14 Oct, 2026 - 16:00

Fallimento Ternana Calcio, al via lo stato passivo: ben 177 creditori per un crack milionario

Fallimento Ternana Calcio, al via lo stato passivo: ben 177 creditori per un crack milionario

È iniziata ufficialmente nelle aule del Tribunale fallimentare di Terni la procedura per quantificare le reali dimensioni del dissesto economico della Ternana Calcio. Stamattina alle 9.30, la giudice delegato Claudia Tordo Caprioli ha aperto la prima udienza per l’esame dello stato passivo, alla presenza di circa la metà dei 177 creditori che hanno formalizzato la richiesta.

Nel dettaglio, sono state presentate 174 istanze di ammissione al passivo e 3 domande di rivendica di beni che non appartengono al patrimonio societario. I curatori fallimentari, il commercialista ternano Francesco Angeli e l’avvocato orvietano Ernesto Ferrara, hanno depositato nei giorni scorsi il progetto di stato passivo, contenente le proposte per ammettere, ridurre o respingere ciascun credito e stabilire la relativa graduatoria nei pagamenti.

Tra le istanze più curiose figurano anche quelle della Croce Bianca e del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, impegnati nei presidi di emergenza e soccorso durante le partite casalinghe. A causa dell'alto numero di posizioni da esaminare, la seduta è stata aggiornata al 27 ottobre. Soltanto dopo quella scadenza, e con il successivo vaglio delle domande tardive, sarà possibile definire con esattezza il debito generato dalle ultime gestioni del club rossoverde, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 milioni di euro.

Fallimento Ternana Calcio: l'esame dello stato passivo in Tribunale

Il deposito del progetto predisposto dai curatori Angeli e Ferrara rappresenta l'atto cardine della procedura fallimentare in corso. Il documento analizza voce per voce le pretese economiche avanzate, formulando per ciascuna la proposta tecnica di accoglimento, taglio o rigetto.

La dimensione finanziaria del crack societario rossoverde poggia come primo dato sui numeri della perizia redatta per la procedura di esercizio provvisorio, poi revocato con la fine del campionato e il fallimento delle aste per rilevare il club in serie C.

L'atto quantifica un debito sportivo complessivo pari a 8,56 milioni di euro, a tale voce si sommano circa 4,07 milioni di euro di debiti iscritti a ruolo dall’Agenzia delle Entrate. Le ulteriori passività tributarie e previdenziali ammontano a circa 3,5 milioni di euro, pur potendo in parte coincidere con le rateazioni comprese nel debito sportivo.

Sul bilancio incidono inoltre i compensi arretrati spettanti a calciatori, staff tecnico e dipendenti della società.Le decurtazioni e le rinunce comunicate a maggio non hanno abbattuto il passivo. Quegli accordi erano subordinati al salvataggio della società e all’iscrizione al campionato. Con la chiusura dell’esercizio provvisorio e in mancanza di acquirenti, tali condizioni sono decadute, riattivando i crediti retributivi integrali.

A rendere vicino ai 20 milioni di euro le dimensioni del fallimento ci sono tutti i fornitori che rappresentano un ulteriore macigno da aggiungere ai numeri della perizia relativa al ramo sportivo

Dalle rivendiche ai servizi essenziali: il quadro dei 177 creditori

Delle 177 istanze depositate presso la cancelleria fallimentare, tre hanno una natura giuridica specifica e rientrano nell'istituto della rivendica. La rivendica non mira a incassare un pagamento in denaro, ma richiede la restituzione materiale di un bene di proprietà di terzi ancora detenuto dall’impresa insolvente.

Rientrano tipicamente in questa fattispecie i beni ceduti con riserva di proprietà, le apparecchiature concesse in leasing o i macchinari di fornitori presenti presso la società debitrice. In tali casi il proprietario chiede formalmente al curatore di identificare il bene e disporne la riconsegna.

Sul fronte dei crediti ordinari, spiccano gli alberghi - a cominciare dal Garden di Terni, sede abituale di ritiri e quartier generale del club negli anni delle gestioni Guida e D'Alessandro - oltre a spese di gestione operativa rimaste scoperte per l'organizzazione delle gare interne. Tra queste, le prestazioni garantite dalla Croce Bianca e dal Comando dei Vigili del Fuoco per i servizi antincendio e di primo soccorso allo stadio.

In lista creditori anche i professionisti esterni che hanno collaborato negli anni con la Ternana Calcio, dai commercialisti ai legali, passando per medici, studi di fisioterapia e riabilitazioni, fornitori di attrezzature e abbigliamento sportivo, ristoranti e anche gli agenti dei calciatori, per commissioni o prestazioni professionali. 

Dalla delibera societaria di aprile allo stop imposto dai magistrati

L'apertura della liquidazione giudiziale a Terni è il traguardo di un percorso di scontro societario maturato nella scorsa primavera. Il 13 aprile 2026, l’assemblea dei soci controllata dalla famiglia Rizzo, proprietaria del club tramite la holding Fla.Cla. Srl, aveva approvato lo scioglimento e la liquidazione volontaria della società.

A quella decisione si erano opposti prontamente i creditori più penalizzati, tra cui la stessa Marga Hotel (titolare del Garden) e vari procuratori sportivi.

Il 17 aprile 2026, la Sezione specializzata imprese del Tribunale di Perugia, con provvedimento della giudice Teresa Giardino, ha sospeso l’efficacia della delibera assembleare. L'ordinanza cautelare aveva motivato lo stop rilevando che la liquidazione volontaria “potesse causare un danno irreparabile ai creditori, anche per il rischio di revoca dell’affiliazione Figc e quindi della continuità sportiva”.

Nello stesso giorno, il Tribunale collegiale di Terni ha accertato lo stato di insolvenza, aprendo formalmente la liquidazione giudiziale. Per salvaguardare il titolo sportivo e consentire la conclusione della stagione, i giudici avevano contestualmente autorizzato l’esercizio provvisorio dell'impresa per tre mesi.

L'udienza del 27 ottobre e il nodo decisivo delle domande tardive

Mettendo insieme i dati noti e le richieste ancora al vaglio, il debito complessivo della Ternana Calcio - come detto - potrebbe avvicinarsi ai 20 milioni di euro. Al momento non esiste una quantificazione ufficiale definitiva del dissesto complessivo.

La certezza dell'ammontare arriverà unicamente al termine dell'esame puntuale dei curatori fallimentari, chiamati a respingere le pretese non provate e a fissare l'ordine dei privilegi. L'udienza di oggi ha consentito di smaltire solo la metà delle richieste, rendendo necessario il rinvio al 27 ottobre per completare l'istruttoria.

Dopo quella data, la giudice Tordo Caprioli stabilirà i termini formali per l'ammissione delle domande tardive. Qualora invece un creditore contesti l’esclusione, la riduzione della somma o l'ordine di collocazione, si aprirà un giudizio di opposizione in cui i curatori difenderanno le proprie valutazioni contabili.

Soltanto al termine di questo ulteriore passaggio, e dopo la risoluzione di eventuali opposizioni giudiziarie, sarà accertata l'entità definitiva del dissesto rossoverde.

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