Il Parco della Vittorina di Gubbio si è risvegliato domenica mattina tra bottiglie vuote e infrante, bicchieri, lattine, imballaggi di plastica e mozziconi di sigaretta abbandonati sul prato, tra i tavoli e sulle sedute a disposizione dei frequentatori.
Rifiuti disseminati in diverse aree, nonostante la presenza di cestini anche a pochi passi, che hanno restituito l’immagine di uno spazio pubblico lasciato all’incuria dopo una notte di musica e schiamazzi. Una situazione che ha riacceso la preoccupazione dei residenti, esasperati da comportamenti incivili e da criticità che, secondo le loro segnalazioni, si trascinano da tempo.
A destare maggiore amarezza è il contrasto tra le condizioni in cui il parco è stato trovato e il ruolo che questo luogo ricopre nella vita della comunità. Durante il giorno, infatti, la Vittorina accoglie famiglie con bambini, anziani e pellegrini, offrendo un punto di incontro e di tranquillità in un contesto dal profondo valore storico e spirituale.
A preoccupare non sono soltanto i rifiuti e i vetri rotti, potenzialmente pericolosi per chi frequenta l’area, ma anche i segni di vandalismo presenti da anni e la scarsa illuminazione nelle ore serali, con lampioni che, secondo quanto riferito dai residenti, non sarebbero funzionanti.
Servizio di Elisa Neri
La situazione riscontrata domenica mattina ha riportato l’attenzione sul comportamento di alcuni frequentatori notturni dell’area. Bottiglie vuote, alcune frantumate, bicchieri, lattine, plastica e mozziconi sono stati lasciati sui tavoli, sulle sedute e sul prato, compromettendo il decoro e la possibilità di utilizzare serenamente gli spazi.
A rendere il quadro ancora più difficile da accettare è la presenza dei cestini, collocati anche a breve distanza dalle zone interessate. Non una carenza di contenitori, dunque, ma un problema di comportamenti individuali che finisce per ricadere sull’intera comunità.
Proprio i frammenti sul terreno hanno costretto i genitori arrivati al parco domenica a prestare particolare attenzione, controllando dove camminassero i figli e cercando di evitare le zone potenzialmente pericolose. Il timore, riferiscono i residenti, è che episodi simili possano lasciare a terra non soltanto rifiuti visibili, ma anche materiali difficili da individuare a prima vista.
È una questione che riguarda quindi tanto il decoro quanto la fruibilità dell’area. Un parco pubblico dovrebbe essere un luogo nel quale fermarsi, giocare e incontrarsi senza dover fare i conti con i resti di una notte trascorsa tra incuria e abbandono.
Secondo quanto riferito da chi abita a ridosso dell’area verde, nella notte tra sabato e domenica musica, chiacchiere e schiamazzi si sarebbero protratti dalle 23 circa fino all’1.30. Poi, con il ritorno della luce del giorno, la scoperta delle condizioni in cui erano stati lasciati gli spazi comuni.
Il malcontento dei residenti nasce anche dalla ripetizione di situazioni che, a loro giudizio, renderebbero sempre più difficile convivere con un parco non adeguatamente illuminato nelle ore serali. La questione non riguarda la semplice presenza di persone, né il desiderio di impedire che un luogo pubblico venga vissuto anche dopo il tramonto.
Al contrario, l’auspicio è che il parco possa continuare a essere frequentato, ma nel rispetto delle regolee del diritto di tutti a trovare uno spazio pulito e sicuro.
È in questo equilibrio che si inserisce la richiesta di maggiore attenzione. La frequentazione serale di un’area verde può rappresentare un’opportunità per il quartiere, soprattutto durante la bella stagione; diventa però fonte di tensione quando musica e schiamazzi si accompagnano a rifiuti abbandonati e atti che danneggiano beni destinati all’uso collettivo.
