Anche gli uomini potranno entrare a far parte della Commissione pari opportunità del Comune di Gubbio. Il Consiglio comunale ha approvato con 16 voti favorevoli l’ordine del giorno presentato da Luigi Girlanda, esponente di Rinascimento Ugubino dai banchi della minoranza, che punta a modificare il regolamento dell’organismo per consentire una presenza maschile, seppure minoritaria, nella sua prossima composizione.
Una proposta che riporta al centro del dibattito il significato stesso delle pari opportunità e la necessità, secondo il proponente, di rendere coerenti i principi di inclusione con le regole che disciplinano l’accesso alla commissione.
Il voto ha raccolto il sostegno dell’intera maggioranza presente in aula e di tre consiglieri di minoranza: Diego Guerrini, lo stesso Luigi Girlanda e Rocco Girlanda.
Quest’ultimo, intervenendo sulla questione, ha allargato la riflessione alla rappresentanza della comunità LGBTQA, auspicando una partecipazione che possa contribuire a rendere la commissione un organismo realmente rappresentativo delle diverse componenti della società.
Al centro dell’iniziativa c’è la volontà di superare un’esclusione che, stando alla ricostruzione illustrata da Luigi Girlanda, si sarebbe consolidata dopo una prima fase in cui era invece prevista anche una componente maschile.
Il consigliere ha richiamato le origini della commissione e il ruolo svolto dalla sorella Annamaria Girlanda, assessore durante la giunta Barboni, che ne promosse l’istituzione. Da qui la richiesta di rivedere il regolamento, affinché anche gli uomini possano contribuire ai lavori di un organismo chiamato a promuovere l’uguaglianza e il superamento delle discriminazioni.
Servizio di Elisa Neri
L’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale mira a intervenire sulle disposizioni che regolano la composizione della Commissione pari opportunità, con l’obiettivo di permettere la nomina di uomini nella prossima composizione.
La presenza maschile, nelle intenzioni del proponente, dovrebbe restare minoritaria, ma non essere esclusa in partenza sulla base del sesso.
Il risultato della votazione segna un passaggio politico verso la revisione delle regole dell’organismo. I 16 voti favorevoli sono arrivati dalla maggioranza presente e da tre consiglieri di minoranza, compreso il firmatario della proposta.
Il via libera all’ordine del giorno costituisce tuttavia un indirizzo per la modifica del regolamento: non equivale, di per sé, alla nomina immediata di nuovi componenti né consente di considerare già completato l’adeguamento delle disposizioni.
La questione riguarda il principio che dovrebbe orientare la partecipazione alla commissione. Per Luigi Girlanda, infatti, un organismo che si occupa di pari opportunità dovrebbe evitare di escludere una categoria di persone sulla base di un criterio legato esclusivamente al genere.
La proposta non viene presentata come una rinuncia alla tutela delle donne, ma come un tentativo di ampliare la partecipazione, mantenendo una presenza maschile minoritaria.
Nel motivare la propria iniziativa, Luigi Girlanda ha richiamato la storia della commissione comunale e il racconto ricevuto dalla sorella Annamaria Girlanda, l’assessore che durante la giunta Barboni ne promosse la creazione.
Un riferimento che il consigliere ha utilizzato per ricostruire l’impostazione originaria dell’organismo e sostenere la necessità di riconsiderarne le regole.
"Io ho la fortuna di essere il fratello di Annamaria Girlanda, che era l'assessore che all'epoca del della giunta Barboni creò la commissione pari opportunità.
Lei mi ha sempre raccontato che, fin dalle origini, era stata prevista anche una componente maschile, seppure minoritaria, proprio perché una commissione pari opportunità non può partire dicendo: 'Escludiamo gli uomini'. Inizialmente era così, ma questa impostazione fu modificata poco dopo e, dagli anni Novanta a oggi, gli uomini sono rimasti esclusi".
