assoluto rispetto reciproco all'interno dell'ente.