Nove punti disponibili, zero conquistati nelle ultime tre partite. Otto gol incassati e nessuno realizzato. Sono numeri che fotografano con estrema chiarezza il momento del Perugia, reduce dalla terza sconfitta consecutiva dopo i ko contro Ravenna, Spezia e Grosseto. Un rendimento che inevitabilmente alimenta interrogativi e preoccupazioni, soprattutto perché il Grifo si trova ora a dover interrompere una striscia negativa che ha cambiato il clima intorno alla squadra.
La classifica, nonostante tutto, racconta ancora una situazione che non è compromessa: il Perugia è fermo a quota sette punti, frutto di due vittorie, un pareggio e tre sconfitte. Il problema riguarda soprattutto la brusca frenata delle ultime settimane e, più in generale, la difficoltà nel trovare continuità di risultati e di prestazioni.
Bisogna però inserire questo avvio in un contesto particolare. La costruzione della rosa è avvenuta in larga parte nella fase conclusiva del mercato, contemporaneamente al passaggio societario. Anche Aimo Diana è arrivato senza aver avuto la possibilità di svolgere il ritiro estivo con il gruppo e di lavorare dall’inizio sulla propria idea di calcio. Il tecnico ha quindi iniziato a conoscere realmente i suoi giocatori durante le partite ufficiali, in un processo di costruzione che normalmente avrebbe richiesto settimane di allenamenti e amichevoli.
La parola chiave, dunque, resta tempo. Il problema è che il campionato non concede pause e ogni passaggio a vuoto produce conseguenze sulla classifica.
La sconfitta per 2-0 sul campo del Grosseto ha aggiunto un altro capitolo alla serie negativa del Perugia. Una gara nella quale il risultato non racconta però completamente quanto accaduto sul terreno di gioco. Il Grifo ha infatti avuto alcune opportunità per sbloccare la partita, ma ancora una volta non è riuscito a trasformare in gol quanto costruito.
A indirizzare il match sono state soprattutto due ingenuità. La prima ha portato al calcio di rigore che ha consentito al Grosseto di passare in vantaggio. La seconda è arrivata nella ripresa, quando una punizione ha prodotto l’espulsione di Papazov, complicando ulteriormente il tentativo del Perugia di rimettere in equilibrio l’incontro.
Nonostante l’inferiorità numerica e il risultato sfavorevole, il Grifo ha continuato a cercare la rete che avrebbe potuto riaprire la partita. Il gol, però, non è arrivato. Ed è proprio questo uno degli aspetti sui quali Diana dovrà intervenire maggiormente nelle prossime settimane.
Sul piano tattico, qualcosa del nuovo Perugia comincia comunque a intravedersi. Il 3-5-2 a trazione offensiva pensato dall’allenatore sta progressivamente mostrando alcuni dei propri meccanismi: maggiore presenza nella metà campo avversaria, sviluppo attraverso gli esterni e ricerca di soluzioni offensive con più uomini coinvolti. La squadra, tuttavia, deve ancora trovare equilibrio e continuità nell’applicazione di questi principi.
Il prossimo appuntamento rappresenterà già un altro banco di prova importante. Al Curi arriverà la Reggiana, formazione indicata tra quelle che puntano alle posizioni di vertice e ambiscono al salto di categoria. Un avversario di livello che renderà ancora più significativo il risultato della prossima gara.
Per il Perugia sarà necessario trasformare i segnali mostrati sul piano del gioco in qualcosa di concreto. Perché le occasioni possono rappresentare un passo avanti, ma alla fine sono i gol e i punti a determinare il cammino in campionato.
Se gli otto gol subiti nelle ultime tre giornate rappresentano un campanello d’allarme evidente, c’è un’altra statistica che merita altrettanta attenzione: il Perugia non segna da tre partite consecutive.
Contro il Ravenna e contro lo Spezia la produzione offensiva era stata limitata e la squadra aveva faticato a creare occasioni realmente pericolose. A Grosseto, invece, il copione è stato differente. Il Grifo ha costruito alcune situazioni interessanti, arrivando anche alla conclusione, ma è mancata la giocata decisiva negli ultimi metri.
Il problema, quindi, non può essere ricondotto soltanto alla quantità delle occasioni. Il Perugia deve riuscire a migliorare la qualità delle proprie conclusioni, la precisione nell’ultimo passaggio e soprattutto la capacità di sfruttare i momenti favorevoli delle partite.
Per trovare una striscia di tre sconfitte consecutive senza gol segnati bisogna tornare indietro nel tempo. Nella stagione 2019-20, quando il Perugia militava in Serie B, tra il 15 e il 29 febbraio 2020 arrivarono tre ko consecutivi: 1-0 contro il Frosinone, 1-0 contro l’Empoli e 1-0 contro il Pisa.
Un’altra situazione simile si era verificata nella stagione 2015-16, sempre in Serie B. Tra il 19 e il 24 gennaio 2016 il Perugia perse tre partite consecutive senza riuscire a segnare: 1-0 contro il Vicenza, 1-0 contro il Como e 4-0 contro il Pescara.
Sono naturalmente contesti differenti rispetto a quello attuale. Il Perugia di oggi è una squadra profondamente rinnovata, con un allenatore arrivato a stagione iniziata e un organico costruito in tempi ristretti. Il lavoro di Diana è quindi ancora in fase di sviluppo.
Le attenuanti esistono, ma non possono cancellare l’urgenza del risultato. Dopo tre sconfitte consecutive, il Grifo deve necessariamente tornare a muovere la classifica. Non soltanto per una questione numerica, ma anche per recuperare fiducia e restituire serenità a un ambiente che ha visto rapidamente cambiare il giudizio sulla squadra dopo un avvio da sette punti nelle prime tre giornate.
Il prossimo appuntamento contro la Reggiana arriva quindi in un momento delicato. Il Perugia ha bisogno di ritrovare il gol, limitare gli errori individuali e dare concretezza a quei meccanismi offensivi che Diana sta progressivamente cercando di costruire. Il cantiere biancorosso è ancora aperto, ma adesso servono risposte sul campo.