07 Oct, 2026 - 10:09

Perugia, alla Rocca Paolina l’esposizione nazionale sui 40 anni di impegno per la pace

Perugia, alla Rocca Paolina l’esposizione nazionale sui 40 anni di impegno per la pace

Quarant’anni di storia raccontati attraverso immagini, oggetti, manifesti, progetti e testimonianze. Quarant’anni nei quali la parola pace è passata dalle piazze alle scuole, dalle istituzioni ai territori, dalle grandi mobilitazioni al lavoro quotidiano di associazioni, amministratori, educatori e cittadini.

È questo il filo conduttore dell’esposizione nazionale “La pace è un duro lavoro. 1986-2026”, inaugurata al Centro Espositivo della Rocca Paolina di Perugia in occasione del 40° anniversario del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, fondato nel capoluogo umbro il 9 ottobre 1986, nella città di Aldo Capitini.

La mostra, aperta fino al 10 ottobre, non si limita a celebrare una ricorrenza. Mette in fila materiali e storie di un percorso lungo quattro decenni e prova a porre una domanda che, alla luce dei conflitti contemporanei, assume un peso ancora maggiore: che cosa significa oggi lavorare per la pace e, soprattutto, che cosa può fare ciascuno per costruirla?

È il senso di un’esposizione che attraversa l’Umbria, l’Italia e il mondo e che, come spiegato dagli organizzatori, parte da Hiroshima per arrivare a Gaza, passando attraverso la prima Marcia PerugiAssisi, le esperienze delle città denuclearizzate, l’impegno per un’Europa di pace e per un’Onu dei popoli, l’educazione alla pace e la cultura della cura.

Perugia, alla Rocca Paolina 40 anni di storia per la pace

Il primo elemento che emerge dal percorso è proprio la dimensione temporale. Il 1986 non è solo l’anno indicato nel titolo dell’esposizione: rappresenta l’inizio di un’esperienza che ha messo in rete enti locali e territori attorno alla costruzione di una cultura della pace e dei diritti umani.

Quarant’anni dopo, quella storia torna alla Rocca Paolina attraverso materiali conservati nel tempo e riportati all’attenzione del pubblico. Immagini, oggetti, manifesti, progetti e documenti diventano così le tessere di un racconto nel quale le vicende internazionali si intrecciano con l’attività svolta a livello locale.

L’esposizione è stata organizzata dalla Provincia di Perugia e dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, in collaborazione con la Rete Nazionale delle Scuole per la Pace e la Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, con il patrocinio di Rai Umbria.

All’inaugurazione hanno partecipato numerose autorità e una folta rappresentanza di studenti e insegnanti dell’ITTS “Alessandro Volta” e del Liceo Scientifico Statale “Galileo Galilei” di Perugia.

Da Hiroshima a Gaza, 40 anni di storia tra guerre, marce e impegno civile

Il percorso espositivo attraversa alcune delle principali tappe della storia contemporanea della pace. L’immagine di Hiroshima apre idealmente un racconto che arriva fino alle guerre del presente e alle distruzioni di Gaza, mettendo in relazione la memoria delle tragedie del Novecento con un mondo ancora segnato da conflitti, riarmo, violenza e divisioni.

Nel mezzo ci sono la prima Marcia PerugiAssisi e le successive mobilitazioni, le iniziative delle città per la pace, le campagne per il disarmo e contro le armi nucleari, il lavoro per i diritti umani e quello sviluppato negli anni sul terreno dell’educazione.

È una prospettiva che consente di leggere la pace non soltanto come assenza di guerra. Nel racconto proposto dalla mostra entrano infatti anche la scuola, la formazione, la solidarietà, la partecipazione, la cura delle comunità e il rapporto tra istituzioni e cittadini.

Proprio per questo il percorso non guarda esclusivamente al passato. L’obiettivo indicato dagli organizzatori è quello di ricordare ciò che è stato fatto, comprendere il tempo presente e interrogarsi su ciò che ciascuno può fare oggi.

Presciutti: “La pace è un duro lavoro” come responsabilità di tutti

Nel corso dell’inaugurazione, il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti ha insistito proprio sul significato del titolo scelto per l’esposizione e sulla necessità di trasformare la memoria in uno strumento di riflessione collettiva.

"Il titolo di questa esposizione, La pace è un duro lavoro, rappresenta un impegno. Per questo penso che tutto questo materiale, anche in formato digitale e interattivo e con la possibilità di essere costantemente aggiornato, debba essere messo a disposizione di tutti.

L’obiettivo, quindi, è trovare degli spazi in cui questa mostra possa diventare permanente e possa continuare a crescere e a implementarsi anche attraverso l’ausilio delle nuove tecnologie."

L’idea è che il patrimonio raccolto in quattro decenni possa continuare a vivere, anche attraverso una dimensione digitale, raggiungendo un pubblico più ampio e soprattutto nuove generazioni.

