Nuova era in casa Gubbio. Dopo l'esonero di Domenico Di Carlo e del suo staff, il club eugubino ha deciso di affidare nuovamente la guida tecnica a Piero Braglia, che torna sulla panchina rossoblù a distanza di due anni. Il tecnico toscano, già protagonista in passato alla guida della squadra, si è presentato insieme al suo staff nella consueta conferenza stampa.
Al suo fianco ci saranno Massimiliano Bongiorni, nel ruolo di vice allenatore, Stefano Cellio, preparatore atletico, e Roberto Antrone, che ricoprirà l'incarico di match analyst. Una scelta che riporta dunque a Gubbio un allenatore che conosce bene l'ambiente e che è chiamato a risollevare una squadra reduce da un periodo particolarmente complicato.
Il direttore sportivo Mauro Leo ha spiegato le ragioni della scelta e ha voluto rivolgere un saluto al precedente allenatore, prima di guardare avanti con il nuovo corso.
Il direttore sportivo Mauro Leo ha aperto la conferenza affrontando innanzitutto il tema dell'esonero di Di Carlo e del suo staff, sottolineando il rapporto di stima con il precedente allenatore.
“Ci tenevo a salutare mister Di Carlo e il suo staff. Resta la stima a mister Di Carlo e a tutto il suo staff”.
Da parte della società, però, è arrivato il momento di voltare pagina e affidarsi a un allenatore che conosce già l'ambiente rossoblù.
“Giriamo pagina, la guida tecnica è stata affidata a mister Braglia, persona di grande esperienza e che conosce l'ambiente. Il giusto timoniere di questa barca che dobbiamo raddrizzare tutti insieme. Tutti noi dobbiamo dare qualcosa di più: l'ambiente, la società e i giocatori. Dobbiamo aiutare mister Braglia a dimostrare tutta la sua competenza e bravura”.
Una responsabilità che coinvolge dunque tutte le componenti del club. Il Gubbio riparte da Braglia con l'obiettivo di invertire una rotta che, nelle ultime settimane, si è fatta particolarmente difficile.
Il ritorno di Braglia è stato inevitabilmente accompagnato dalle domande sulle sue precedenti esperienze e sulla decisione, due anni fa, di lasciare Gubbio. Il tecnico ha spiegato nuovamente le ragioni che lo portarono a interrompere il rapporto con il club.
“Ho lasciato un contratto importante, non avevo una grande squadra. Anche a Perugia ho fatto la stessa cosa, non mi piacevano certe cose e sono andato via. Io ci tengo al presidente, gli ho detto che non potevo continuare in una certa maniera perché ero arrivato, più di quello non si poteva fare. Non ho detto altre cose. Se non cambiavano determinate cose, parlo dei campi di allenamento, non ho mai parlato di Gubbio né dei tifosi del Gubbio. Ho sempre detto che non c'era più la possibilità di crescere, sperando che, dandogli uno scossone, potesse crescere. Dove lo trovi un allenatore che lascia tutti quei soldi? Non avevo un'altra squadra”.
Il tecnico ha poi affrontato anche il periodo complicato vissuto nelle ultime esperienze professionali, caratterizzato da una lunga serie di partite senza vittorie.
“C'è sempre un insieme di cose. Gli ambienti dove sono stato non mi aiutavano tanto, non tanto a Campobasso, dove ho fatto 27 punti nel girone d'andata, poi ho avuto un problema con una persona che pensava di vincere il campionato. A Rimini, dopo 15 giorni, siamo andati via. A Perugia è successo che non mi piacevano determinate cose. A Pontedera i giochi erano già fatti. Spero di rifarmi qua, devo dimostrare che sono quello di prima. Credo di poter dare tanto a questa società, sono venuto per questo motivo”.
Braglia ha quindi parlato delle condizioni di lavoro trovate al suo ritorno, evidenziando come il tema dei campi di allenamento fosse stato centrale anche nella sua precedente esperienza.