Tra le criticità segnalate dai residenti c’è soprattutto l’illuminazione pubblica. Nell’area sono presenti lampioni che, secondo quanto riferito, non funzionerebbero; risulterebbe spento anche il faro a terra destinato a valorizzare il bassorilievo raffigurante San Francesco e il lupo.
Una mancanza che ha conseguenze su più livelli. Da una parte, il buio rende meno agevole frequentare il parco nelle ore serali e impedisce di apprezzarne pienamente alcuni elementi caratteristici. Dall’altra, riduce la visibilità e, secondo gli abitanti, rende più difficile accorgersi tempestivamente di comportamenti incivili o situazioni potenzialmente problematiche.
Il ripristino dei punti luce esistenti e la verifica dell’efficienza dell’impianto rappresentano quindi una delle richieste prioritarie. Non soltanto per prevenire il degrado, ma anche per restituire dignità a un luogo che ha una funzione sociale e un significato simbolico per la città.
L’illuminazione, inoltre, potrebbe contribuire a rendere il parco maggiormente fruibile durante le sere d’estate, quando la possibilità di trascorrere qualche minuto all’aperto rappresenta un valore aggiunto per il quartiere. I residenti immaginano un’area nella quale le famiglie possano incontrarsi, i bambini possano utilizzare gli spazi dedicati al gioco e chiunque lo desideri possa trovare un momento di tranquillità.
Un obiettivo che, allo stato attuale delle segnalazioni, si scontra con la presenza di lampioni non funzionanti e con un’area che, dopo il tramonto, rischia di perdere parte della propria attrattiva.
Oltre ai rifiuti abbandonati, i residenti richiamano l’attenzione sui segni di vandalismo presenti da tempo in alcune zone del parco. Scritte realizzate con bombolette spray e pennarelli deturpano alcune superfici, contribuendo a una condizione di incuria che, secondo le testimonianze, si trascina da anni.
Il problema, dunque, non sarebbe riconducibile esclusivamente a quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica. La presenza di bottiglie rotte e rifiuti rende evidente l’urgenza di ripristinare il decoro, ma si inserisce in un quadro più ampio, nel quale la manutenzione e la tutela degli spazi pubblici assumono un ruolo centrale.
Quando un’area verde viene lasciata al buio e presenta già segni di danneggiamento, il rischio è che la percezione di abbandono finisca per alimentare ulteriori comportamenti irrispettosi. Per questo, le richieste dei residenti riguardano sia la pulizia e la cura degli spazi sia interventi capaci di prevenire il ripetersi degli episodi.
La salvaguardia del parco passa anche dalla capacità di preservarne gli elementi identitari. Il bassorilievo dedicato a San Francesco e al lupo non è soltanto un elemento da valorizzare attraverso una corretta illuminazione, ma parte del patrimonio simbolico di un luogo che richiama una tradizione spirituale profondamente legata a Gubbio.
Insieme al ripristino dell’illuminazione, i residenti chiedono di valutare l’installazione di un sistema di videosorveglianza. Una richiesta che nasce dalla preoccupazione per il ripetersi degli episodi e dalla convinzione che il solo richiamo al senso civico non sia sufficiente a garantire il rispetto di uno spazio condiviso. L’obiettivo è migliorare la sicurezza percepita, contrastare gli atti vandalici e scoraggiare l’abbandono dei rifiuti.
L’eventuale introduzione di telecamere richiederebbe naturalmente le opportune valutazioni da parte degli enti competenti. Per i residenti, tuttavia, il punto è la necessità di passare dalle segnalazioni a interventi concreti, a partire dalle criticità più evidenti: i lampioni spenti, il decoro compromesso e la necessità di tutelare chi frequenta l’area.
Non si tratta soltanto di rispondere all’indignazione seguita all’ultimo episodio, ma di affrontare una situazione che coinvolge la qualità della vita del quartiere. Un parco pubblico, per svolgere la propria funzione, deve poter essere vissuto senza che le famiglie siano costrette a preoccuparsi dei vetri sul prato o che gli abitanti debbano convivere con rumori notturni e segni di incuria.