13 Oct, 2026 - 09:38

Perugia, Gaucci rischia la squalifica? Cosa prevede il Codice FIGC dopo lo sfogo nel post Perugia-Vado

Perugia, Gaucci rischia la squalifica? Cosa prevede il Codice FIGC dopo lo sfogo nel post Perugia-Vado

Alessandro Gaucci rischia una squalifica dopo le dichiarazioni rilasciate nel post partita di Perugia-Vado? È la domanda che accompagna le ore successive alla sconfitta del Grifo al Curi, dove il dirigente biancorosso ha manifestato tutta la propria rabbia nei confronti della direzione arbitrale.

Le parole pronunciate al termine della gara potrebbero infatti attirare l'attenzione della giustizia sportiva, soprattutto per i riferimenti alla presunta malafede degli ufficiali di gara e ai dubbi sulla loro imparzialità.

Il quadro normativo di riferimento è quello del Codice di giustizia sportiva della FIGC, che disciplina le dichiarazioni pubbliche potenzialmente lesive della reputazione e della credibilità degli organismi federali. Resta però da capire quale valutazione verrà eventualmente data alle parole di Gaucci e quale sanzione potrebbe essere applicata.

Alessandro Gaucci, cosa rischia dopo le dichiarazioni su Perugia-Vado

Nel dopogara della sfida persa dal Perugia contro il Vado, Alessandro Gaucci ha contestato duramente l'operato della squadra arbitrale. Il dirigente ha messo in discussione la buona fede dell'arbitro, criticando anche l'atteggiamento del quarto uomo e degli altri ufficiali di gara.

Nel suo sfogo ha inoltre evocato la possibilità di lasciare il club, sostenendo che il cognome Gaucci possa ancora creare fastidio nell'ambiente calcistico.

A rendere particolarmente delicata la vicenda non è soltanto la durezza delle critiche, ma soprattutto il riferimento alla presunta malafede arbitrale. Si tratta di un passaggio che, se valutato dagli organi competenti come lesivo della credibilità del sistema federale, potrebbe assumere rilievo disciplinare.

Non è tuttavia possibile stabilire in anticipo l'entità di un'eventuale sanzione. Saranno determinanti la qualificazione dei fatti, il contenuto complessivo delle dichiarazioni e le valutazioni della Procura federale.

Il Codice FIGC e l'articolo 23 sulle dichiarazioni lesive

La norma da considerare è l'articolo 23 del Codice di giustizia sportiva FIGC, dedicato alle dichiarazioni lesive. Il regolamento vieta ai soggetti dell'ordinamento federale di esprimere pubblicamente giudizi o rilievi che danneggino la reputazione di persone, società o organismi operanti nell'ambito del CONI, della FIGC, della UEFA e della FIFA.

Il comma 4 individua alcuni criteri utili per determinare la gravità delle dichiarazioni: le modalità con cui vengono pronunciate, il ruolo ricoperto dall'autore e, in particolare, l'eventuale intenzione di negare o mettere in dubbio la regolarità delle gare e l'imparzialità degli ufficiali di gara.

Proprio quest'ultimo aspetto potrebbe essere centrale nell'analisi delle dichiarazioni di Gaucci. Affermare che un arbitro non sia in buona fede va oltre la semplice contestazione di una decisione tecnica e può essere valutato diversamente da una critica circoscritta a un episodio di gioco.

L'articolo 23 prevede, nei casi in cui le dichiarazioni siano idonee a ledere il prestigio, la reputazione o la credibilità dell'istituzione federale o di una sua specifica struttura, un'ammenda da 2.500 a 50.000 euro per gli appartenenti alla sfera professionistica. Nei casi più gravi possono aggiungersi altre sanzioni previste dall'articolo 9, tra cui l'inibizione temporanea dall'attività federale.

L'applicazione di queste disposizioni al caso specifico, tuttavia, non è automatica: spetta agli organi competenti valutare i fatti e individuare l'eventuale violazione. Fonte normativa: Codice di giustizia sportiva FIGC, articolo 23.

Squalifica o inibizione: quale provvedimento può arrivare per Gaucci?

Quando si parla di una possibile squalifica, è importante distinguere le diverse misure previste dal regolamento. Per un dirigente, infatti, la sanzione può consistere in un'inibizione temporanea a svolgere attività in ambito FIGC, a ricoprire cariche federali o a rappresentare la società nelle sedi federali. L'articolo 9 contempla anche altre misure, da determinare in base alla natura e alla gravità della condotta.

Nel caso di Gaucci, quindi, non è corretto indicare già oggi un numero preciso di giornate o affermare che arriverà necessariamente una squalifica di un anno. La durata e la tipologia dell'eventuale provvedimento dipenderanno dalla contestazione formulata e dalla valutazione degli organi di giustizia sportiva.

Va inoltre tenuto distinto l'allontanamento dalla panchina durante Perugia-Vado, conseguenza delle proteste nel corso della gara, da un eventuale procedimento relativo alle dichiarazioni rilasciate successivamente. Si tratta di episodi differenti, che possono essere valutati separatamente.

Possibili conseguenze anche per il Perugia

La vicenda potrebbe avere risvolti anche per il club biancorosso. L'articolo 23, al comma 5, stabilisce infatti la responsabilità della società per le dichiarazioni rese dai propri dirigenti e tesserati. Il comma 6 prevede che alla società possa essere applicata un'ammenda pari a quella inflitta all'autore delle dichiarazioni.

La stessa norma contempla una possibile attenuante in caso di pubblica dissociazione del club dalle dichiarazioni lesive e, in circostanze eccezionali, la dissociazione può persino costituire un'esimente.

Anche in questo caso, però, non si può dare per scontato che il Perugia venga sanzionato: occorre prima che siano accertati i presupposti della violazione e valutate le circostanze concrete.

Quando si saprà se Gaucci verrà sanzionato?

Per capire se lo sfogo successivo a Perugia-Vado avrà conseguenze disciplinari bisognerà attendere eventuali sviluppi da parte della Procura federale e gli atti ufficiali della giustizia sportiva.

L'articolo 124 del Codice FIGC stabilisce che, per i procedimenti relativi alle dichiarazioni lesive, il provvedimento di deferimento o di archiviazione debba intervenire entro trenta giorni dalla conoscenza delle dichiarazioni da parte della Procura federale.

Al momento, dunque, la questione resta aperta. Il punto decisivo sarà capire se le parole pronunciate da Alessandro Gaucci verranno considerate una critica, per quanto aspra, alla direzione arbitrale oppure dichiarazioni disciplinarmente rilevanti per aver messo in dubbio la buona fede e l'imparzialità degli ufficiali di gara. Soltanto sulla base di una valutazione ufficiale sarà possibile conoscere la natura e l'eventuale entità della sanzione.

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