Udienza dedicata ai rivali accusatori, Marco Cecconi e Orlando Masselli, e alla ricostruzione del convulso lunedì 28 agosto 2023, quando la seduta del Consiglio comunale di Terni dedicata al bilancio degenerò nello scontro verbale tra il sindaco Stefano Bandecchi, l'allora capogruppo di Fratelli d'Italia e il candidato sindaco sconfitto al ballottaggio.
All’uscita dall'aula, il primo cittadino ha sostenuto che le deposizioni rese dalla controparte abbiano nei fatti confermato la sua tesi: era lui ad avere il diritto di parola, mentre gli avversari lo avrebbero interrotto e insultato. Di diverso avviso le controparti che non hanno rilasciato dichiarazioni a margine del dibattimento, ma che in aula hanno cercato di giustificare l'interruzione che aveva portato alla bagarre.
Ascoltati anche due vigili urbani intervenuti per frapporre una barriera tra Bandecchi e i banchi del centrodestra e la presidente del consiglio comunale Sara Francescangeli.

Il procedimento penale a carico del primo cittadino ternano, imputato per i disordini scoppiati nell'emiciclo di Palazzo Spada, si è arricchito di un nuovo capitolo giudiziario prima del rinvio al 14 gennaio 2027 e alla fissazione di una ulteriore udienza il 4 febbraio.
Davanti al giudice monocratico Ersilia Agnello, la prima testimone a salire sul banco dei testimoni è stata la presidente del consiglio comunale Sara Francescangeli. L'esponente di Alternativa Popolare, avvocato, ha ricordato come pochi giorni prima della seduta Bandecchi fosse stato minacciato di morte, da anonimi che gli avevano intimato di lasciare la politica. Ed ha sottolineato anche le provocazioni arrivate verso il primo cittadino dai banchi dell'opposizione.
Francescangeli è stata sottoposta a un serrato interrogatorio dalla pubblica accusa, rappresentata dal Procuratore Capo Antonio Laronga e dal pubblico ministero Marco Stramaglia, incentrato sulle presunte discrepanze dei verbali relativi alla sospensione dei lavori per ordine pubblico e delle dichiarazioni rese dopo la seduta. La presidente ha spiegato che i verbali sono una sintesi, peraltro redatta da altri funzionari.
Davanti ai giudici sono sfilati anche gli agenti della Polizia Locale Francesco Onofri e Vincenzo Cavallaro. I due vigili, intervenuti a presidio della sala consiliare, hanno sostanzialmente confermato le relazioni di servizio redatte all'epoca, escludendo aggressioni fisiche dirette nei loro confronti da parte del sindaco.

Tra i passaggi più significativi, l'ex candidato sindaco del centrodestra Orlando Masselli ha sostanzialmente ammesso che un proprio sorriso ironico potrebbe aver innescato l'ira del primo cittadino, giustificando però l'intervento di Cecconi come un tentativo di riportare la calma, seppur senza l'autorizzazione della presidenza.
Il dibattimento si è poi soffermato sugli epiteti scambiati nell'immediatezza della bagarre: dal termine “pagliaccio” - che sarebbe stato rivolto da Masselli a Bandecchi -, alla minaccia di spaccare i denti che sarebbe stata proferita dal sindaco verso il suo sfidante al ballottaggio, fino alla parola “delinquente” che Cecconi avrebbe pronunciato nel caos generale e che ha originato un contenzioso da parte del sindaco.
Una attribuzione che il consigliere ha ascritto a un contesto generale. Marco Cecconi, costituitosi parte civile con gli avvocati Enrico De Luca e Lorenzo De Luca, ha ribadito la gravità delle condotte del sindaco, riferendo di aver percepito come una minaccia anche una carezza ricevuta in aula dal primo cittadino.
Terminata la seduta, il sindaco Bandecchi - difeso dai legali Filippo Morlacchini e Giorgio Panebianco - ha deciso di analizzare l'andamento dell'udienza, al contrario della controparte, il consigliere Marco cecconi, che ha scelto la strada del riserbo.
“Ho sentito delle testimonianze molto interessanti - ha detto Bandecchi a TagUmbria + - Pensare che dovevano essere contro di me, mi fa sorridere. Al contrario, le ho viste molto a mio favore. Poi ne ho sentite altre, di testimonianze, che definirei frutto di "poca memoria e molta fantasia". I miei avvocati sapranno come comportarsi: la falsa testimonianza viene punita dalla legge. Sono contento che presto toccherà a me parlare. Quel giorno sarà una giornata simpatica”.
In merito alla legittimità dei comportamenti tenuti in Consiglio, il primo cittadino ha aggiunto: “Il processo procede su una linea semplice: chi dice la verità fa emergere i fatti, e c'è un video chiaro. Si trascura troppo chi ha interrotto il Consiglio: è emerso che chi è intervenuto non era autorizzato a parlare. Non si parla col microfono spento, violando i regolamenti comunali e le leggi dello Stato, e mi meraviglio che la magistratura vada dietro a queste cose”.
Il calendario delle prossime udienze, dunque, è già stato tracciato. Il dibattimento riprenderà il 14 gennaio 2027 con l'audizione di ulteriori testimoni dell'accusa e della parte civile, tra cui l'ex vicesindaco Riccardo Corridore e due consiglieri comunali indicati dalla difesa di Cecconi.
L'esame in aula dell'imputato Stefano Bandecchi è stato invece calendarizzato per il successivo 4 febbraio.