Il Gubbio di Mimmo Di Carlo è reduce dallo schiaffone rifilato dall’Ostiamare (0-2) domenica scorsa al "Barbetti" e adesso deve assolutamente rialzarsi per non cadere in un loop di possibili risultati negativi. Lo deve per l’orgoglio, per i tifosi e per la classifica. Senza cercare alibi, a complicare il quadro c'è però l'emergenza infortuni, con ben sette giocatori indisponibili nell'ultimo match che hanno ridotto drasticamente le scelte del tecnico, ostacolando di conseguenza la ricerca di un'identità di gioco fluida. Tuttavia, dopo la passata stagione costellata da continui stop fisici, limitarsi a parlare di sfortuna è riduttivo, visto che il problema si è ripresentato. L'emblema di questa situazione è il caso Pinato, tornato a disposizione dopo un lungo calvario e costretto a fermarsi di nuovo. Sarà quindi necessario recuperare prima di tutto gli infortunati, anche se ad oggi la situazione non è cambiata di molto e probabilmente solo Cardascio e Cesari dovrebbero recuperare. Poi ovviamente, la rifinitura di sabato scioglierà tutti i dubbi.
Il match contro l’Ostiamare ha confermato i limiti già evidenziati dal Gubbio nelle sfide precedenti. La formazione rossoblù ha faticato a imporre il proprio ritmo e a sviluppare un gioco corale e propositivo, subendo l'iniziativa di un avversario apparso più organizzato, fluido nel possesso palla e abile a sfruttare i varchi concessi. Il bottino di sette punti in sei giornate è solo lo specchio parziale di una crisi più profonda: a preoccupare maggiormente è l'assenza di un'identità tattica definita. Affidarsi quasi esclusivamente ai contropiedi può essere una strategia fruttuosa, ma solo se supportata da una retroguardia solida e da reparti stretti in grado di riposizionarsi in fase di transizione. Quando invece la transizione offensiva diventa l'unica alternativa sistematica, si trasforma in un punto debole prevedibile. Per svoltare, il Gubbio deve imparare a muovere la palla e a scardinare le difese schierate, dimostrando di saper condurre la partita anche quando gli avversari non concedono profondità. Anche perché, tutte le squadre del mondo al giorno d’oggi, studiano la tattica. Se non hai quindi le giuste contromisure, diventi, come detto, alquanto prevedibile.
Il primo ostacolo del trittico terribile che attende il Gubbio è il Ravenna di Andrea Mandorlini, tra le candidate al salto diretto in B. Una sfida che torna al “Benelli” dopo quasi un anno (ultimo precedente a novembre 2025, 1-1), in uno stadio in cui i romagnoli non battono i rossoblù addirittura dalla stagione 2004-20025 (Serie C2), quando arrivò un 3-0, firmato dalle reti di Pizzolla, Agostinelli e Semprini.
Dopo il Ravenna, la squadra di Mimmo Di Carlo tornerà tra le mura amiche nel derby di sabato 3 ottobre contro il Perugia. Il derby dell'Umbria contro il Grifo non è mai una partita come le altre: l'accesa rivalità e il valore dell'avversario richiederanno una prestazione impeccabile, dove il cuore dovrà unirsi a una perfetta organizzazione tattica. Subito dopo, il confronto con lo Spezia del 10 ottobre alzerà ulteriormente l'asticella, costringendo i rossoblù a misurarsi con una corazzata al momento in testa alla classifica e che ha ottenuto cinque vittorie e un pareggio, con dodici gol fatti e appena 3 subìti.
Per uscirne indenne insomma, il Gubbio dovrà fare leva sulla compattezza difensiva, sul cinismo sotto porta. Saranno novanta minuti di pura battaglia, ma anche l'occasione ideale per lanciare un segnale forte al campionato in caso di risultato positivo.