Due vincitori, nove progetti musicali e una Sala dei Notari gremita per una manifestazione che ha riportato al centro della scena la canzone legata all’identità perugina.
È il bilancio della quinta edizione della Festa della Canzone Perugina, svoltasi domenica 11 ottobre a Palazzo dei Priori nell’ambito delle Giornate del Bartoccio.
A conquistare il primo posto ex aequo sono stati Samuele Brutti, in arte Sam Feios, con Dua morirò, e Tito Zoe Chiacchiera con Il profumo delle utopie. Terzo posto per il duo formato da Roberto Cecchetti e Stefano Giugliarelli, autore di Maestro ritorna.
L’appuntamento, inserito nell’ambito delle Giornate del Bartoccio, è stato promosso dalla Società del Bartoccio e dalla Famiglia Perugina, con il patrocinio del Comune di Perugia e il sostegno della Fondazione Perugia. Una manifestazione che, anno dopo anno, mette al centro la canzone legata alla città e al suo patrimonio linguistico, affidando ad autori e interpreti il compito di raccontare il territorio attraverso linguaggi musicali differenti.
Il verdetto della giuria ha assegnato il primo posto a pari merito a Brutti e Chiacchiera, riconoscendo il valore delle rispettive proposte.
Per Samuele Brutti, giovane artista che si presenta anche con il nome di Sam Feios, il risultato rappresenta un’affermazione al debutto nella manifestazione.
Il suo Dua morirò combina riferimenti alla tradizione cantautorale italiana con influenze della musica popolare carioca e del jazz, dando vita a un percorso sonoro che si allontana da una lettura esclusivamente nostalgica della canzone locale.
Per Tito Zoe Chiacchiera si tratta invece di una conferma, dopo la vittoria ottenuta nella precedente edizione con Il profumo delle utopie. La sua proposta si inserisce nel solco della canzone d’autore, con una particolare attenzione alla dimensione poetica del testo.
Il terzo posto è andato a Roberto Cecchetti e Stefano Giugliarelli con Maestro ritorna. I risultati sono stati annunciati al termine delle esibizioni, in un clima di partecipazione e attesa, con il pubblico coinvolto durante l’intera manifestazione.
Ai vincitori è stato consegnato un attestato ufficiale. Sul palco, il presidente della Società del Bartoccio, Renzo Zuccherini, ha inoltre mostrato il progetto di una stampa speciale su disco in vinile, destinata a riportare la dicitura relativa ai primi e secondi classificati.
Il programma ha riunito nove progetti, accomunati dal riferimento alla città ma differenti per linguaggio, stile e impostazione musicale. Andrea Proietti Bertolini, conosciuto come Bindlino, ha presentato Perugia spicchio di sole; i Perusna hanno portato sul palco Tramontana, brano dalle atmosfere neofolk; Antonella Falteri ha partecipato con Che fine hai fatto artista, mentre i Paltò hanno proposto Turreno, tra musica e vena cabarettistica.
Giuseppe Lavermicocca, in arte Jeb, ha interpretato Inno del Perugia, richiamando il legame tra musica e passione sportiva. Fernanda Cipriani e Carlotta Calderazzo hanno invece presentato Io sono il Tevere, accompagnando voce, pianoforte e fisarmonica in una proposta che mette al centro il rapporto con il paesaggio e il territorio.
A completare la rosa dei concorrenti sono stati i due vincitori, Samuele Brutti con Dua morirò e Tito Zoe Chiacchiera con Il profumo delle utopie, oltre al duo Cecchetti-Giugliarelli con Maestro ritorna.
La pluralità delle proposte ha rappresentato uno degli elementi caratterizzanti della quinta edizione. Dal neofolk alla canzone d’autore, passando per il cabaret e i richiami alla tradizione musicale, il concorso ha restituito una scena locale non riconducibile a un unico genere.
La canzone perugina si è presentata come uno spazio di espressione capace di accogliere linguaggi diversi, mantenendo un legame con la città senza rinunciare alla sperimentazione.
A valutare i brani e i testi è stata una giuria composta da Marco Baccarelli, Barbara Bucci di Sonidumbra, la giornalista Stella Carnevali, il musicista Maurizio Chiaraluce, la poetessa Antonella Giacon, il giornalista Lorenzo Materazzini di Rai Umbria e Giannermete Romani.
La conduzione è stata affidata a Graziano Vinti, che ha accompagnato le diverse esibizioni e i momenti dedicati alla proclamazione dei vincitori. Ad aprire l’appuntamento sono stati i saluti del presidente della Famiglia Perugina, Giovanni Brozzetti, seguiti da quelli di Renzo Zuccherini, presidente della Società del Bartoccio, e dell’assessore comunale alla Cultura, Fabrizio Croce.
Tra gli ospiti presenti figuravano Leandro Corbucci, Diego Mencaroni, Claudio Ferracci della Biblioteca delle Nuvole, Ada Mirabassi del Teatro di Figura, il pianista Fabio Afrune e Giulia Zeetti.
Una novità dell’edizione 2026 ha riguardato la proiezione dei testi delle canzoni su un maxischermo durante le esibizioni. La scelta ha consentito agli spettatori di seguire le parole dei brani e di avvicinarsi maggiormente ai contenuti delle composizioni, un aspetto significativo in un festival nel quale la lingua costituisce parte integrante dell’identità musicale.