La proposta Sase prevede partenza tra le 7 e le 7.40 e ritorno tra le 19.30 e le 20.30, con una tariffa ipotizzata di 85 euro a tratta. Ma il collegamento non è ancora deciso: prima servono il via libera regionale e l’iter sulla continuità territoriale.
Partire dall’Umbria nelle prime ore del mattino, trascorrere una giornata di lavoro a Milano e rientrare la sera. È questa la logica del progetto Perugia-Milano Linate che Sase, società di gestione dell’aeroporto internazionale dell’Umbria, ha sottoposto alla Regione e che giovedì è stato illustrato durante la seduta congiunta delle commissioni comunali competenti.
A fornire i dettagli è stato Umberto Solimeno, ex direttore generale dello scalo umbro e prossimo direttore dell’aeroporto di Parma. L’ipotesi prevede un volo da Perugia tra le 7 e le 7.40 del mattino e il collegamento di ritorno da Milano tra le 19.30 e le 20.30. La tariffa presa in considerazione è di 85 euro per singola tratta, quindi 170 euro per un viaggio di andata e ritorno.
Sono numeri già sufficientemente definiti per dare consistenza al progetto, ma non significano che il volo sia prossimo alla partenza. Non esistono ancora una compagnia aggiudicataria, una data di avvio o un bando già concluso.
La scelta degli orari chiarisce la funzione immaginata per il collegamento. Non soltanto turismo, ma soprattutto mobilità per professionisti, imprenditori, studenti, utenti dei servizi sanitari e persone che abbiano necessità di raggiungere Milano senza pernottare.
È questa, del resto, la motivazione con cui già nel novembre 2025 i consiglieri comunali Lorenzo Mazzanti e Federico Maria Phellas avevano sostenuto l’introduzione della continuità territoriale per lo scalo umbro, indicando Milano Linate e Roma Fiumicino tra le destinazioni da considerare.
Il progetto si basa proprio sul meccanismo degli oneri di servizio pubblico. L’Enac spiega che la continuità territoriale consente di imporre su determinate rotte condizioni di regolarità, frequenza, capacità e tariffazione che un vettore, valutando esclusivamente la convenienza commerciale, potrebbe non essere disponibile a garantire. Qualora nessuna compagnia accetti spontaneamente tali condizioni, può essere bandita una gara con compensazione pubblica.

Non sarebbe un modello inedito nell’Italia centrale. Dal novembre 2025 la continuità territoriale delle Marche comprende, tra le altre, le rotte Ancona-Roma Fiumicino e Ancona-Milano Linate, affidate attraverso gara.
Per Perugia, tuttavia, il percorso è ancora nella fase iniziale. Secondo quanto riferito in commissione, l’iter potrebbe richiedere almeno nove mesi e il primo passaggio necessario è l’assenso della Regione, chiamata a formalizzare la proposta prima dei successivi adempimenti nazionali ed europei.
Durante la seduta è stato approvato a maggioranza l’ordine del giorno presentato da Mazzanti e Phellas che impegna il Comune di Perugia a sostenere il percorso per la continuità territoriale e i collegamenti con Milano Linate e Roma Fiumicino.
Sul prezzo ipotizzato è intervenuto il consigliere di opposizione Edoardo Gentili, definendo i 170 euro andata e ritorno «un’ipotesi particolarmente vantaggiosa», pur invitando a verificare la possibilità di ottenere condizioni ancora più favorevoli.
Il dato va comunque interpretato correttamente. Gli 85 euro a tratta sono una previsione contenuta nel progetto, non una tariffa già disponibile sul mercato. Il costo effettivo dipenderà dall’impostazione degli oneri di servizio pubblico, dall’esito delle procedure e dalle condizioni alle quali un vettore sarà eventualmente disponibile a operare il collegamento.
La differenza è sostanziale: oggi si può parlare di un dossier sufficientemente dettagliato, non ancora di una nuova rotta acquisita dall’aeroporto dell’Umbria.
La seduta ha affrontato anche un secondo tema, distinto dal progetto Linate: l’addizionale sui diritti d’imbarco.
Un ordine del giorno dell’opposizione che chiedeva interventi per ridurla è stato respinto dalla maggioranza. In commissione è stato ricordato che dei 6,50 euro applicati per passeggero in partenza, la quota principale non viene incassata direttamente dal Comune e che un eventuale intervento richiederebbe il coinvolgimento di altri livelli istituzionali. Il valore complessivo indicato per l’Umbria è stato di circa 2,1 milioni di euro annui.
Per il momento, quindi, la novità più concreta rimane il dossier Perugia-Linate. Orari e tariffa ipotetica sono sul tavolo; il volo, invece, deve ancora attraversare l’intero percorso amministrativo e finanziario necessario per diventare operativo.