Dalla fondazione nel 1905 al ritorno di Alessandro Gaucci, la storia del Perugia Calcio è passata attraverso numerose presidenze, stagioni di crescita, promozioni e cambiamenti societari. Un percorso lungo oltre un secolo, nel quale alcuni dirigenti hanno lasciato un segno profondo, legando il proprio nome ai momenti più importanti del Grifo.
La nomina di Alessandro Gaucci riporta al centro della scena una figura già conosciuta nell'ambiente biancorosso. Figlio di Luciano Gaucci, storico presidente del Perugia negli anni Novanta e nei primi anni Duemila, Alessandro aveva già ricoperto la carica nel 2004-2005, dopo essere stato amministratore delegato del club per circa un decennio.
Ma chi sono stati i presidenti del Perugia nella sua storia? E quale posto occupa Alessandro Gaucci nella lunga successione dei dirigenti che hanno guidato la società? Per rispondere bisogna ripercorrere le diverse epoche del calcio biancorosso, dagli inizi del Novecento fino alla nuova fase societaria.
La storia della presidenza del Perugia comincia nel 1905, anno di fondazione della società. Il primo presidente fu Romeo Gallenga Stuart, figura alla quale è legato l'avvio del percorso del club. Nei decenni successivi si alternarono diversi dirigenti, in una fase nella quale il calcio italiano attraversò profonde trasformazioni e il Perugia costruì progressivamente la propria identità sportiva.
Dopo Gallenga Stuart, la presidenza passò a Vittorio Texeira, in carica dal 1912 al 1921, e a Giuseppe Taticchi, che guidò la società nella stagione 1921-1922. Proprio dal 1922 iniziò il lungo periodo di Tiberio Rossi Scotti, una delle figure più longeve nella storia dirigenziale biancorossa.
Rossi Scotti rimase alla guida del Perugia, con una breve interruzione nella successione delle cariche, fino al 1944. Nel corso di questi anni il club attraversò periodi differenti, compresi quelli segnati dalle difficoltà del calcio italiano durante la Seconda guerra mondiale.
Tra il 1932 e il 1934 la presidenza passò temporaneamente a Carlo Bassi ed Enrico Armanni, prima del ritorno di Rossi Scotti. Dopo il 1944 si aprì una fase di ricostruzione societaria, con Giorgio Bottelli e Giacobbe Preziotti, seguiti da Francesco Drommi, Ugo Lupattelli e Gaetano Salvi.
Quest'ultimo rimase presidente dal 1953 al 1962. Successivamente toccò a Orlando Baldoni, prima dell'arrivo di Lino Spagnoli, destinato a diventare uno dei nomi significativi della storia biancorossa.
Spagnoli guidò il Perugia dal 1966 al 1970 e nuovamente dal 1971 al 1972. Il suo nome è legato anche allo sviluppo del settore giovanile, con la fondazione del vivaio del Grifo negli anni Cinquanta. Durante la sua esperienza alla presidenza, il club ritrovò un percorso di crescita che lo riportò in Serie B dopo anni trascorsi nelle categorie inferiori.
Negli anni successivi si alternarono Adriano Spinelli, Spartaco Ghini e Dino Fanini. Fu proprio dopo questa successione di dirigenti che il Perugia entrò in una delle fasi più importanti della propria storia sportiva.
La presidenza di Franco D'Attoma, dal 1974 al 1983, rappresenta uno dei capitoli centrali nella storia del club. Sotto la sua guida, il Perugia conquistò per la prima volta la promozione in Serie A, raggiunta al termine del campionato di Serie B 1974-1975.
La squadra allenata da Ilario Castagner divenne protagonista di un ciclo destinato a rimanere nella memoria dei tifosi. Il momento più celebre arrivò nella stagione 1978-1979, quando il Perugia concluse il campionato di Serie A al secondo posto senza subire sconfitte: un risultato storico, che diede origine alla definizione di Perugia dei miracoli.
Quella squadra riuscì a competere con le principali formazioni italiane, costruendo una pagina indelebile della storia biancorossa. Il secondo posto in campionato, alle spalle del Milan, resta uno dei risultati più prestigiosi mai ottenuti dal club.
Dopo l'era D'Attoma, la presidenza tornò a Spartaco Ghini, seguita da Salvatore Gadaleta, Dino Fanini, Luciano Ghirga e Giancarlo Tinarelli. Il 1991 segnò poi una nuova svolta con l'arrivo di Luciano Gaucci.
Luciano Gaucci assunse la guida del Perugia nel 1991 e rimase legato alla presidenza fino al 2004, attraverso periodi societari differenti. La sua gestione coincise con una delle scalate sportive più importanti del club: il ritorno in Serie A e la permanenza nella massima categoria per diverse stagioni.
