04 Sep, 2026 - 11:30

Gubbio, due persone fermate a San Pietro per sospetti tentativi di truffa agli anziani

Gubbio, due persone fermate a San Pietro per sospetti tentativi di truffa agli anziani

Due persone sono state fermate e identificate dai Carabinieri di Gubbio nella giornata di giovedì 3 settembre 2026, nella zona di San Pietro, nell’ambito dei servizi di pattugliamento e prevenzione svolti in città.

I due sarebbero sospettati di essere coinvolti in tentativi di truffa ai danni di anziani eugubini.

L’attività dei militari del Radiomobile e delle altre pattuglie presenti sul territorio avrebbe consentito di intercettare le persone prima che eventuali raggiri potessero essere portati a compimento.

Il servizio rientra in un dispositivo di controllo che non riguarda soltanto il centro urbano di Gubbio, ma interessa più in generale la Fascia Appenninica eugubino-gualdese, territorio particolarmente vasto nel quale i Carabinieri stanno mantenendo alta l’attenzione proprio sui reati predatori e sulle truffe ai danni delle persone più fragili.

Il ruolo decisivo della prevenzione

In casi come questi il dato più significativo è proprio quello preventivo.

Le truffe agli anziani vengono spesso costruite in pochi minuti, facendo leva sulla paura e sull’urgenza. Il truffatore si presenta come appartenente alle Forze dell’Ordine, avvocato, tecnico o conoscente di un familiare e costruisce una situazione apparentemente drammatica per impedire alla vittima di ragionare con calma.

«Suo figlio ha avuto un incidente», «serve denaro immediatamente», «un nostro incaricato passerà a ritirare contanti e gioielli»: sono formule che ricorrono con frequenza in questo tipo di raggiri.

Per questo la presenza delle pattuglie sul territorio e la capacità di collegare rapidamente segnalazioni, movimenti sospetti e veicoli in transito possono risultare determinanti.

Il precedente del 2025 a Gubbio

Il territorio eugubino aveva già conosciuto un episodio molto simile nel febbraio 2025.

In quel caso i Carabinieri della Compagnia di Gubbio denunciarono due uomini, di 18 e 43 anni, entrambi campani, accusati di avere tentato di truffare una 92enne con il cosiddetto metodo del “finto maresciallo”.

La donna era stata contattata telefonicamente da una persona che si era presentata come appartenente all’Arma e le aveva raccontato che il figlio era rimasto coinvolto in un incidente stradale. Per evitargli presunte conseguenze giudiziarie le era stato chiesto di preparare denaro e oggetti preziosi.

L’anziana aveva già raccolto quanto richiesto quando i veri Carabinieri, dopo diverse segnalazioni arrivate al 112, riuscirono a individuare un veicolo sospetto e a intervenire prima della consegna.

Un precedente che presenta evidenti analogie con il rischio al quale continuano a essere esposte soprattutto le persone anziane.

Un fenomeno che non risparmia i piccoli centri

Le truffe di questo tipo non riguardano esclusivamente le grandi città.

Anzi, i piccoli centri e le aree periferiche possono diventare particolarmente appetibili per chi cerca persone anziane che vivono sole o che, nel momento della telefonata, possono essere più facilmente isolate dalla rete familiare.

La Fascia Appenninica presenta inoltre una conformazione territoriale molto ampia, con frazioni e nuclei abitati distanti tra loro, e proprio per questo il controllo capillare delle pattuglie assume un’importanza ancora maggiore.

Non è sufficiente intervenire dopo che il denaro è stato consegnato.

La vera partita si gioca prima.

Come agiscono i truffatori

Il meccanismo è spesso studiato per creare uno stato di forte pressione psicologica.

Il falso incidente di un figlio o di un nipote, il presunto arresto di un familiare, la richiesta di una cauzione inesistente o la visita improvvisa di un sedicente tecnico sono tutte varianti di uno stesso schema.

La vittima viene spinta ad agire rapidamente, senza avere il tempo di telefonare a parenti o verificare la storia.

In molti casi un complice resta al telefono mentre un’altra persona raggiunge l’abitazione per ritirare denaro o gioielli.

La regola più efficace rimane dunque una: interrompere la telefonata e verificare direttamente con il familiare o con il 112.

Le Forze dell’Ordine non chiedono mai denaro, gioielli o bonifici per evitare l’arresto di un parente.

L’importanza delle segnalazioni dei cittadini

Anche l’attività svolta a San Pietro dimostra quanto possano essere importanti le segnalazioni tempestive.

Un’automobile che si muove ripetutamente in una zona, persone sconosciute che chiedono informazioni sulle abitazioni o telefonate sospette possono rappresentare elementi utili per indirizzare rapidamente i controlli.

La collaborazione tra cittadini e Carabinieri diventa così uno degli strumenti più efficaci per contrastare un fenomeno nel quale la velocità d’intervento è fondamentale.

Controlli destinati a proseguire

Il fermo delle due persone a San Pietro si inserisce dunque in una strategia che punta soprattutto sulla prevenzione e sulla presenza visibile sul territorio.

Il precedente del 2025 dimostra che il rischio non è teorico e che anche a Gubbio sono già stati registrati tentativi costruiti con tecniche particolarmente insidiose.

La raccomandazione, soprattutto per anziani e familiari, resta quindi quella di mantenere alta l’attenzione.

Perché contro queste truffe il primo strumento di difesa rimane spesso il più semplice: non avere fretta, non consegnare nulla e chiamare immediatamente i veri Carabinieri.

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