28 Sep, 2026 - 09:40

Liste d’attesa, prescrizioni e nuovi ospedali: a Narni il confronto sulla sanità tra Umbria e Marche

Liste d’attesa, prescrizioni e nuovi ospedali: a Narni il confronto sulla sanità tra Umbria e Marche

Liste d’attesa, appropriatezza delle prescrizioni, mobilità sanitaria e programmazione dell’edilizia ospedaliera. Sono stati questi i principali capitoli del confronto andato in scena a Narni tra la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, e il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, chiamati a mettere a confronto strategie, criticità e prospettive dei rispettivi sistemi sanitari. L’incontro si è svolto nell’ambito di un’iniziativa organizzata da Fratelli d’Italia e ha avuto come titolo "La sanità del futuro - Modelli a confronto". A moderare la tavola rotonda è stata Eleonora Pace, capogruppo di Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa dell’Umbria.

Un confronto che ha messo sul tavolo alcune delle questioni più sensibili per i cittadini: la possibilità di ottenere una prestazione sanitaria nei tempi previsti, il rapporto tra prescrizioni e reale necessità clinica, il fenomeno della mobilità verso altre regioni e, soprattutto sul fronte ternano, la necessità di una nuova infrastruttura ospedaliera capace di ridisegnare l’offerta sanitaria del territorio.

Proietti: "Le liste d'attesa sono un problema nazionale"

Il primo terreno di confronto è stato quello delle liste d’attesa, una delle questioni che maggiormente incidono sulla percezione e sull’accessibilità concreta del servizio sanitario.

Proietti ha inquadrato il fenomeno in una dimensione che supera i confini regionali. "Le liste d'attesa sono un problema nazionale", ha detto la presidente dell’Umbria, richiamando poi quella che ha definito "una grande appropriatezza prescrittiva" dell’Umbria e sottolineando i risultati ottenuti, secondo quanto illustrato durante l’iniziativa, sulle prestazioni urgenti e brevi.

Il ragionamento della presidente non si è fermato alla sola fotografia dei tempi di attesa registrati dai sistemi informatici. Al centro dell’intervento è finita infatti la necessità di verificare concretamente la capacità delle agende sanitarie di rispondere alla domanda, andando a individuare eventuali margini di intervento e situazioni che rischiano di non emergere pienamente attraverso i dati aggregati. Da qui la richiesta rivolta alle aziende sanitarie umbre di approfondire il contenuto delle agende. Proietti ha parlato della necessità di "scavare nelle agende", andando oltre i dati informatici di Agenas.

L’oculistica e il nodo della mobilità sanitaria

Tra le specialità sulle quali la Regione Umbria ha indicato la necessità di intervenire è stata richiamata in particolare l’oculistica. Il tema si intreccia direttamente con quello della mobilità sanitaria, cioè con la scelta dei cittadini di rivolgersi a strutture situate fuori regione per ottenere prestazioni che non riescono a trovare, o non riescono a trovare nei tempi necessari, sul territorio di provenienza. Nel confronto di Narni, il riferimento è stato anche alla mobilità passiva verso le Marche, elemento che rende particolarmente significativo il confronto tra i due sistemi regionali.

L’obiettivo indicato dalla presidente umbra è quello di intervenire sulle criticità dell’offerta, cercando di ridurre il ricorso a strutture extraregionali almeno nei settori nei quali l’organizzazione delle prestazioni può essere rafforzata. Un’impostazione che, nelle parole di Proietti, dovrà tradursi in indicazioni operative precise per le aziende sanitarie.

"Ai direttori generali delle quattro aziende umbre è stato chiesto un piano d'azione specifico" ha detto Proietti. Il passaggio consegna quindi il dossier delle liste d’attesa direttamente alle strutture aziendali, chiamate a individuare interventi concreti rispetto alle criticità delle singole specialità e delle relative agende.

Acquaroli: "Le difficoltà ci sono, ma ci sono anche i risultati"

Sul versante marchigiano, Acquaroli ha richiamato il lavoro svolto negli ultimi anni sul sistema sanitario regionale, riconoscendo l’esistenza delle difficoltà ma sottolineando contestualmente i risultati indicati nel corso dell’incontro. "Le difficoltà ci sono, ma ci sono anche i risultati", ha sottolineato il governatore delle Marche, citando tra questi il secondo posto attribuito alle Marche nelle classifiche nazionali sulle liste d’attesa.

