Un taglio del nastro molto partecipato, quello dei due nuovi spogliatoi riservati ed attrezzati per gli utenti con disabilità, realizzati presso la piscina comunale di Gubbio. Una novità importante sul fronte dell'inclusione che è partita dall'associazione 'La Carica dei 104', trovando sostegno nella rete di 'Uniti per l'inclusione' così come da parte dell'amministrazione comunale e di tutta la comunità eugubina.
A spiegare l'operazione è Valentina Panfili de 'La Carica dei 1014'. "Sono stati ristrutturati due bagni per disabili già esistenti che oggi sono diventati due spogliatoi - ha affermato ai microfoni di Umbria + Canale 15 -. Uno dedicato agli uomini e l'altro alle donne, riservati alle persone con disabilità e necessità particolari".
Dentro ci sono un lettino per cambiarsi, una doccia comoda e un ambiente chiuso per chi ha bisogno di privacy e autonomia. Tutti elementi che concorrono a far sì che l'inclusione non diventi un percorso ad ostacoli.
Come ha ricordato Panfili, l'iniziativa è partita da lontano. Un paio di anni fa l'associazione ha inziato a lavorare al progetto, partendo dal basso anche grazie ad eventi di raccolta fondi insieme agli altri soggetti della rete. Totale l'accoglienza dal Comune di Gubbio con gli uffici che hanno lavorato in sinergia.
Quel sogno è ora diventato realtà e apre anche ad una riflessione su quanto adeguare gli spazi alle esigenze delle persone con disabilità, sia determinante per un'inclusione reale.
L'esperienza di Gubbio ribadisce infatti come, per costruire una società più equa e inclusiva, la progettazione degli spazi faccia concretamente la differenza. L'accessibilità rappresenta infatti un obiettivo fondamentale, poiché l'ambiente in cui viviamo, lavoriamo e studiamo influisce sulle possibilità di inclusione, partecipazione e autonomia di ogni persona. Ogni luogo dovrebbe garantire ad ogni persona la possibilità di muoversi liberamente, partecipare alla vita sociale e vivere in autonomia, senza incontrare ostacoli fisici, architettonici o organizzativi che possano limitarne le opportunità.
Progettare in modo accessibile significa, infatti, superare una visione che considera le esigenze delle persone con disabilità come un'eccezione, per adottare un approccio più ampio, in grado di riconoscere e valorizzare la diversità come una caratteristica naturale della società.
Proprio su questo fronte, va ricordato che l'intero territorio umbro è al centro della sperimentazione nazionale riguardo alla Riforma sulle Disabilità. Si tratta di un passo importante che consente all'Umbria di candidarsi a diventare una vera e propria regione-laboratorio di innovazione, sperimentando soluzioni in grado di rafforzare la qualità dei servizi, favorire una maggiore integrazione sociosanitaria e promuovere la partecipazione attiva delle comunità locali.
Un percorso che punta a rendere il sistema più accessibile ed efficace, mettendo al centro la persona, le sue esigenze e le sue aspirazioni. Il cuore della riforma è rappresentato dall'approccio basato sui diritti e sull'autodeterminazione della persona, dove viene data priorità alla costruzione del 'Progetto di vita' individuale, personale e partecipato.