09 Oct, 2026 - 16:20

Perugia, aggrediscono il compagno di una donna accusata di aver sottratto della droga: due arresti

Perugia, aggrediscono il compagno di una donna accusata di aver sottratto della droga: due arresti

Due persone di 44 anni sono state arrestate a Perugia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di rapina aggravata.

Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia su richiesta della Procura della Repubblica, al termine degli accertamenti relativi a un episodio avvenuto nella notte dell’11 agosto in via Settevalli.

La vicenda era iniziata intorno alla mezzanotte, quando uno dei due aggrediti aveva contattato il numero unico di emergenza 112 per segnalare quanto accaduto a lui e alla compagna.

Secondo la ricostruzione investigativa, la coppia sarebbe stata avvicinata da due persone scese improvvisamente da un’automobile, che si sarebbero rivolte ai due con fare minaccioso chiedendo di ottenere sostanze stupefacenti.

La situazione sarebbe degenerata quando la risposta ricevuta non sarebbe stata ritenuta soddisfacente. Di fronte al rifiuto, uno degli aggressori avrebbe colpito l’uomo alla testa con un tirapugni. Un episodio che ha dato avvio agli accertamenti delle forze dell’ordine e a un’attività investigativa finalizzata a identificare i presunti responsabili e chiarire le ragioni dell’aggressione.

Perugia, la ricostruzione dell'episodio

La segnalazione arrivata alla centrale operativa ha consentito di avviare le verifiche sull’episodio. Gli investigatori hanno lavorato per ricostruire la sequenza degli eventi, individuare le persone coinvolte e verificare il contesto nel quale sarebbe avvenuto il confronto tra le due coppie.

Un passaggio centrale dell’indagine è stato l’ascolto dei testimoni, utile a raccogliere informazioni sulle circostanze dell’aggressione. A questi elementi si sono aggiunti i riscontri tecnici, che hanno permesso di approfondire la dinamica e confrontare le diverse informazioni acquisite.

La ricostruzione investigativa ha così progressivamente delineato un quadro più ampio rispetto alla sola aggressione denunciata nell’immediatezza. Gli accertamenti si sono concentrati anche sui rapporti tra la compagna della vittima e uno dei presunti aggressori, elemento che avrebbe contribuito a chiarire il possibile movente della violenza.

Le indagini della Squadra mobile: decisive le telecamere e la localizzazione Gps

A occuparsi del caso sono stati gli investigatori della Squadra mobile di Perugia, che hanno condotto una serie di verifiche per raccogliere elementi utili all’identificazione dei presunti responsabili.

Nel corso dell’attività sono stati ascoltati i testimoni presenti e acquisiti i filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza della zona. Le immagini sono state quindi analizzate per cercare riscontri alla ricostruzione dell’accaduto.

Gli agenti hanno inoltre effettuato accertamenti tecnici sul telefono cellulare della vittima, ricorrendo alla localizzazione attraverso il sistema Gps. L’analisi dei dati, insieme alle testimonianze e alle immagini disponibili, ha contribuito a ricomporre il quadro investigativo.

L’attività si è sviluppata attraverso l’incrocio degli elementi raccolti, con l’obiettivo di verificare le circostanze della violenza e ricostruire i rapporti tra le persone coinvolte. Gli approfondimenti hanno riguardato anche la ragione per cui i due uomini avrebbero avvicinato la coppia chiedendo sostanze stupefacenti.

Il possibile movente: la donna accusata di aver sottratto un marsupio con droga

Ulteriori elementi sono emersi dalla testimonianza della donna, compagna dell’uomo aggredito. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna conosceva uno dei presunti aggressori, che l’avrebbe accusata di aver sottratto un marsupio contenente sostanze stupefacenti.

È in questo contesto che gli inquirenti collocano la richiesta di droga e la successiva aggressione avvenuta in via Settevalli. L’ipotesi investigativa è che il confronto sia maturato in relazione alla presunta sottrazione del marsupio, contestata alla donna da uno dei due indagati.

Il movente ricostruito nel corso degli accertamenti rappresenta un elemento utile a comprendere la vicenda, ma non equivale a un accertamento definitivo delle responsabilità. La presunta sottrazione del marsupio costituisce infatti il contesto riferito dagli investigatori per spiegare l’origine del contrasto.

L’insieme delle testimonianze e degli approfondimenti tecnici ha consentito agli inquirenti di delineare gli elementi sottoposti alla valutazione dell’autorità giudiziaria, che ha successivamente disposto le misure cautelari nei confronti dei due indagati.

Rapina aggravata a Perugia, eseguite le misure cautelari: i due trasferiti a Capanne

I due 44enni sono stati rintracciati dagli agenti nelle scorse ore. Nei loro confronti è stata quindi eseguita l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Perugia su richiesta della Procura della Repubblica.

Entrambi sono stati condotti nel carcere di Capanne, a disposizione dell’autorità giudiziaria, con l’accusa di rapina aggravata. Il provvedimento cautelare arriva al termine degli accertamenti svolti dalla Squadra mobile sull’aggressione denunciata nella notte dell’11 agosto.

La vicenda entra ora nella fase giudiziaria, nella quale dovranno essere valutati gli elementi raccolti durante le indagini e le eventuali responsabilità individuali.

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