09 Oct, 2026 - 18:23

Perugia, anziana raggirata con la truffa del finto incidente: recuperati i gioielli, due indagati

Perugia, anziana raggirata con la truffa del finto incidente: recuperati i gioielli, due indagati

Una telefonata con la notizia di un grave incidente stradale, la paura per le possibili conseguenze giudiziarie per la figlia e la richiesta di consegnare i gioielli custoditi in casa.

È la dinamica del presunto raggiro ai danni di una donna nata nel 1935, avvenuto il 12 agosto e ricostruito dagli investigatori della Polizia di Stato. Per la vicenda, un uomo di 55 anni e uno di 37 sono stati raggiunti da misure cautelari nell'ambito di un procedimento per le ipotesi di reato di rapina aggravata ed estorsione aggravata in concorso.

I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia, su richiesta della Procura della Repubblica, ed eseguiti dal personale della Squadra mobile.

Per uno dei due indagati sono stati disposti gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, mentre per l'altro è stato stabilito l'obbligo di dimora in un comune della Campania.

Entrambi, secondo quanto riferito dalla polizia, hanno precedenti per reati contro il patrimonio. Le indagini hanno permesso di ricostruire i passaggi del presunto raggiro, dalla telefonata alla consegna dei preziosi, fino alla fuga in automobile e al successivo controllo della Polizia stradale di Caserta Nord, durante il quale è stato recuperato un sacchetto contenente diversi monili in oro.

Il finto carabiniere e la falsa notizia dell'incidente: come è stata raggirata l'anziana

I fatti risalgono al 12 agosto scorso, quando la donna è stata contattata telefonicamente da un uomo che si sarebbe presentato come appartenente all'Arma dei carabinieri. Nel corso della chiamata, il sedicente militare le avrebbe riferito che la figlia aveva provocato un grave incidente stradale, nel quale sarebbe rimasta ferita un'altra donna.

La notizia, prospettata in termini allarmanti, sarebbe stata accompagnata dalla minaccia di imminenti provvedimenti nel caso in cui la vittima non avesse seguito le istruzioni ricevute.

L'interlocutore le avrebbe quindi ordinato di raccogliere tutti i gioielli in suo possesso e di consegnarli a una persona che si sarebbe presentata poco dopo alla sua abitazione.

La donna, intimorita dalla situazione e preoccupata per le sorti della figlia, avrebbe seguito le indicazioni. Quando il 37enne è arrivato a casa sua, si è presentato come la persona incaricata di ritirare i preziosi. La vittima gli ha quindi consegnato un sacchetto contenente monili in oro e altri gioielli.

Ottenuti gli oggetti, l'uomo si sarebbe allontanato insieme al complice di 55 anni. I due avrebbero così lasciato l'abitazione facendo perdere inizialmente le proprie tracce.

Il raggito contestato si fonda sulla falsa identità del chiamante e sull'urgenza prospettata alla vittima: la presunta responsabilità della figlia in un grave incidente sarebbe stata utilizzata per indurre la donna a consegnare i preziosi, senza poter verificare la veridicità della storia.

La fuga in auto e il controllo della Polizia stradale di Caserta Nord

La fuga dei due uomini è stata interrotta durante un controllo della Polizia stradale. Una pattuglia della Sottosezione di Caserta Nord ha notato l'automobile sulla quale viaggiavano procedere ad alta velocità e ha intimato l'alt.

Secondo la ricostruzione, i due non si sarebbero fermati all'ordine degli agenti, tentando invece di proseguire la marcia. Durante la fuga avrebbero anche cercato di disfarsi di un sacchetto nero, lanciandolo dal finestrino del veicolo.

I poliziotti sono riusciti a bloccare l'automobile e a recuperare il sacchetto. Al suo interno sono stati trovati diversi monili in oro, dei quali i due uomini non sarebbero stati in grado di giustificare il possesso.

Il ritrovamento ha rappresentato un elemento rilevante per gli accertamenti successivi. I preziosi recuperati sono stati sottoposti a verifiche per stabilirne la provenienza e metterli in relazione con la segnalazione del presunto raggiro ai danni della donna.

Da quel momento, l'attività investigativa si è concentrata anche sulla ricostruzione degli spostamenti compiuti dai due uomini e sull'identificazione della persona che si era presentata a casa della vittima per ritirare il sacchetto.

La "scatola nera" dell'auto a noleggio e il riconoscimento dei gioielli

Per ricostruire la dinamica della vicenda, la Squadra mobile di Perugia ha lavorato insieme al personale della Sottosezione della Polizia stradale di Caserta Nord. Agli elementi raccolti durante il controllo del veicolo si sono aggiunti gli accertamenti tecnici sull'automobile a noleggio utilizzata dai due indagati.

In particolare, gli investigatori hanno analizzato i dati registrati dalla "scatola nera" installata sul mezzo. Le informazioni ricavate dal dispositivo hanno fornito elementi utili a ricostruire gli spostamenti dell'auto e a collocarla in corrispondenza dell'indirizzo della vittima, contribuendo a collegare il veicolo alla vicenda.

Un ulteriore riscontro è arrivato dal riconoscimento effettuato dalla donna, che ha identificato sia i gioielli recuperati dalla Polizia stradale sia l'uomo presentatosi alla sua abitazione per ritirare il sacchetto.

L'incrocio tra i dati tecnici del veicolo, il recupero dei monili e le indicazioni fornite dalla vittima ha permesso agli investigatori di delineare la sequenza degli eventi e di individuare i due presunti responsabili.

Rapina ed estorsione aggravate, le misure cautelari disposte dal gip di Perugia

Al termine degli accertamenti, la Procura della Repubblica ha richiesto l'applicazione di misure cautelari nei confronti dei due uomini. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia ha accolto la richiesta, disponendo per uno degli indagati gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e per l'altro l'obbligo di dimora in un comune della Campania.

I provvedimenti sono stati eseguiti dagli agenti della Squadra mobile, che hanno raggiunto i due uomini e notificato le misure disposte dall'autorità giudiziaria. Le contestazioni riguardano le ipotesi di rapina aggravata ed estorsione aggravata in concorso.

LEGGI ANCHE