Nel corso degli anni Novanta il Perugia risalì dalla Serie C1 alla Serie A, tornando a confrontarsi con il calcio di vertice. Alla crescita sportiva contribuirono anche scelte di mercato che portarono in Umbria calciatori destinati a raggiungere una notevole notorietà, tra cui Hidetoshi Nakata e Milan Rapaić.
Nel 2003 arrivò inoltre la conquista della Coppa Intertoto UEFA, il primo e finora unico trofeo UEFA vinto dal Perugia. Un risultato che completò una fase particolarmente significativa della storia recente del club.
Durante l'era Gaucci, la presidenza passò formalmente anche a Silvio Alfredo Salerni tra il 1993 e il 1996, mentre Luciano Gaucci rimase la figura di riferimento della proprietà. La cronologia societaria va quindi letta distinguendo la guida effettiva del club dalle persone che ricoprirono formalmente la carica.
Alessandro Gaucci non arriva alla presidenza del Perugia per la prima volta. Entrato nell'organigramma societario negli anni Novanta, ricoprì il ruolo di amministratore delegato dal 1994 al 2004 e fu presidente nella stagione 2004-2005.
La sua esperienza è dunque legata direttamente alla fase conclusiva dell'era della famiglia Gaucci. Da dirigente partecipò alla gestione del club durante gli anni della crescita sportiva e delle campagne di mercato che contribuirono a riportare il Perugia stabilmente sotto i riflettori nazionali.
Dopo il fallimento del Perugia Calcio nel 2005, Alessandro proseguì la propria attività nel mondo del calcio anche all'estero. Nel 2012 entrò nel progetto del Cadice, in Spagna, ricoprendo il ruolo di direttore sportivo, e nel 2016 lavorò anche con il Marbella.
Il ritorno in Umbria, annunciato nell'ambito del nuovo progetto societario del 2026, riporta quindi alla guida del Grifo una persona che conosce già la società e il suo ambiente. La nuova nomina apre un capitolo diverso rispetto a quello vissuto vent'anni prima, in un contesto societario e sportivo profondamente cambiato.
Dopo l'uscita di scena della famiglia Gaucci, il Perugia attraversò un periodo particolarmente complesso. Nel 2005 la presidenza passò a Vincenzo Silvestrini, seguito nel 2007 da Pierangelo Silvestrini, con Enzo Di Marzo indicato nella cronologia storica dello stesso periodo.
Dal 2008 al 2010 la società fu guidata da Leonardo Covarelli, mentre tra il 2010 e il 2012 la presidenza spettò a Roberto Damaschi. Nell'estate 2012 la figura del presidente venne sostituita da quella dell'amministratore unico, ruolo ricoperto da Massimiliano Santopadre.
Santopadre rimase amministratore unico fino al 2014, anno in cui assunse formalmente la presidenza. La sua gestione proseguì fino al 2024, attraversando stagioni di Serie B e Serie C e accompagnando il club in una fase caratterizzata da diversi cambiamenti sportivi.
Nel settembre 2024 arrivò Javier Faroni, primo presidente non italiano nella storia del Perugia, come comunicato ufficialmente dalla società. La sua esperienza si è inserita in una nuova fase del percorso biancorosso, prima dell'accordo societario del 2026 che ha riportato Alessandro Gaucci al centro del progetto.
Stabilire il numero esatto di Alessandro Gaucci nella successione dei presidenti richiede una precisazione. La cronologia storica disponibile elenca trenta presidenti fino a Javier Faroni, ma Gaucci compare già nell'elenco per il mandato del 2004-2005.
Per questo motivo, la sua nuova nomina non deve essere conteggiata automaticamente come quella di un nuovo presidente in termini assoluti: si tratta del ritorno di una persona che aveva già ricoperto l'incarico. Inoltre, tra il 2012 e il 2014 la carica presidenziale risultò vacante, con Massimiliano Santopadre amministratore unico.
Il dato più corretto da evidenziare è quindi che Alessandro Gaucci torna alla presidenza del Perugia dopo oltre vent'anni dal precedente mandato. Una continuità storica che rende la sua nomina diversa da quella di un dirigente alla prima esperienza con il Grifo.
La storia delle presidenze biancorosse dimostra come il Perugia abbia attraversato epoche molto diverse: dalle prime figure del Novecento al lungo periodo di Rossi Scotti, dal Perugia dei miracoli di D'Attoma alla crescita sotto Luciano Gaucci, fino alle gestioni più recenti. Ora il nome di Alessandro Gaucci si aggiunge a un nuovo capitolo, con il compito di dare forma al futuro del club partendo da una conoscenza già maturata nel passato.