La Provincia, nel presentare l’iniziativa, ha sottolineato infatti come il titolo “La pace è un duro lavoro” voglia ricordare che la costruzione della pace non riguarda soltanto i governi e i grandi decisori internazionali, ma coinvolge ciascuno nei luoghi e nelle comunità della vita quotidiana.

Flavio Lotti: “Il simbolo di un lavoro silenzioso” durato 40 anni

Oltre alla dimensione istituzionale c’è quella di chi ha accompagnato concretamente questo percorso nel corso degli anni. Flavio Lotti, ideatore e curatore dell’esposizione e figura storica del movimento della PerugiAssisi, ha posto l’accento sul valore dei materiali raccolti e, soprattutto, sulle persone che hanno contribuito a costruire questa storia.

"Noi li abbiamo conservati nel nostro ufficio per 40 anni, ma molto altro ancora c’è e non poteva essere raccolto in questi ambienti. Sono il simbolo di un lavoro silenzioso, spesso fatto nell’ombra da tante donne e tanti uomini che hanno creduto nella pace.

Come ci aveva ricordato Eleanor Roosevelt, non basta invocare la pace: bisogna crederci. E non basta crederci: bisogna lavorarci. Questa esposizione consegna proprio ai giovani i valori della pace e il compito di continuare a raccontarla e a costruirla nel mondo."

È forse questo uno dei passaggi più significativi dell’intera iniziativa. Dietro le grandi manifestazioni, le fotografie e i manifesti esposti alla Rocca Paolina c’è infatti un lavoro meno visibile, costruito nel tempo da persone e istituzioni che hanno scelto di continuare a occuparsi di pace anche quando il tema non occupava necessariamente il centro del dibattito pubblico.

La mostra prova a rendere visibile proprio quella parte della storia: non soltanto gli eventi, ma anche il lavoro che li ha resi possibili.

La scuola e i giovani al centro al centro dell'esposizione

Il coinvolgimento delle scuole non è quindi un elemento accessorio. La presenza degli studenti dell’ITTS “Alessandro Volta” e del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” rappresenta uno dei punti attorno ai quali ruota il significato più attuale dell’esposizione.

È agli studenti, infatti, che viene affidata una parte del passaggio di testimone. Non semplicemente come destinatari di una memoria costruita da altri, ma come soggetti chiamati a partecipare e a contribuire alla costruzione del presente.

“Su questi temi non ci si può dividere”, ha sottolineato Presciutti nel corso dell’inaugurazione, indicando anche il prossimo appuntamento che porterà a Perugia centinaia di delegati per un momento di confronto e costruzione.

E proprio sui giovani si concentra anche la riflessione di Lotti: "Sicuramente noi adulti, devo dire la verità, non siamo sempre un grande esempio. I giovani, invece, hanno valori importanti: tengono molto al pianeta e, soprattutto, credono nella possibilità di convivere in pace.

La scuola ne è un esempio, e i bambini e i ragazzi ci insegnano che è possibile. Per questo dobbiamo ascoltarli, dare loro lo spazio che meritano e, soprattutto, renderli protagonisti non solo del futuro, ma anche e soprattutto del presente."

Un messaggio che rovescia, almeno in parte, la consueta prospettiva secondo cui ai giovani viene affidato esclusivamente il compito di costruire il domani. Qui il passaggio di responsabilità viene anticipato: ragazzi e ragazze non sono soltanto i cittadini del futuro, ma possono essere protagonisti delle scelte e della cultura del presente.

Perugia, il 9 e 10 ottobre torna l’Assemblea delle Città per la Pace

La mostra si inserisce inoltre in un programma più ampio che farà di Perugia, il 9 e 10 ottobre, un punto di riferimento nazionale per il confronto sul tema della pace.

In occasione del quarantesimo anniversario della nascita del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani è infatti in programma l’Assemblea Nazionale delle Città per la Pace, con sessioni alla Sala dei Notari e un appuntamento alla Rocca Paolina dedicato proprio alla visita dell’esposizione e all’omaggio alle donne e agli uomini che hanno contribuito alla storia delle Città per la Pace.

Il programma prevede per il 9 ottobre una sessione dedicata alla costruzione di città “disarmate e disarmanti”, al rapporto tra comunità e scuola, alle città-mondo, all’accoglienza e alla solidarietà, oltre a una riflessione sulla diplomazia delle città e sulla cooperazione internazionale decentrata.

Il 10 ottobre sarà dedicato all’Assemblea Grande del Giro d’Italia per la Pace, con l’obiettivo di condividere il lavoro svolto, progettare le prossime iniziative e individuare nuove azioni per fermare le guerre, contrastare la corsa al riarmo e ricostruire una cultura e una politica di pace.

A chiudere l’assemblea sarà proprio Massimiliano Presciutti, nella sua veste di presidente del Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani.

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