26 Sep, 2026 - 12:00

Gualdo Tadino, il Medioevo sfila di notte: 1.200 figuranti per i Giochi de le Porte

Gualdo Tadino, il Medioevo sfila di notte: 1.200 figuranti per i Giochi de le Porte

Sabato il centro storico di Gualdo Tadino diventa un grande teatro all’aperto: cortei quattrocenteschi, taverne, tamburi, scenografie e delegazioni internazionali. La sfilata partirà alle 21.30 e attraverserà il cuore della città.

Ci sono momenti nei quali per capire una città non basta visitarla: bisogna aspettare che siano i suoi abitanti a metterla in scena. È quello che accade a Gualdo Tadino durante i Giochi de le Porte, quando per un fine settimana il centro storico cambia ritmo e circa 1.200 figuranti riportano nelle strade costumi, musiche, simboli e atmosfere ispirate al Quattrocento.

Dopo l’apertura di venerdì, con il corteo dei Tavernieri, lo scambio dei doni, la lettura del bando e la consegna delle chiavi della città da parte del sindaco Massimiliano Presciutti al Gonfaloniere Alessandro Cesaretti, sabato rappresenta probabilmente il momento più scenografico della manifestazione.

Alle 21.30 prenderà infatti il via il grande corteo storico delle quattro Porte, risultato di mesi di lavoro nelle sartorie, nei laboratori e nelle sedi dei rioni.

Per chi arriva da fuori, la serata offre qualcosa di più di una semplice rievocazione: permette di attraversare una città che utilizza il proprio centro storico come palcoscenico naturale, con piazze, strade e scorci medievali coinvolti direttamente nella rappresentazione.

Quattro Porte e quattro racconti nel cuore della città

Il corteo partirà dalla zona dei giardini pubblici di viale Giorgio Mancini, attraverserà Porta Romana e via Franco Storelli, quindi piazza Martiri, Corso Italia, Corso Piave e piazza Mazzini, per poi scendere lungo via Bersaglieri e risalire verso l’Arengo Maggiore attraverso via Roberto Calai.

Ogni Porta proporrà un proprio tema.

Porta San Benedetto presenterà “In Schola Francisci – Lettura della vita prima e seconda di Tommaso da Celano”. Porta San Martino, vincitrice del corteo del 2025, porterà invece in scena “Epistola Presbiteri Iohannis: il leggendario re che i popoli d’Europa sognarono per secoli”.

Per Porta San Facondino il tema sarà “Vitis vitae: santi, bevitori e altre storie di vendemmia”, mentre Porta San Donato chiuderà con “Il mito di Efesto”.

Costumi, carri e scenografie non saranno concentrati soltanto nell’Arengo Maggiore. Una delle novità dell’edizione 2026 è infatti la scelta di distribuire le rappresentazioni lungo il percorso, così che il pubblico possa assistere ai momenti principali in diversi punti della città.

Anche i tre giudici saranno collocati in posizioni differenti: il costumista all’incrocio tra via Roberto Calai e viale don Bosco, lo storico presso la curva del parcheggio di piazza Mazzini e lo scenografo in piazza Martiri.

Taverne, tamburi e una festa che coinvolge anche le città gemellate

Il clima della manifestazione si percepisce però già molte ore prima del corteo.

Le quattro taverne sono tornate ad animare il centro storico e rappresentano uno dei punti di incontro per portaioli, famiglie e visitatori. Tamburini, chiarine, sbandieratori e musici accompagnano poi le diverse fasi della festa, trasformando le vie centrali in uno spazio condiviso tra residenti e pubblico.

Sabato mattina la manifestazione mostra anche il proprio volto internazionale. Alla Rocca Flea Comune ed Ente Giochi accolgono delegazioni provenienti dalle città amiche e gemellate: Bra, Audun-le-Tiche, Krosno, Schwandorf, Marl, Alhaurín el Grande, Kuşadası, Hchachna e Sejnene, oltre a Campobasso, città ospite dell’edizione 2026.

Nel pomeriggio, dalle 14, sono previste le prove di tiro di fiondatori e arcieri. Alle 18 toccherà invece ai balestrieri della Compagnia Waldum, impegnati nella gara interna che assegnerà al vincitore l’onore di scortare il Palio.

Una serata da vivere a piedi

Per il visitatore il consiglio più semplice è arrivare nel centro storico con un certo anticipo. La parte interessante dei Giochi non comincia infatti con il primo figurante: è già nelle taverne aperte, nei costumi che compaiono nelle vie, nei tamburi che si sentono avvicinandosi alla piazza e nell’attesa che precede la sfilata.

Domenica mattina alle 10.30 verrà proclamata la Porta vincitrice del corteo, dopo la pesa dei carretti e il sorteggio dell’ordine di partenza e di tiro delle gare del pomeriggio. Alla migliore ricostruzione andrà la tradizionale mattonella.

È un premio che racchiude il lavoro di mesi, ma per chi arriva a Gualdo Tadino come turista il valore della serata è soprattutto un altro: vedere il centro storico utilizzato non come semplice sfondo, ma come parte viva della rappresentazione.

Per qualche ora strade e piazze diventano così il modo più immediato per entrare dentro una tradizione che la città continua a costruire e a mostrare ogni settembre.

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