Anche per Acquaroli, tuttavia, il tema dei tempi di accesso alle prestazioni non può essere separato da quello dell’appropriatezza delle prescrizioni. È infatti su questo terreno che, secondo il presidente marchigiano, si gioca una parte significativa dell’equilibrio del sistema. "Chi sbaglia prescrizione crea un danno al paziente e al sistema", ha aggiunto Acquaroli.

Dal problema delle attese a quello degli ospedali

La seconda parte della tavola rotonda si è spostata sull’edilizia sanitaria, altro capitolo particolarmente rilevante per i due territori. Per l’Umbria, il focus è stato inevitabilmente il Ternano e il progetto del nuovo ospedale di Terni. Proietti ha parlato della necessità di recuperare il divario di investimenti accumulato nel territorio ternano rispetto alla provincia di Perugia e ha ribadito: "Terni merita un nuovo ospedale all'altezza".

Una dichiarazione che inserisce il nuovo presidio ternano all’interno di una strategia più ampia sulla sanità regionale e, soprattutto, sul riequilibrio territoriale degli investimenti.

Il futuro ospedale di Terni è infatti destinato, nel disegno illustrato dalla Regione, a rappresentare un presidio di riferimento per l’area ternana e per una porzione più ampia del territorio regionale. La discussione sulla nuova struttura ha compreso negli ultimi mesi anche il percorso di valutazione delle possibili localizzazioni e la fase di partecipazione pubblica.

Narni-Amelia, un presidio da integrare con Terni

Accanto al nuovo ospedale ternano, l’altro grande progetto richiamato nel confronto è stato quello del presidio Narni-Amelia. Sul progetto la presidente dell’Umbria ha utilizzato un’espressione netta: "non si può non fare".

La prospettiva indicata da Proietti, tuttavia, non guarda ai due interventi come strutture separate. Il nuovo ospedale di Narni-Amelia dovrà essere, secondo quanto spiegato dalla presidente, pienamente integrato con il nuovo presidio ternano, previsto come Dea di secondo livello.

Il tema diventa quindi quello della costruzione di una rete sanitaria territoriale nella quale i diversi ospedali siano chiamati a svolgere funzioni coordinate. Una prospettiva che, nel territorio ternano, assume un rilievo particolare proprio alla luce della trasformazione di una parte della rete ospedaliera e dell’esigenza di definire con chiarezza ruoli e competenze delle diverse strutture. La questione infrastrutturale si lega quindi direttamente alla programmazione sanitaria: costruire nuovi ospedali, ma soprattutto stabilire come questi dovranno dialogare tra loro e con il resto della rete.

Acquaroli e il piano dei nuovi ospedali nelle Marche

Acquaroli ha invece illustrato il percorso intrapreso dalle Marche sul fronte della nuova edilizia sanitaria. Nel corso della tavola rotonda il presidente ha richiamato in particolare i nuovi ospedali di Ancona Sud e Fermo, per i quali sono previste inaugurazioni nel 2027. Il quadro illustrato dal governatore comprende inoltre i progetti relativi ai nuovi ospedali di Pesaro e Macerata, destinati entrambi a un investimento complessivo indicato in circa 600 milioni di euro.

Si tratta di un programma di interventi che, nelle parole di Acquaroli, rappresenta una componente importante della strategia marchigiana sul futuro della rete ospedaliera. Nel confronto con l’Umbria, il tema delle infrastrutture è diventato così anche un’occasione per mettere a confronto tempi, investimenti e modalità di programmazione di due sistemi sanitari regionali confinanti e fortemente interconnessi anche sul piano della mobilità dei pazienti.

Ed è proprio il rapporto tra infrastrutture e servizi a costituire uno dei punti più interessanti del confronto: un nuovo ospedale non viene infatti presentato soltanto come un investimento edilizio, ma come una componente destinata a modificare l’organizzazione dell’assistenza e il rapporto tra i diversi territori.

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