04 Sep, 2026 - 19:00

Foligno, tenta la fuga in bicicletta: 22enne arrestato con crack e cocaina

Foligno, tenta la fuga in bicicletta: 22enne arrestato con crack e cocaina

È stata la reazione alla vista della pattuglia a cambiare rapidamente il corso di un controllo. A Foligno, un giovane classe 2004 ha cercato di allontanarsi in bicicletta insieme a un’altra persona dopo essere stato notato dagli agenti della Polizia di Stato. Il tentativo di fuga, però, non è andato a buon fine.

Il ragazzo, già conosciuto dalle forze dell’ordine per numerosi precedenti, è stato raggiunto e fermato. Da quel momento il controllo si è trasformato in una perquisizione, durante la quale gli operatori hanno trovato sostanza stupefacente già suddivisa in dosi, altra cocaina e denaro contante.

Il materiale è stato sequestrato e per il giovane, 22 anni, è scattato l’arresto con l’accusa di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Dopo gli adempimenti previsti, il ragazzo è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della Polizia, in attesa dell’udienza per direttissima.

La fuga, il fermo e la scoperta della droga

La vicenda prende avvio da un controllo del territorio. Gli agenti hanno notato due uomini e hanno deciso di verificarne la posizione. La presenza della pattuglia ha provocato una reazione immediata: i due hanno tentato di allontanarsi.

Uno dei due ha cercato di guadagnare distanza pedalando. Gli agenti, tuttavia, sono riusciti a bloccarlo mentre si trovava ancora in sella alla bicicletta. Si trattava di un giovane nato nel 2004, già gravato da numerosi precedenti. Una volta fermato, gli operatori hanno proceduto alla perquisizione. È stato in quel momento che sono emersi gli elementi destinati a modificare il quadro del controllo.

All’interno della disponibilità del 22enne sono state trovate 10 dosi di una sostanza successivamente identificata come crack, per un peso complessivo di circa 3 grammi. Oltre al crack, gli agenti hanno rinvenuto anche circa 3 grammi di cocaina.

Non c’era soltanto la droga. Durante la stessa attività è stata trovata anche una somma di 420 euro in contanti, insieme alle sostanze successivamente sequestrate.

Il ritrovamento ha portato gli operatori a contestare al giovane la detenzione di stupefacenti finalizzata allo spaccio. Terminati gli accertamenti e gli atti previsti, è stato quindi dichiarato in arresto. La disposizione è arrivata nell’ambito dell’attività coordinata dall’autorità giudiziaria: il Pubblico Ministero di turno ha disposto che il 22enne venisse trattenuto nelle camere di sicurezza, in attesa della celebrazione della direttissima.

La vicenda giudiziaria è ora destinata a proseguire davanti al giudice. L’arresto rappresenta una misura adottata nell’ambito del procedimento e non equivale a una condanna definitiva. Come previsto dall’ordinamento, l’indagato deve essere considerato innocente fino a sentenza definitiva di condanna.

Quando la detenzione di droga può diventare spaccio: cosa prevede la normativa

La contestazione formulata nei confronti del giovane riguarda la detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, una fattispecie distinta dalla detenzione finalizzata esclusivamente al consumo personale.

Il riferimento normativo principale è il D.P.R. 309 del 1990, il Testo unico in materia di stupefacenti. La disciplina distingue infatti le condotte destinate all’uso personale da quelle che, sulla base degli elementi raccolti, possono essere ricondotte alla cessione o alla destinazione della sostanza a terzi.

La quantità della droga rappresenta soltanto uno degli elementi che possono essere valutati. Nel determinare la natura della condotta possono assumere rilievo anche il modo in cui la sostanza è confezionata e suddivisa, la presenza di denaro e le circostanze complessive dell’accertamento.

Nel caso di Foligno, secondo quanto emerso dal controllo, gli agenti hanno trovato dieci dosi di crack per circa 3 grammi complessivi, ulteriori 3 grammi di cocaina e 420 euro in contanti. Sarà comunque l’autorità giudiziaria a valutare il significato di tutti gli elementi raccolti e la posizione dell’indagato nel corso del procedimento.

Anche la scelta di trattenere il giovane nelle camere di sicurezza è legata alla fase iniziale dell’iter giudiziario. Il 22enne dovrà infatti comparire davanti al giudice nell’ambito del procedimento per direttissima, dove saranno sottoposti a valutazione gli elementi alla base dell’arresto.

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