Hanno atteso che i proprietari lasciassero l’abitazione, poi hanno raggiunto una finestra del bagno servendosi di una scala e sono entrati in casa.
È la dinamica sulla quale stanno lavorando i Carabinieri di Gubbio dopo il furto avvenuto nella serata di venerdì a Mocaiana, frazione del territorio eugubino.
Il colpo avrebbe fruttato diverse migliaia di euro, anche se l’ammontare complessivo del bottino deve ancora essere definito con precisione. I malviventi avrebbero portato via oro, gioielli, denaro contante e dispositivi elettronici, lasciandosi però alle spalle un oggetto che potrebbe rivelarsi utile agli investigatori: un piccone.
Marito e moglie avevano lasciato l’abitazione per trascorrere la serata nel centro di Gubbio, dove era in corso l’International Street Food in piazza Quaranta Martiri.
Al loro rientro, intorno alle 22, si sono trovati davanti una scena inequivocabile.
Le stanze erano state rovistate, diversi cassetti erano stati aperti e il contenuto dei mobili era stato spostato alla ricerca di oggetti di valore.
A quel punto è partita immediatamente la chiamata al 112.
I Carabinieri hanno raggiunto la casa in pochi minuti e, poco dopo, sono arrivati anche i militari del Nucleo operativo, impegnati negli accertamenti e nei rilievi utili a ricostruire il passaggio dei ladri all’interno dell’abitazione.
Secondo i primi elementi raccolti, chi ha agito avrebbe scelto un punto di ingresso laterale, raggiungendo la finestra del bagno attraverso una scala.
Una volta entrati, i ladri avrebbero avuto il tempo necessario per muoversi da una stanza all’altra e cercare ciò che poteva essere facilmente trasportato e rivenduto.
La casa sarebbe stata controllata con attenzione, con particolare interesse per denaro, preziosi e apparecchi elettronici.
Tra gli oggetti sottratti figurerebbero una PlayStation, un orologio, un Apple Watch e un iPhone, oltre a gioielli e contanti.
La sensazione è che il colpo sia stato preparato approfittando dell’assenza dei residenti e del buio, anche se spetterà agli investigatori stabilire se i movimenti della famiglia fossero stati osservati in precedenza o se i ladri abbiano semplicemente sfruttato l’occasione.

Uno degli aspetti più delicati delle indagini riguarda le tracce lasciate sul posto.
I responsabili potrebbero avere utilizzato guanti, circostanza che avrebbe limitato la presenza di impronte utili su infissi, porte e mobili.
Tuttavia il furto non sarebbe stato eseguito senza errori.
Durante la fuga è rimasto infatti nell’area un piccone, poi acquisito dai Carabinieri.
L’oggetto potrebbe essere stato usato per agevolare l’accesso o per tentare di forzare qualche punto dell’abitazione. Saranno gli accertamenti a stabilire se possa fornire elementi utili, direttamente o indirettamente, per l’identificazione dei responsabili.
In questa fase ogni dettaglio può avere un peso, anche apparentemente marginale.
L’episodio riporta l’attenzione sul tema dei furti nelle abitazioni nelle frazioni eugubine.
Mocaiana, in passato, era già stata interessata da episodi analoghi. In alcuni casi i ladri avrebbero utilizzato anche percorsi insoliti per allontanarsi rapidamente dalle case prese di mira.
Il problema torna a farsi sentire soprattutto nelle ore serali, quando un’abitazione lasciata vuota anche per un intervallo relativamente breve può diventare un obiettivo.
Proprio per questo le forze dell’ordine continuano a raccomandare attenzione a veicoli sconosciuti, persone che si aggirano senza un motivo evidente e movimenti insoliti nelle vicinanze delle abitazioni.
La collaborazione dei cittadini resta uno degli strumenti più utili in situazioni di questo tipo.
Una segnalazione tempestiva può consentire alle pattuglie di verificare subito una presenza sospetta o un’auto mai vista prima nella zona.
«Anche un dettaglio apparentemente insignificante può diventare importante se comunicato immediatamente» è il principio richiamato ogni volta che si verificano episodi di questo genere.
Le indagini sul furto di Mocaiana sono ora concentrate sulla ricostruzione dei movimenti dei responsabili e sull’analisi degli elementi raccolti nell’abitazione.
Resta soprattutto il danno per i proprietari, non soltanto economico ma anche legato alla perdita di gioielli e oggetti personali, spesso difficili da sostituire perché associati alla storia familiare.