06 Sep, 2026 - 12:51

Perugia, torna dopo 11 anni la Festa dell’Unità: sei giorni di politica, confronto e socialità tra città, sanità e giovani

Perugia, torna dopo 11 anni la Festa dell’Unità: sei giorni di politica, confronto e socialità tra città, sanità e giovani

Dopo undici anni di assenza, la Festa Democratica dell’Unità torna a Perugia. Dal 7 al 12 settembre, l’area del Cva di Case Nuove ospiterà sei giornate di incontri, dibattiti, musica e socialità, riportando nel capoluogo un appuntamento che mancava dal settembre 2015.

Il dato temporale è anche quello politicamente più significativo. Perugia non ritrova soltanto una manifestazione del Partito Democratico: ritrova un luogo fisico nel quale il partito prova a rimettere in relazione amministrazione, iscritti, militanti, giovani e cittadini, dopo una lunga interruzione. La nuova Festa arriva infatti a un anno dall'insediamento del gruppo dirigente guidato dal segretario comunale Stefano Moretti, che ha indicato tra gli obiettivi del nuovo corso proprio la ripresa della manifestazione.

In questi dodici mesi il Pd perugino ha lavorato alla riattivazione dei circoli, alle iniziative pubbliche e alle campagne politiche, inserendo il ritorno della Festa all'interno di un progetto più ampio di rilancio del partito come soggetto politico. "L'ultima volta si è svolta nel settembre 2015 ed era quindi ora che si ripartisse, per discutere e stare insieme", ha spiegato Moretti alla presentazione. Non è quindi soltanto una questione di calendario. La Festa diventa il luogo attraverso il quale il Pd perugino prova a misurare la propria capacità di tornare a discutere fuori dalle sedi istituzionali, in un momento nel quale il centrosinistra governa la città e la Regione e nel quale il partito è chiamato a costruire una propria identità politica dentro questa nuova stagione amministrativa.

Lunedì si parte dalla città: Ferdinandi apre il confronto

La prima giornata, lunedì 7 settembre, prenderà il via alle 18 con i saluti del segretario comunale del Pd Stefano Moretti, della segretaria dei Giovani Democratici di Perugia Angela De Nicola e del segretario della federazione provinciale Lodovico Baldini.

Alle 18.30 arriverà subito il primo appuntamento politico della Festa: “Perugia nel prossimo decennio: una visione e un progetto”, con la sindaca Vittoria Ferdinandi, intervistata da Moretti. La scelta di aprire con la sindaca non è casuale. Prima ancora dei temi nazionali, la Festa mette al centro la città e il suo futuro, chiedendo all'amministrazione di confrontarsi su una prospettiva che va oltre la singola scadenza amministrativa.

Il titolo dell'incontro guarda infatti ai prossimi dieci anni e porta sul tavolo il tema delle trasformazioni di Perugia, dei servizi, dello sviluppo, della mobilità, delle politiche sociali, della cultura e della qualità urbana. Ma c'è anche un altro elemento: il confronto con Ferdinandi consente al Pd di mettere in relazione la propria dimensione politica con quella amministrativa. Il partito sostiene infatti una maggioranza che governa Palazzo dei Priori, ma allo stesso tempo deve continuare a elaborare idee, priorità e una propria visione della città.

Dalla città alla sanità, il secondo appuntamento della giornata

Alle 21 il programma si sposterà su uno dei temi più sensibili del dibattito politico contemporaneo: “Sanità universale: l’Italia ad una svolta”. Il confronto sarà moderato da Stefano Moretti e vedrà la partecipazione di Sabrina Morosi, Riccardo Brugnetta, Maria Pia Bruscolotti, Elisabetta Rossi, Mauro Zampolini, Virginia Libero e Marina Sereni, responsabile nazionale Salute e Sanità del Partito Democratico.

Il tema assume un rilievo particolare anche nel quadro regionale. La sanità è infatti uno dei terreni sui quali si misura quotidianamente il rapporto tra cittadini e istituzioni, dalla rete ospedaliera ai servizi territoriali, dall'accesso alle cure alle liste d'attesa. A Perugia il confronto arriva inoltre pochi giorni dopo la Festa dell'Unità di Terni, che dal 28 agosto al 6 settembre è stata caratterizzata proprio dalla dimensione nazionale dedicata alla sanità e alla salute.

La prima giornata si chiuderà quindi, dalle 23, con un Dj set.

Martedì la Festa cambia generazione

Se il lunedì guarda soprattutto alla città e ai temi dell'amministrazione, martedì 8 settembre sarà invece la giornata costruita interamente dai Giovani Democratici.

È uno dei passaggi che più caratterizzano il nuovo impianto della Festa. Non semplicemente uno spazio riservato ai giovani, ma una giornata nella quale una generazione entra direttamente nella costruzione dei contenuti e del confronto politico.

Alle 17.30 si parlerà di “Per una società più equa: lavoro povero e redistribuzione economica”. A moderare sarà Angela De Nicola; al confronto parteciperanno Simone Emili, segretario regionale dei Giovani Democratici, Nicoletta Schembari, coordinatrice di Udu Perugia, Marco Damiani, amministratore unico di AUR, Simone Pampanelli, segretario generale della Cgil Perugia, Tommaso Sasso, coordinatore di Una Cosa di Sinistra, e la senatrice Pd Susanna Camusso.

