Undici voti favorevoli, due astensioni tra le fila della maggioranza e il voto contrario delle opposizioni. Il Consiglio comunale di Gubbio ha approvato la proposta di messa in liquidazione di Gubbio Cultura e Multiservizi, la società interamente partecipata dal Comune che negli anni ha gestito servizi commerciali, culturali e turistici della città.
Una decisione che arriva dopo una nuova stagione di difficoltà finanziarie e chiude una fase della storia della partecipata nata durante la giunta Goracci, aprendo interrogativi sulla futura organizzazione delle attività e sulla tenuta dei servizi.
A pesare sono soprattutto i conti: 330mila euro di perdite nel 2025, un patrimonio netto negativo per 511mila euro e un passivo legato ai debiti pari a 1 milione e 57mila euro. Numeri che, per il sindaco Vittorio Fiorucci, descrivono una situazione ormai strutturalmente compromessa e non più sostenibile attraverso ulteriori interventi sulle risorse comunali.
Una lettura contestata dalle minoranze, che hanno criticato la scelta della liquidazione e sostenuto la possibilità di tentare ancora un percorso di risanamento.
La seduta si è svolta in un clima di forte tensione politica. Il voto favorevole ha fatto prevalere la linea dell’Amministrazione, ma non ha esaurito il confronto sulle responsabilità che hanno condotto la società all’attuale condizione finanziaria né sulle soluzioni necessarie per garantire la continuità delle attività. Il passaggio decisivo, adesso, sarà capire come verranno riorganizzati i servizi e con quali strumenti saranno tutelati i lavoratori.
Servizio a cura di Elisa Neri
La decisione del Consiglio comunale segna una svolta per Gubbio Cultura e Multiservizi, la società che riunisce attività diverse, dalla farmacia comunale ai musei, fino ai servizi di accoglienza turistica e alla gestione degli ascensori. Settori con caratteristiche e modelli economici differenti, ma accomunati dalla necessità di garantire la sostenibilità della gestione, contenendo i costi e trovando un equilibrio tra ricavi e risorse disponibili.
La maggioranza ha sostenuto la necessità di intervenire di fronte a una situazione finanziaria giudicata ormai insostenibile. Di segno opposto la posizione delle opposizioni, che hanno contestato la liquidazione, chiedendo di valutare percorsi alternativi per ridurre le perdite e riorganizzare i servizi senza arrivare allo scioglimento della società nella sua attuale configurazione.
La proposta è stata approvata con 11 voti favorevoli. Due consiglieri della maggioranza, Satirio e Pascolini, si sono astenuti, mentre le opposizioni hanno votato contro. L’esito della seduta ha mostrato distanza non soltanto sulle modalità con cui affrontare la crisi, ma anche sulle prospettive della partecipata e sul ruolo che il Comune dovrà assumere nella gestione dei servizi.
Il passaggio in liquidazione apre ora una fase nella quale alle decisioni sui conti dovranno seguire scelte operative concrete. In gioco non c’è soltanto il futuro societario di Gubbio Cultura e Multiservizi, ma anche la continuità di attività che incidono sulla vita quotidiana della comunità e sull’offerta culturale e turistica della città. Sarà quindi decisivo capire come verranno riorganizzati i servizi, con quali risorse e attraverso quali soluzioni sarà possibile garantirne la prosecuzione.
A motivare la posizione dell’Amministrazione sono anzitutto i dati economici illustrati dal sindaco Fiorucci. La perdita registrata nel 2025 ammonta a circa 330mila euro e, sommata ai risultati negativi degli esercizi precedenti, ha contribuito a portare il patrimonio netto a meno 511mila euro. Un dato particolarmente significativo se confrontato con il capitale sociale, pari a soli 50mila euro.
A questo quadro si aggiunge un passivo legato ai debiti di 1 milione e 57mila euro. Per il primo cittadino, l’entità delle passività e l’accumulo delle perdite rendono ormai impraticabile la prosecuzione di una strategia basata su ulteriori ripianamenti a carico del bilancio comunale.
Fiorucci ha richiamato anche la ricapitalizzazione da 1 milione e 700mila euro effettuata nel 2018. Un precedente che, nella ricostruzione del sindaco, dimostra quanto sia già stato investito per sostenere la società senza che ciò abbia impedito il riemergere di difficoltà strutturali.
Il nodo è dunque duplice: da un lato, la necessità di affrontare una situazione finanziaria deteriorata; dall’altro, la capacità di garantire servizi che conservano una funzione pubblica e territoriale. La liquidazione interviene sul primo problema, ma lascia aperta la questione di come assicurare il secondo.
L’assessore al Bilancio Filippo Farneti ha approfondito i risultati negativi del 2025, indicando le principali voci che hanno contribuito al disavanzo. La farmacia comunale registra una perdita di circa 192mila euro, mentre gli ascensori turistici presentano un risultato negativo di 63mila euro. Per i musei, la perdita indicata è di circa 50mila euro.
La distribuzione delle perdite evidenzia criticità in più ambiti della società. La farmacia rappresenta la voce più consistente tra quelle richiamate in aula, mentre le attività museali e turistiche pongono interrogativi sul rapporto tra costi di gestione, ricavi e valore dei servizi per la città.