È su questo passaggio che si fonda una parte centrale dell’argomentazione del proponente: secondo la ricostruzione da lui riportata in aula, la presenza maschile sarebbe stata contemplata nella fase iniziale, per poi essere eliminata attraverso una modifica intervenuta poco dopo. Da allora, ha sostenuto Girlanda, gli uomini non avrebbero più avuto accesso alla commissione.
Il consigliere ha quindi posto l’accento sulla contraddizione che, a suo giudizio, potrebbe emergere tra la finalità dell’organismo e una regola che impedisce a priori la partecipazione in ragione del sesso. Una questione che non riguarda soltanto la composizione numerica della commissione, ma il modo in cui vengono tradotti in pratica i principi di uguaglianza e inclusione.
La posizione di Luigi Girlanda è stata espressa in modo netto nel passaggio dedicato al criterio di accesso all’organismo. "Io ritengo impensabile che una commissione che voglia essere di pari opportunità vieti l'accesso a una persona esclusivamente per il via del suo sesso".
Il proponente ha quindi allargato il ragionamento al quadro delle esperienze istituzionali presenti in Umbria, richiamando altri organismi nei quali è prevista anche una componente maschile. Nel suo intervento ha citato le commissioni pari opportunità dei Comuni di Gualdo e Umbertide e quella regionale, utilizzandole come esempi a sostegno della possibilità di una composizione che non sia esclusivamente femminile.
"Da questo punto di vista, la realtà è molto più ampia. Intorno a noi ci sono commissioni, per esempio nei Comuni di Gualdo e Umbertide, ma anche la Commissione pari opportunità regionale, che prevedono una componente maschile.
Questo ordine del giorno, che mi piace definire della ragionevolezza, propone che anche qui a Gubbio possa essere presente una componente maschile, seppure minoritaria: le 'quote azzurre', potremmo dire. Non è possibile affermare, per principio, che non vogliamo gli uomini: altrimenti, quali pari opportunità?"
Il richiamo alle altre realtà umbre rafforza il carattere regolamentare della proposta: l’intento è consentire anche a Gubbio una presenza maschile, senza alterare il ruolo della commissione e senza rinunciare alla sua funzione di promozione delle pari opportunità.
L’espressione "quote azzurre", utilizzata dallo stesso Girlanda, riassume in forma colloquiale la possibilità di prevedere una componente maschile minoritaria.
Nel confronto consiliare è emerso anche il tema della rappresentanza delle diverse componenti della comunità. Tra i tre consiglieri di minoranza che hanno votato a favore dell’ordine del giorno figura Rocco Girlanda, che ha accompagnato il sostegno alla proposta con un auspicio relativo alla partecipazione della comunità LGBTQA.
Il riferimento amplia la riflessione sul ruolo della Commissione pari opportunità, chiamata a confrontarsi con istanze differenti e con la necessità di favorire una rappresentanza capace di rispecchiare la pluralità della società.
L’auspicio espresso in aula va tuttavia distinto dal contenuto specifico dell’ordine del giorno approvato, incentrato sulla possibilità di introdurre una componente maschile nella prossima composizione dell’organismo.
La discussione pone così due questioni collegate, ma non sovrapponibili: da un lato, il superamento dell’esclusione degli uomini attraverso la revisione del regolamento; dall’altro, il più ampio tema di come garantire una partecipazione rappresentativa delle diverse realtà sociali.
Entrambi i richiami ruotano attorno alla funzione della commissione, ma il loro eventuale recepimento dovrà essere valutato alla luce delle regole che ne disciplinano composizione e attività.
L’approvazione dell’ordine del giorno apre la strada a un percorso di revisione delle disposizioni comunali che regolano la Commissione pari opportunità. Il passaggio successivo sarà tradurre l’indirizzo votato dal Consiglio nelle modifiche necessarie a consentire, in occasione della prossima composizione, anche la presenza di uomini in posizione minoritaria.
La votazione non determina dunque un cambiamento automatico nella composizione attuale dell’organismo, ma indica la volontà politica di intervenire sulle regole esistenti. Sarà l’adeguamento regolamentare a definire concretamente le modalità con cui la partecipazione maschile potrà essere prevista.