Il lavoro povero, la redistribuzione e la possibilità di costruire un'autonomia economica diventano così il punto di partenza per una discussione che riguarda direttamente le condizioni materiali delle nuove generazioni.

“Generazioni che si incontrano”

La presenza dei Giovani Democratici non è però soltanto organizzativa. È uno degli elementi attraverso i quali il Pd prova a dare un significato al ritorno della Festa dopo undici anni.

"Molti della nostra generazione - ha dichiarato Angela De Nicola, segretaria Giovani Democratici Perugia e componente segreteria nazionale Gd - non hanno mai vissuto la Festa nella nostra città quindi abbiamo voluto riportare sul territorio questo momento importante con generazioni che si incontrano per uno scambio che acquista valenza politica con punti di vista differenti".

La dichiarazione contiene, in fondo, uno dei nodi centrali dell'edizione 2026: ricostruire una continuità politica e generazionale che a Perugia si era interrotta anche fisicamente insieme alla Festa. Per chi ha vissuto le manifestazioni del passato, il ritorno rappresenta una ripresa. Per molti giovani, invece, è un'esperienza nuova. Ed è proprio in questa distanza generazionale che il Pd individua uno spazio politico da ricostruire.

“Città a misura di tutte”, il confronto della sera

Alle 21 la seconda giornata proseguirà con “Città a misura di tutte”, appuntamento dedicato alla dimensione urbana, alle politiche sociali e alla rappresentanza.

Il confronto sarà moderato da Beatrice Imperio e vedrà la partecipazione di Angela De Nicola, Monia Bravi, Lorenzo Ermenegildi Zurlo, capogruppo Pd in Consiglio comunale, Francesca Pasquino, consigliera comunale e provinciale, Sarah Bistocchi, presidente dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, e Giulia Blasi, della Conferenza nazionale delle democratiche.

Anche in questo caso il titolo dell'incontro parte dalla città per allargare il ragionamento a una questione politica più generale: quanto una città sia realmente accessibile, inclusiva e capace di rispondere a bisogni differenti.

Il confronto toccherà quindi inevitabilmente politiche sociali, servizi, rappresentanza e condizioni di vita, mettendo in relazione la dimensione amministrativa con quella politica.

La giornata si concluderà dalle 23 con musica e intrattenimento.

Non solo dibattiti: il ritorno della dimensione comunitaria

Oltre al programma politico ci sarà anche quella componente conviviale che storicamente costituisce una parte essenziale delle Feste dell'Unità.

Il Cva di Case Nuove sarà quindi anche spazio di incontro, ristorazione, musica e socialità. Durante le giornate sarà inoltre presente il banchetto per il tesseramento al Partito Democratico. Prevista anche una lotteria, con biglietti al costo di 2 euro e premi sotto forma di buoni da utilizzare presso Quality Service Food.

Sono aspetti apparentemente secondari rispetto ai dibattiti, ma assumono un significato preciso proprio alla luce dell'assenza di undici anni. La Festa, infatti, non nasce soltanto per organizzare una successione di incontri: nasce per ricreare un luogo nel quale stare insieme e discutere di politica anche al di fuori della politica istituzionale.

Un anno di nuovo corso dietro il ritorno

Il ritorno della Festa è stato presentato dal Pd come uno degli obiettivi del percorso avviato dopo il congresso cittadino del 2025. Il nuovo gruppo dirigente si è insediato nel settembre dello scorso anno e, secondo quanto ricostruito nella presentazione dell'iniziativa, ha lavorato alla riattivazione dei circoli, alla costruzione di campagne e a una maggiore presenza pubblica del partito. Tra i temi affrontati nell'ultimo anno figurano anche il diritto alla casa, la violenza contro le donne, l'amministrazione partecipata e le iniziative legate al dibattito sulla giustizia e alla situazione internazionale.

La Festa arriva quindi come una sorta di verifica sul campo di quel percorso. Non soltanto perché rappresenta un appuntamento organizzativo impegnativo, ma perché costringe il partito a misurarsi con la capacità di aprire il proprio spazio di discussione oltre la dimensione degli iscritti.

Dal Comune alla Regione, il confronto proseguirà per tutta la settimana

Il programma non si esaurirà nei primi due giorni. La Festa sarà anche occasione di confronto con le istituzioni regionali e con altri esponenti del centrosinistra.

Tra gli appuntamenti successivi è prevista infatti la partecipazione della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, mentre nel programma sono annunciati anche esponenti nazionali come Marina Sereni, Alessandro Alfieri, Michele Fina, Matteo Ricci, Andrea Casu, Nicola Zingaretti, Roberto Speranza e Arturo Scotto.

Il confronto si allargherà quindi progressivamente dalla dimensione cittadina a quella regionale e nazionale, mantenendo però Perugia come punto di partenza.

È questa, probabilmente, la caratteristica più interessante della Festa 2026: non una semplice riproposizione di un format del passato, ma un tentativo di utilizzare quel format per rimettere in comunicazione livelli diversi della politica. La città, la Regione, il partito, i giovani, il lavoro, la sanità, i servizi e le politiche sociali finiscono così dentro lo stesso spazio.

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