28 Sep, 2026 - 11:40

Le Mole di Narni, la denuncia: "taglio pioppi senza autorizzazione in proprietà privata". Parte l'esposto

Le Mole di Narni, la denuncia: "taglio pioppi senza autorizzazione in proprietà privata". Parte l'esposto

Un intervento che sarebbe avvenuto all'interno una proprietà privata con il risultato di aver provocato "uno scempio ambientale". Questo quanto denunciano il  professor Alvaro Caponi e la Società Agricola Le Mole a seguito del taglio di due alberi nei giorni scorsi, lungo la sponda del Nera in zona Le Mole. Ed è scattato l'esposto contro ignoti alla Procura della Repubblica di Terni "per individuare committente ed esecutori".

Pioppi capitozzati sulla sponda del Nera. La vicenda

Caponi e la Società Agricola Le Mole portano all'attenzione "il taglio eseguito all'interno della proprietà privata senza alcuna autorizzazione" di due pioppi oggetto di "capitozzatura" che "ha comportato l'asportazione di una parte estremamente consistente delle chiome e delle branche delle due alberature con l’area circostante che risulta ad oggi occupata dalle potature effettuate". Secondo quanto riferito né il proprietario né la Società Agricola Le Mole sarebbero "stati preventivamente informati dell'intervento o di aver autorizzato l'accesso alla proprietà e il taglio delle alberature". 

"Quello che abbiamo trovato davanti ai nostri occhi è uno scempio ambientale - dichiarano -. Due alberature di alto fusto che da anni costituivano parte integrante della vegetazione ripariale del Nera sono state drasticamente capitozzate, alterando anche la continuità della fascia alberata che caratterizza questo tratto del fiume. Tutto questo è avvenuto entrando in una proprietà privata senza che ci venisse chiesta alcuna autorizzazione e senza che ricevessimo alcuna comunicazione preventiva".

I due alberi in questione, proseguono, si trovano inoltre"lungo una sponda sulla quale sono già stati documentati fenomeni erosivi. Sarà ora necessario un accertamento specialistico per stabilire quali conseguenze la capitozzatura possa determinare sulla vitalità e sulla stabilità delle alberature e quale funzione i relativi apparati radicali svolgano rispetto alla tenuta del terreno spondale".

La richiesta di chiarimenti ad Enel

Caponi e Società Agricola per far luce sull'accaduto si rivolgono ad Enel per sapere se sia stata l'azienda a commissionare il taglio dal momento che, spiegano, i due alberi si trovano nelle vicinanze di una linea elettrica. "Se così fosse, chiediamo anche di conoscere chi abbia autorizzato l'ingresso nella proprietà privata, sulla base di quale titolo e con quali prescrizioni sia stato disposto un intervento di questa portata".

Proprietà e società rimarcano in particolare il valore naturalistico dell'area chiedendo ancora ad Enel, qualora confermasse di aver commissionato i lavori, se gli stessi siano coerenti "con i principi di tutela ambientale e paesaggistica che una grande società energetica dichiara di perseguire".

E precisano: "Nessuno mette in discussione la necessità di mantenere in sicurezza una linea elettrica. Quello che contestiamo è il metodo. La sicurezza non può significare entrare in una proprietà privata senza informare nessuno e intervenire in maniera così invasiva su alberature che fanno parte dell'ecosistema della sponda. Vogliamo sapere chi ha deciso il taglio, chi lo ha materialmente eseguito, quali tecnici abbiano stabilito le modalità dell'intervento e quali autorizzazioni siano state acquisite".

L'esposto contro ignoti per "accertare chi è entrato nella proprietà e chi ha ordinato il taglio"

Per tramite dell'avvocato Antonio De Angelis, Caponi e la Società Agricola Le Mole hanno presentato un esposto-denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica di Terni, "affinché vengano identificati gli autori materiali dell'intervento e il soggetto che lo ha eventualmente commissionato".

Nel dettaglio viene richiesto "di verificare anche l'esistenza di eventuali titoli che consentissero l'accesso alla proprietà, gli ordini di servizio impartiti, l'eventuale coinvolgimento del gestore della linea e di imprese appaltatrici o subappaltatrici, nonché la regolarità delle operazioni effettuate". Una volta accertati questi passaggi, proprietà e società "si riservano inoltre di procedere nelle competenti sedi per ottenere il risarcimento degli eventuali danni arrecati alle alberature, al fondo e alla vegetazione ripariale".

"Le Mole è un patrimonio ambientale che dovrebbe essere tutelato con una cura straordinaria - concludono -. Non possiamo accettare che interventi di questa portata vengano eseguiti senza trasparenza e senza alcun confronto con chi di quelle aree è proprietario e se ne prende cura ogni giorno. Adesso vogliamo sapere semplicemente chi ha ordinato questi lavori, con quale titolo e sulla base di quali valutazioni ambientali e tecniche".

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