“Sono stato via due anni. Quello che è successo non lo so. L'unica cosa che interessa a me è portare avanti un lavoro. Piano piano, come abbiamo sempre fatto, andando a parlare con Notari le cose le abbiamo sistemate, anche discutendo. Se te ne freghi e accetti tutte le cose che non vanno, vuol dire che si sta qui a fare la villeggiatura. Sono qui per tirare fuori la squadra da dove si è andata a infilare. Sono andato a lavorare stamattina a Gualdo su un campo che era spettacolare, ci saranno altri campi come il Beniamino Ubaldi. A me basta lavorare”.
Sul piano tecnico, Braglia ha spiegato di aver trovato una squadra che, almeno sotto il profilo della disponibilità, gli ha dato indicazioni positive.
“La squadra l'ho trovata bene. Ognuno vede il calcio come vuole. Io ho le mie idee, spero di poter dare una mano a questi ragazzi. Ho delle valutazioni su alcuni giocatori e cercherò di metterli a proprio agio. L'allenatore è bravo quando mette nelle condizioni di esprimere i propri giocatori al meglio”.
Anche dal punto di vista mentale, il nuovo allenatore rossoblù ha trovato un gruppo pronto a reagire.
“Lavorano, si impegnano. Sono dispiaciuti per la persona di Di Carlo. Hanno tutto da dimostrare in questo momento”.
Uno dei temi della conferenza ha riguardato anche l'accoglienza ricevuta da Braglia dopo il suo ritorno a Gubbio. Il tecnico ha raccontato un episodio avvenuto per strada e ha ribadito le motivazioni che lo avevano spinto a lasciare il club.
“A me uno per la strada mi ha detto: ‘Con che faccia sono tornato?’. Continuano a non capire, molto probabilmente. Io sono andato via esclusivamente perché credevo che facendo questo Notari capisse che era il momento di alzare il livello, se è stato fatto a meno non lo so. L'unico motivo era quello. Pensate di trovare molte persone che lasciano i soldi? Io non ho mai offeso una persona a Gubbio, sono qua per lavorare, entro la mattina ed esco la sera, cerco di risolvere i problemi insieme a loro. Ho sempre portato rispetto a tutti”.
Braglia ha poi chiarito che il modulo non rappresenterà un vincolo, spiegando di aver già valutato una possibile soluzione in vista della prossima partita.
“Io ho sempre cambiato modulo qui a Gubbio. Io stamattina ho provato la partita che andiamo a fare a La Spezia in una certa maniera. A me interessa che i calciatori abbiano qualità e che possano rompere le scatole a tutti. Io sono qui da tre giorni, sono contento di quello che sto vedendo”.
Il tecnico ha ritrovato anche tre giocatori che conosce bene: Signorini, Rosaia e Spina. Per loro, però, non ci saranno corsie preferenziali.
“Delle mie abitudini glielo hanno già detto alla squadra loro tre. Le prestazioni mi diranno se giocheranno loro tre o altre persone. Gliel'ho detto dieci minuti fa: partono tutti alla pari. Noi dobbiamo andare avanti per la nostra strada. Chi dimostra gioca”.
Infine, il pensiero è già rivolto alla trasferta contro lo Spezia, squadra reduce da sette vittorie consecutive. Braglia non vuole partire battuto e individua anche alcuni aspetti sui quali il Gubbio potrà provare a fare leva.
“È una squadra che vince sette partite di fila, ha punti deboli? È una squadra organizzata, un allenatore giovane molto bravo con delle idee e lo stiamo vedendo, li fa giocare bene. Anche loro prendono dei rischi: quando perdono palla diventano più vulnerabili. Andremo lì e ci giocheremo la nostra partita. Infortuni? Domani facciamo la rifinitura. Non è scritto che dobbiamo andare lì e perdere per forza. Si inizia sullo 0-0, se sono meglio di noi lo vedremo. Io ci credo in questi ragazzi”.