Il pesante ko interno maturato dal Perugia contro il Vado (0-2) accende un post-partita a dir poco infuocato. Nella pancia dello stadio "Curi", Alessandro Gaucci si presenta ai microfoni visibilmente furioso e dà vita a uno sfogo senza precedenti, attaccando frontalmente la direzione arbitrale e mettendo in discussione la sua stessa permanenza nel club. Un fiume in piena, che scuote l'intero ambiente biancorosso.
Il dirigente non ha usato mezzi termini per giudicare l'operato della terna e del quarto uomo, definendoli del tutto inadeguati per gestire una partita a questi livelli. Sotto la lente d'ingrandimento c'è l'episodio del contatto in area ai danni di van Amersfoort, considerato da Gaucci un penalty solare e clamoroso.
Secondo il manager biancorosso, l'impossibilità che un simile fallo non sia stato ravvisato nemmeno dalla tecnologia dimostra una chiara malafede atta a colpire il Perugia.
Le sue parole sono state durissime nel definire l'atteggiamento dei direttori di gara come arrogante, saccente e strafottente, affermando che uno scarso del genere non potrebbe arbitrare neanche i pulcini del pollaio e che questa gente non deve stare più nel mondo del calcio.
Gaucci ha poi allargato il discorso ai piani societari e al futuro del Grifo. Pur ribadendo di essere tornato in Umbria con massimo entusiasmo e potendo contare su una proprietà fortissima alle spalle, il manager ha espresso il forte sospetto che la sua figura destabilizzi qualcuno: "Ci sarebbe tanto da dire, ringrazio la gente presente allo stadio questa sera, perchè non vedevo da anni un tifo così. Faccio i complimenti alla squadra perché in parità numerica avremmo vinto facile, avremmo vinto 4-0. Credo però che il mio nome dia ancora fastidio. Qui c’è un progetto importante ma sembra che qualcuno voglia che non si compia".
Da qui, l'ultimatum drastico che gela i tifosi: Gaucci si dice pronto a lottare per la piazza anche a costo di subire una lunghissima squalifica, ma non accetterà di subire passivamente torti simili. "Questo arbitro non può arbitrare nemmeno i pulcini del pollaio. Non mi interessa se mi danno 100 anni di squalifica. Se continuano ad arbitrare lo fanno perché ci sono gli scemi come noi che mettono soldi nel calcio. Noi lavoriamo 24 ore al giorno per il Perugia. La colpa è mia perché sono tornato qui? Non c’è problema, me ne vado".
PERUGIA (3-5-2): Zelezny; Tozzuolo (65′ Sam), Riccardi, Papazov; Cisco (64′ Seha), Langella, Ladinetti (60′ Carriero), Kabashi, Borsoi; Sabbatani (10′ Renault) , Van Amersfoort (64′ Canotto). A disposizione: Moro, Strappini, Stramaccioni, Cavallini, Quirini, Dottori, Conti. Allenatore: Diana.
VADO (3-5-2): Bellocci; Gulinelli, Viti, Saltarelli (79′ Carlini); Ferro, Hamlili, Hergheligiu (70′ Lazzarini), Saiani (46′ Rosa), De Rinaldis (46′ Candiano); Vita, Cernigoi (84′ Lischetti). A disposizione: Sala, Calvani, Agostino, Bruno, Rosa, Simonetta. Allenatore: Riolfo.
ARBITRO: Vincenzi di Bologna (assistenti Cattaneo di Monza-Eltantawy di Chiari)
IV UFFICIALE: Picardi di Viareggio; Operatore FVS: Bracaccini di Macerata.
MARCATORI: 7'st Candiano, 13' st Cernigoi.
NOTE: Ammoniti Riccardi, Ladinetti, Diana. Espulsi: Papazov, Alessandro Gaucci (dalla panchina). Recupero tempo: 5' pt, 5' st.