Non si tratta, infatti, di attività facilmente assimilabili tra loro. La farmacia risponde a esigenze commerciali e di servizio alla cittadinanza; musei e accoglienza turistica concorrono invece alla valorizzazione del patrimonio e all’attrattività di Gubbio. La loro sostenibilità deve quindi essere valutata tenendo insieme la dimensione economica e la funzione svolta sul territorio.
Proprio questa pluralità rende complessa la fase che si apre dopo il voto. La liquidazione della società non determina automaticamente come saranno gestite le singole attività, né chiarisce da sola quali costi resteranno a carico del Comune e quali modalità organizzative verranno adottate per assicurare la continuità dei servizi.
Un aggiornamento sulle singole attività è arrivato dall’amministratore della società, Angelo Linci, intervenuto in aula su richiesta del sindaco. I dati illustrati, aggiornati al 1° agosto 2026, delineano situazioni differenti rispetto ai risultati del precedente esercizio.
La farmacia comunale, mantenendo l’andamento registrato nel periodo considerato, potrebbe chiudere il 2026 in pareggio. Si tratta di una prospettiva da verificare a consuntivo, ma che evidenzia una possibile evoluzione rispetto alla perdita di 192mila euro indicata per il 2025.
Lo IAT, il servizio di informazione e accoglienza turistica, registra invece una perdita di circa 6mila euro. La cifra è più contenuta rispetto a quella delle altre attività, ma si inserisce in un quadro complessivo nel quale anche risultati negativi di dimensioni limitate contribuiscono all’equilibrio economico della partecipata.
La situazione più critica riguarda il comparto museale, sul quale Linci ha richiamato l’attenzione illustrando il rapporto tra gli incassi di alcune iniziative, i costi sostenuti e il peso del personale. È in questo settore che il divario tra ricavi e spese appare particolarmente rilevante.
Tra gli elementi discussi in aula figura il rendimento economico della prima mostra dedicata a San Francesco, avviata nel settembre 2025. Secondo i dati illustrati dall’amministratore, l’iniziativa avrebbe generato per Gubbio Cultura e Multiservizi ricavi per 12mila euro, pari al 10% degli incassi complessivi, a fronte di costi indicati in 35mila euro per il solo 2025.
A incidere sul quadro è anche il costo del personale, quantificato in circa 21mila euro al mese. Considerando questi elementi, Linci ha prospettato una perdita stimata intorno agli 80mila euro per l’attività museale, in attesa di completare la valutazione dei costi relativi al 2026.
La stima evidenzia le difficoltà di un settore nel quale il valore culturale delle iniziative deve confrontarsi con la sostenibilità economica della loro organizzazione.
La capacità di attrarre visitatori e generare ricavi, infatti, non è sufficiente a garantire l’equilibrio dei conti quando i costi di gestione e quelli del personale rimangono elevati.
Il dato non esaurisce il valore delle attività museali per Gubbio, ma pone una questione concreta sulla loro organizzazione futura: come mantenere l’offerta culturale, sostenere i costi e contenere le perdite. È uno dei nodi che l’Amministrazione dovrà affrontare nella riorganizzazione dei servizi successiva alla liquidazione.
La linea della maggioranza è stata duramente contestata dalle minoranze. Leonardo Nafissi ha sostenuto che ci sarebbero ancora margini per risanare la società attraverso un piano di efficientamento, intervenendo sull’organizzazione e sui costi senza procedere necessariamente alla liquidazione.
Secondo Nafissi, la liquidazione non sarebbe obbligatoria e non risolverebbe automaticamente il problema delle passività, che continuerebbero a ricadere sul Comune in quanto socio unico.
Ancora più duro l’intervento di Rocco Girlanda, che ha attribuito all’attuale Amministrazione la responsabilità del peggioramento dei conti nel 2025, accusandola di non essere intervenuta tempestivamente.
Il confronto si concentra su due visioni differenti. Per la maggioranza, i numeri rendono necessario interrompere una dinamica finanziaria non più sostenibile attraverso le risorse comunali. Per le opposizioni, invece, la liquidazione rischia di arrivare senza aver prima verificato fino in fondo le possibilità di risanamento e senza garantire una soluzione al peso dei debiti.
Nel suo intervento, Linci ha riferito che la società si troverebbe già di fatto in una condizione di liquidazione, da comunicare alla Camera di Commercio. In assenza di un intervento del Comune, socio unico, sarebbe il Tribunale a procedere alla nomina del liquidatore.
Il passaggio chiarisce la portata amministrativa della situazione descritta in aula, ma lascia aperte le questioni operative. La procedura dovrà essere accompagnata dalla definizione delle modalità con cui gestire le attività ancora in capo alla società e affrontare le passività accumulate. Sarà inoltre necessario stabilire come garantire i servizi che continuano a rappresentare un punto di riferimento per cittadini e visitatori.
Fiorucci ha assicurato la salvaguardia di tutti gli attuali posti di lavoro e la riqualificazione dei servizi. Un impegno importante, considerato che la liquidazione riguarda una realtà che gestisce attività diverse e coinvolge personale con competenze differenti. Le modalità concrete con cui verrà garantita la tutela occupazionale, insieme alla futura organizzazione dei servizi, saranno ora elementi centrali della fase successiva.