15 Oct, 2026 - 10:06

Perugia, alla Galleria Nazionale una giornata di studi sulla pittura etrusca nell'ambito di Velimna

Perugia, alla Galleria Nazionale una giornata di studi sulla pittura etrusca nell'ambito di Velimna

Dalle decorazioni delle tombe alle immagini legate alla memoria delle famiglie aristocratiche, dai colori delle urne funerarie alle tecniche utilizzate dagli antichi pittori.

La pittura etrusca è stata al centro del convegno “La pittura in Etruria”, ospitato dalla Galleria Nazionale dell’Umbria nell’ambito della 24ª edizione di “Velimna. Gli Etruschi del Fiume”, la manifestazione promossa dall’Associazione culturale Pro Ponte Etrusca Aps per approfondire e valorizzare la storia della civiltà etrusca e le sue testimonianze nel territorio perugino.

Una giornata di studi che ha riunito studiosi, ricercatori, professionisti del Ministero della Cultura, docenti universitari e rappresentanti delle istituzioni museali italiane, mettendo in dialogo competenze e prospettive differenti.

Il programma ha attraversato alcuni dei contesti più significativi dell’arte etrusca, dalle prime manifestazioni artistiche alle grandi tombe dipinte di Tarquinia e Orvieto, fino al patrimonio archeologico di Perugia, con un approfondimento sulle decorazioni e sui colori delle urne della Necropoli del Palazzone.

Al centro dell’incontro non soltanto il valore estetico delle opere, ma anche ciò che le immagini possono raccontare delle società che le produssero: credenze, rituali, rapporti di potere, identità familiari e concezioni dell’aldilà.

La pittura, in questo senso, costituisce una fonte preziosa per ricostruire aspetti della vita etrusca che le sole testimonianze architettoniche o materiali non sempre consentono di restituire nella loro complessità.

Tra gli argomenti di maggiore interesse, gli affreschi della Tomba François di Vulci, recentemente acquisiti dallo Stato e oggi esposti al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, a Roma.

Un caso emblematico del valore storico e artistico della pittura etrusca, tornato al centro dell’attenzione anche grazie alle nuove ricerche e agli interventi di restauro.

Servizio a cura di Giampiero Tasso

Una giornata di studi sulla pittura etrusca

La Tomba François rappresenta una delle testimonianze più importanti per comprendere il ruolo della pittura nella società etrusca. Scoperta nel 1857 dall’archeologo Alessandro François nella necropoli di Vulci, la sepoltura custodisce un articolato ciclo figurativo nel quale si intrecciano riferimenti mitologici e scene legate alla tradizione storica etrusca.

La vicenda degli affreschi è stata segnata anche da importanti passaggi storici. Nel 1863, per volontà del principe Alessandro Torlonia, le pitture furono staccate dalle pareti della tomba e trasferite a Roma, a Villa Albani, entrando così in una lunga storia collezionistica. La recente acquisizione da parte dello Stato ha restituito le opere al patrimonio pubblico, rendendole accessibili nell’ambito del percorso espositivo del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.

Il ciclo pittorico, databile al IV secolo avanti Cristo, è particolarmente significativo per la presenza di scene che richiamano la memoria storica e politica delle élite etrusche. Le raffigurazioni di Mastarna e dei fratelli Vibenna, personaggi legati anche alla tradizione sulle origini di Roma, mostrano come la decorazione funeraria potesse svolgere una funzione che andava oltre il semplice ornamento: attraverso le immagini, una famiglia aristocratica poteva celebrare le proprie origini, costruire una memoria condivisa e affermare il proprio ruolo nella comunità.

Le pitture della Tomba François costituiscono inoltre un importante campo di indagine per lo studio delle tecniche artistiche, dei pigmenti e delle modalità esecutive.

Gli interventi di restauro e le nuove ricerche possono contribuire a chiarire dettagli non sempre immediatamente leggibili, offrendo nuove informazioni sulla realizzazione delle scene e sul programma figurativo complessivo.

A questi aspetti è stato dedicato l’intervento “Il Ritorno degli eroi: nuove ricerche sulla Tomba François di Vulci”, con Luana Toniolo, direttrice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, e Gloria Adinolfi e Rodolfo Carmagnola della società Pegaso.

Dalle tombe di Tarquinia e Orvieto alle origini della pittura etrusca

Il convegno ha allargato lo sguardo agli altri grandi centri dell’Etruria, mettendo a confronto testimonianze che, pur appartenendo a contesti diversi, permettono di ricostruire l’evoluzione dei linguaggi figurativi e il significato attribuito alle immagini nel mondo funerario.

Ad aprire gli approfondimenti scientifici è stato Francesco Roncalli, professore emerito dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, con l’intervento “Magia e pittura in Etruria”.

Il programma è proseguito con Luca Pulcinelli, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, che ha affrontato il tema delle tombe dipinte di Orvieto, dalle scoperte agli interventi di restauro più recenti.

La pittura funeraria di Tarquinia è stata invece al centro del contributo di Lucio Fiorini, docente dell’Università degli Studi di Perugia, dal titolo “Rappresentare il reale, costruire l’altrove. Immagini, pratiche e simboli della pittura funeraria di Tarquinia”.

Un approfondimento che ha permesso di guardare alle decorazioni sepolcrali come a un sistema complesso di immagini, nel quale la rappresentazione della realtà si intreccia con la dimensione simbolica e con le credenze legate alla morte.

