29 Sep, 2026 - 14:44

Foligno, fermato nella notte con cesoie e attrezzi da scasso: denunciato un 30enne

Foligno, fermato nella notte con cesoie e attrezzi da scasso: denunciato un 30enne

A Foligno un trentenne è stato deferito in stato di libertà dai Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Foligno, al termine di un controllo effettuato nell’ambito dei servizi predisposti per prevenire e contrastare i reati contro il patrimonio. L’uomo è ritenuto presunto responsabile del reato di porto di oggetti atti ad offendere, previsto dall’articolo 4 della Legge 18 aprile 1975, n. 110. L’intervento si è sviluppato durante le ore notturne, quando l’attività di vigilanza sul territorio viene intensificata proprio per prevenire eventuali furti e altri reati predatori.

L’episodio si è verificato lungo via San Giovanni dell’Acqua, dove i militari stavano effettuando un servizio di controllo del territorio. L’attenzione della pattuglia è stata attirata dalla presenza di un uomo che si trovava a transitare nella zona in un orario particolarmente insolito. Secondo quanto riferito dai Carabinieri, il comportamento assunto dal trentenne alla vista dei militari ha portato gli operatori ad approfondire il controllo e a verificare le ragioni della sua presenza in quella parte della città.

La successiva perquisizione personale ha permesso di trovare diversi strumenti potenzialmente utilizzabili per l’effrazione e l’offesa. Tra gli oggetti rinvenuti c’erano cesoie, due giraviti di grandi dimensioni, un puntale in metallo, una taglierina per vetri, una chiave inglese e diversi guanti in lattice. Un insieme di strumenti che, per caratteristiche e quantità, ha portato i militari a procedere con il sequestro penale del materiale. L’uomo, secondo la ricostruzione fornita, non avrebbe fornito una valida spiegazione in merito al possesso degli oggetti e alla sua presenza in zona a quell’ora.

Il controllo in via San Giovanni dell’Acqua e il ritrovamento degli strumenti

Il controllo dei Carabinieri è avvenuto nelle prime ore del mattino, intorno alle 4, durante uno dei servizi notturni organizzati sul territorio di Foligno per prevenire i reati predatori. Si tratta di una fascia oraria nella quale l’attività di vigilanza assume particolare importanza proprio per intercettare eventuali situazioni sospette e garantire una maggiore presenza delle pattuglie nelle aree urbane. I militari della Sezione Radiomobile stavano svolgendo un normale servizio d’istituto quando hanno notato il trentenne lungo via San Giovanni dell’Acqua.

A determinare l’approfondimento del controllo sarebbe stato anche l’atteggiamento assunto dall’uomo alla vista della pattuglia. La presenza di una persona a quell’ora e in quelle circostanze ha spinto i Carabinieri a procedere con le verifiche previste. Dopo l’identificazione, i militari hanno effettuato una perquisizione personale, che ha portato al ritrovamento di numerosi oggetti. Non si è trattato quindi di un singolo strumento, ma di un insieme composto da attrezzature differenti, alcune delle quali potenzialmente riconducibili ad attività di effrazione.

Nel dettaglio, durante la perquisizione sono state trovate cesoie, due giraviti di grandi dimensioni, un puntale in metallo, una taglierina per vetri, una chiave inglese e diversi guanti in lattice. La presenza contemporanea di questi strumenti ha costituito l’elemento centrale dell’intervento. Secondo quanto riferito nell’ambito dell’attività dei Carabinieri, il trentenne non avrebbe fornito una spiegazione ritenuta valida per giustificare il possesso del materiale, né avrebbe chiarito le ragioni della sua presenza in quella zona durante le ore notturne.

Il materiale rinvenuto è stato quindi sottoposto a sequestro penale e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria per i successivi accertamenti. L’intervento si inserisce nel più ampio dispositivo di prevenzione predisposto dall’Arma sul territorio di Foligno, con particolare attenzione alle ore notturne e alle situazioni che possono essere collegate alla prevenzione dei furti. La vicenda, tuttavia, non equivale all’accertamento di una responsabilità penale: il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e saranno gli eventuali successivi sviluppi giudiziari a stabilire ogni responsabilità.

Cosa prevede l’articolo 4 della Legge 110 del 1975

Al centro della vicenda c’è il reato di porto di oggetti atti ad offendere, contestato sulla base dell’articolo 4 della Legge 18 aprile 1975, n. 110. La norma disciplina il porto di determinate armi e di strumenti che, pur non essendo necessariamente armi in senso stretto, possono essere considerati idonei a offendere in determinate circostanze. La disposizione mira quindi a intervenire anche su situazioni nelle quali una persona porta con sé oggetti potenzialmente pericolosi senza una giustificazione riconducibile a esigenze lecite.

La legge distingue inoltre tra le diverse categorie di oggetti e considera rilevanti le caratteristiche dello strumento, le circostanze del porto e l’eventuale presenza di una valida giustificazione. Non è dunque sufficiente descrivere genericamente un oggetto come pericoloso: ai fini della valutazione giuridica assumono importanza le concrete circostanze nelle quali viene trovato e le ragioni per cui la persona lo porta con sé.

Nel caso di Foligno, gli accertamenti dei Carabinieri hanno riguardato un insieme di strumenti composto da cesoie, giraviti, puntale metallico, taglierina per vetri, chiave inglese e guanti, rinvenuti durante la perquisizione. Il materiale è stato sequestrato e la persona è stata deferita in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto. Sarà quindi l’autorità giudiziaria a valutare gli elementi raccolti e la loro rilevanza nell’ambito del procedimento.

È fondamentale ricordare che il deferimento non rappresenta una condanna e non stabilisce la responsabilità dell’indagato.

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