Sette persone, tra cui un minorenne, sono state arrestate dalla Polizia Ferroviaria nella notte tra sabato e domenica dopo essere state sorprese mentre avrebbero tentato di sottrarre rame dalla linea ferroviaria nella zona di San Martino in Campo, frazione di Perugia.
L’operazione è maturata durante uno dei servizi specificamente predisposti per contrastare i furti di materiale metallico dalle infrastrutture ferroviarie, fenomeno che negli ultimi mesi ha assunto dimensioni particolarmente rilevanti anche in Umbria.
Il gruppo, proveniente da fuori regione, è stato individuato dagli agenti della Polfer di Perugia, impegnati insieme ai colleghi del Compartimento Polizia ferroviaria Marche, Umbria e Abruzzo. Nei controlli è stato utilizzato anche un drone di Ferrovie dello Stato, particolarmente utile per sorvegliare tratti difficilmente raggiungibili da terra.
Durante il servizio gli agenti hanno notato due autovetture con a bordo complessivamente sette persone e hanno concentrato l’attenzione sui movimenti del gruppo.
Secondo quanto ricostruito, i sette sarebbero stati sorpresi mentre stavano prelevando materiale contenente rame appartenente all’infrastruttura ferroviaria.
Alla vista della Polizia avrebbero tentato di allontanarsi rapidamente.
Ne è nato un inseguimento concluso con il blocco di tutti i componenti del gruppo. Gli agenti hanno quindi proceduto agli accertamenti e alle perquisizioni.
All’interno delle vetture sarebbero stati trovati diversi attrezzi ritenuti compatibili con le operazioni necessarie per tagliare, rimuovere e trasportare il rame.
Sia gli strumenti sia il materiale recuperato sono stati sottoposti a sequestro. Sequestrate anche le due automobili utilizzate dal gruppo.

Terminati gli accertamenti, i sei maggiorenni sono stati accompagnati nel carcere perugino di Capanne, dove sono rimasti a disposizione dell’Autorità giudiziaria in attesa dei successivi provvedimenti.
Per il minorenne è stata invece disposta la conduzione nell’istituto penale minorile di Firenze, in vista dell’udienza di convalida.
La vicenda resta quindi sottoposta alle successive valutazioni giudiziarie e le responsabilità dovranno essere definitivamente accertate nel corso del procedimento.
Particolarmente significativo è l’utilizzo del drone messo a disposizione nell’ambito dei servizi ferroviari.
Le linee attraversano spesso zone isolate, terreni agricoli o aree difficili da controllare costantemente con le sole pattuglie. La sorveglianza dall’alto permette di verificare movimenti sospetti anche a distanza e di indirizzare gli agenti verso punti specifici della rete.
Il controllo di San Martino in Campo dimostra così come l’attività di prevenzione si stia progressivamente adattando a un fenomeno che provoca conseguenze ben superiori al semplice valore economico del metallo sottratto.
Tagliare cavi e componenti ferroviari può infatti rendere necessari costosi lavori di ripristino e creare problemi al funzionamento dell’infrastruttura.
Il caso perugino arriva in un periodo particolarmente delicato.
Sulla ex Ferrovia Centrale Umbra, interessata da importanti lavori di riqualificazione, nel 2026 si è registrata una lunga serie di sottrazioni. Alla fine di agosto, secondo la Fit-Cisl Umbria, erano già stati segnalati una decina di episodi e circa 20 tonnellate di rame sottratte lungo la tratta Terni-Ponte San Giovanni.
La situazione si è ulteriormente aggravata all’inizio di settembre: in pochi giorni sarebbero stati registrati altri quattro furti, mentre il sindacato ha quantificato in oltre due milioni di euro i danni complessivi considerando materiale, ripristino degli impianti e apparecchiature da ricollocare. Secondo la stessa denuncia, dall’avvio dei lavori sarebbero stati sottratti complessivamente circa 30 chilometri di filo su 80 della linea interessata.
Di fronte alla successione degli episodi la Fit-Cisl aveva chiesto un rafforzamento della vigilanza, affermando: «Serve un’immediata presa di posizione del Gruppo FS».
L’attività delle forze dell’ordine ha già prodotto risultati anche in altri punti della regione.
Il 15 settembre, due uomini di 40 e 20 anni sono stati arrestati in flagranza durante un servizio congiunto della Polizia ferroviaria di Foligno e dei Carabinieri. Altri due presunti complici erano riusciti ad allontanarsi. Anche in quel caso erano state sequestrate due automobili ritenute collegate a precedenti episodi analoghi.
Gli arresti di San Martino in Campo rappresentano quindi un nuovo capitolo di un’attività di contrasto che sta impegnando sempre più intensamente le forze dell’ordine, mentre la sorveglianza delle infrastrutture ferroviarie diventa uno dei punti centrali per arginare un fenomeno capace di produrre danni economici e ripercussioni sulla mobilità ben superiori al valore del rame trafugato.