Un nuovo episodio di violenza riaccende con forza i riflettori sulla situazione che vive il sistema penitenziario umbro. A portarlo all'attenzione è il Sappe, il Sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria, che denuncia un'aggressione contro un sovrintendente della Polizia Penitenziaria da parte di un detenuto all’interno del carcere di Orvieto.
I fatti risalgono a ieri sera quando, durante i controlli di routine nelle sezioni detentive, "con le celle ancora aperte come previsto dai regimi attuali, il personale ha sorpreso un detenuto intenzionato a nascondersi per utilizzare indebitamente uno smartphone". Un comportamento vietato all'interno delle strutture penitenziarie.
Secondo quanto riferito dal sindacato, l'operatore, intervenuto per richiamare il detenuto al rispetto della legge, "è stato aggredito e ha incontrato una violenta resistenza da parte dei detenuti. Nonostante l’aggressione, il sottufficiale è riuscito a divincolarsi, uscire dalla cella e portare a compimento il sequestro del telefono".
L'agente è stato poi accompagnato al Pronto Soccorso dell’ospedale di Orvieto, dove, secondo le prime informazioni, gli sarebbe stata data una prognosi di dieci giorni.
Dura la presa di posizione da parte del segretario nazionale del Sappe per l'Umbria, Fabrizio Bonino. "Siamo di fronte all’ennesima dimostrazione delle condizioni critiche e di estremo pericolo in cui il nostro personale si trova a operare quotidianamente - queste si legge in una nota-. Non è ammissibile che gli operatori di Polizia Penitenziaria debbano rischiare la propria incolumità fisica per garantire la legalità all’interno delle sezioni detentive".
Nell'ultimo periodo in più occasioni il segretario ha denunciato episodi simili nelle carceri umbre. L'ultimo appena una settimana fa, all'interno della Casa di reclusione di Spoleto quando un ristretto si era scagliato contro quattro agenti che avevano avuto poi dovuto rivolgersi al Pronto Soccorso a causa delle lesioni riportate.
"Esprimo la massima solidarietà e vicinanza al collega aggredito. È inaccettabile che chi indossa la divisa e lavora per garantire sicurezza e legalità venga sistematicamente messo a rischio - dice Bonino che poi si rivolge direttamente ai vertici del carcere orvietano -. Mi auguro che la Direzione e il Comandante di Orvieto, spesso assenti per altri incarichi o per motivi personali, procedano, qualora ne trovino il tempo, a sanzionare disciplinarmente in maniera esemplare i responsabili di questa vile aggressione e che gli stessi vengano deferiti all’Autorità Giudiziaria per le lesioni procurate al collega e per ogni altra violazione del codice penale".
Dei quattro Istituti penitenziari dell'Umbria, Orvieto è il più piccolo. Eppure, sostiene il segretario del Sappe, nonostante le dimensioni ridotte "è più volte balzato agli onori delle cronache per episodi violenti, anche nei confronti della Polizia Penitenziaria. Questo dimostra che l’aspetto della sicurezza non viene curato a sufficienza e che la Polizia Penitenziaria non ha una guida e un punto di riferimento costante" sostiene Bonino.
Il Sappe, stigmatizzando l'accaduto, torna a rivolgersi alle istituzioni competenti chiedendo "indispensabili interventi concreti e immediati per garantire la sicurezza del personale operante negli istituti penitenziari delle regioni Umbria e Marche". Diversi gli argomenti sul piatto, dal potenziamento degli organici alla revisione delle modalità operative nelle sezioni a regime aperto fino alla dotazione di strumenti idonei alla prevenzione e al contrasto dei reati all’interno delle strutture.