Alle prime forme di espressione artistica è stato dedicato l’intervento “Alle origini dell’arte: l’Etruria preistorica”, di Silvia Casciarri, direttrice dell’Area archeologica di Carsulae e del Museo Archeologico Nazionale e Teatro romano di Spoleto. Francesco Marcattili, dell’Università degli Studi di Perugia, ha invece approfondito il tema degli allori della Tomba dell’Orco, contribuendo al confronto sui significati delle immagini e sulla loro interpretazione.

Nel pomeriggio, l’attenzione si è spostata sulle tecniche di realizzazione delle pitture. Maria Cristina Tomassetti, funzionaria restauratrice conservatrice del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia, insieme a Gloria Adinolfi e Rodolfo Carmagnola, ha presentato “Dal disegno al colore: sulle tracce della téchne nelle tombe di Tarquinia”.

Il confronto tra archeologia, storia dell’arte e restauro ha permesso di considerare la pittura etrusca non soltanto come un insieme di opere da conservare, ma come una testimonianza da interrogare attraverso metodi di ricerca differenti.

Disegni, pigmenti, superfici e tecniche esecutive diventano così strumenti per approfondire la conoscenza delle comunità antiche e dei loro sistemi di rappresentazione.

Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone, i colori delle urne al centro della ricerca

Uno spazio specifico è stato riservato al patrimonio archeologico di Perugia, con un approfondimento sulle decorazioni e sui colori delle urne cinerarie della Necropoli del Palazzone.

Il contributo “I colori degli Etruschi sulle urne della Necropoli del Palazzone” ha coinvolto Maria Angela Turchetti, direttrice dell’Ipogeo dei Volumni e della Necropoli del Palazzone, Paola Comodi, docente dell’Università degli Studi di Perugia, e Maximiliano Fastelli, ricercatore dello stesso ateneo.

L’argomento ha riportato l’attenzione su un patrimonio strettamente legato alla storia del territorio e alla presenza etrusca nell’area perugina. Situato a Ponte San Giovanni, l’Ipogeo dei Volumni è uno dei complessi funerari più significativi dell’Etruria interna.

La tomba monumentale, appartenente alla famiglia dei Velimna, conserva testimonianze che contribuiscono a ricostruire le pratiche funerarie e le forme di autorappresentazione delle élite locali.

Oltre all’ipogeo, la Necropoli del Palazzone documenta la ricchezza del patrimonio archeologico dell’area. Lo studio delle urne cinerarie, delle loro decorazioni e dei colori permette di ampliare le conoscenze sulle tecniche artistiche e sulle scelte figurative, restituendo una dimensione visiva che rischia di essere trascurata quando i reperti vengono osservati soltanto attraverso i materiali o le forme.

La ricerca sui colori assume particolare rilievo anche per comprendere come le opere apparissero originariamente e quale ruolo avessero le decorazioni nel contesto funerario.

Le informazioni ricavate dall’analisi delle superfici e dei materiali possono contribuire a precisare la conoscenza delle tecniche utilizzate e a valorizzare testimonianze che continuano a offrire nuovi spunti di studio.

Il coinvolgimento dei Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali Umbria ha rappresentato un elemento centrale della giornata, con la partecipazione delle direttrici dei musei ai saluti istituzionali, al coordinamento delle sessioni e agli approfondimenti scientifici. Un contributo che ha rafforzato il legame tra la ricerca universitaria e le istituzioni responsabili della tutela e della valorizzazione del patrimonio.

Velimna, la 24ª edizione punta a valorizzare la civiltà etrusca e il territorio umbro

Il convegno “La pittura in Etruria” è uno degli appuntamenti della 24ª edizione di “Velimna. Gli Etruschi del Fiume”, manifestazione promossa dal 2002 dall’Associazione culturale Pro Ponte Etrusca Aps di Ponte San Giovanni.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere la conoscenza della civiltà etrusca e valorizzare le testimonianze archeologiche del territorio, con particolare attenzione all’Ipogeo dei Volumni, meta di visitatori provenienti anche dall’estero.

Nel corso degli anni Velimna ha costruito un programma che affianca agli approfondimenti scientifici iniziative divulgative, mostre, conferenze e rievocazioni in costume. Un modello che punta a mettere in relazione la ricerca specialistica con la partecipazione del pubblico, offrendo occasioni per avvicinarsi alla storia antica attraverso linguaggi e modalità differenti.

L’edizione 2026 dedica particolare attenzione alla pittura, scelta come filo conduttore per approfondire le forme di espressione artistica degli Etruschi e il valore delle immagini nella loro cultura. Il progetto è sostenuto dalla Regione Umbria e dal Comune di Perugia e si avvale della collaborazione del Ministero della Cultura, dell’Università degli Studi di Perugia e della Provincia di Perugia.

Il calendario prosegue con appuntamenti dedicati alla conoscenza del patrimonio archeologico e museale, tra visite, incontri e iniziative divulgative. Dopo il convegno alla Galleria Nazionale dell’Umbria, sono previste per il 24 e 25 ottobre visite a Milano, con tappe alla Fondazione Rovati, alla mostra “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari” e alla Pinacoteca di Brera.

Dal 14 al 22 novembre le iniziative si sposteranno alla Rocca Paolina di Perugia, nella sala del CERP, con una mostra, visite guidate, presentazioni di libri e altri momenti di approfondimento.

Tra gli appuntamenti annunciati figurano un incontro sul progetto “La musica perduta degli Etruschi”, la presentazione degli atti del convegno Velimna 2025 e un premio per le migliori tesi di laurea triennali e magistrali in ambito archeologico. La manifestazione si concluderà il 22 novembre con una visita guidata agli scavi archeologici sotto la Cattedrale di San Lorenzo.

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