23 Sep, 2026 - 15:43

Sanità umbra, Pace attacca Proietti: “Bugie e propaganda”. Scontro sui soldi della manovra e sulle assunzioni

Sanità umbra, Pace attacca Proietti: “Bugie e propaganda”. Scontro sui soldi della manovra e sulle assunzioni

È sul terreno più sensibile della sanità, quello che lega risorse pubbliche, organici e capacità di garantire servizi, che torna a salire la tensione politica in Umbria. Al centro del nuovo confronto ci sono i proventi della manovra fiscale regionale e il piano straordinario da 711 assunzioni programmato per il 2025, due capitoli che la maggioranza considera parte di una più ampia strategia di rafforzamento del sistema sanitario e che l’opposizione continua invece a sottoporre a una verifica puntuale sui risultati effettivamente raggiunti.

A riaprire il dossier è Eleonora Pace, capogruppo di Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa, intervenuta dopo le dichiarazioni della presidente della Regione Stefania Proietti rese nell’ambito di un’iniziativa della Uil. La contestazione riguarda, in particolare, il rapporto tra le risorse rese disponibili dalla manovra fiscale e il loro impiego nella sanità, ma soprattutto la distanza che, secondo l’esponente dell’opposizione, continuerebbe a separare gli obiettivi annunciati dalla Regione dalle assunzioni concretamente realizzate.

Pace: “Una narrazione distorta”

È proprio da qui che parte la presa di posizione della capogruppo di Fratelli d’Italia, che lega il tema delle assunzioni alla scelta della Regione di intervenire sulla pressione fiscale e alla destinazione delle relative risorse. "La questione posta da Pace riguarda, in particolare, la distanza che secondo l'esponente dell'opposizione esisterebbe tra le risorse disponibili, gli annunci della Giunta e la loro traduzione concreta nei servizi sanitari."

"Le dichiarazioni della presidente Stefania Proietti, fatte ieri all'iniziativa della Uil, secondo cui i proventi della manovra fiscale sarebbero stati destinati alla sanità e, soprattutto, a un presunto 'piano straordinario di assunzioni' rappresentano l'ennesima narrazione distorta a danno dei cittadini umbri. La verità è un'altra ed è documentata dagli atti ufficiali che ho presentato più volte in Aula". La contestazione, dunque, non si limita alla consistenza numerica delle assunzioni.

Pace pone il tema più ampio del rapporto tra il prelievo richiesto ai cittadini umbri e gli effetti che quelle risorse avrebbero dovuto produrre, secondo la sua lettura, sul funzionamento della sanità regionale. È un punto che porta il confronto direttamente sul terreno della rendicontazione politica: non soltanto quanti posti siano stati autorizzati, ma quanti siano stati effettivamente coperti, con quale tempistica e con quali ricadute sui servizi.

Il nodo delle 711 assunzioni

Il piano da 711 unità costituisce uno dei principali fattori da cui scaturisce l'intervento di Pace. Nel 2025 la Regione aveva autorizzato un rafforzamento strutturale degli organici sanitari per complessive 711 unità, articolate tra personale dirigente e personale del comparto. Nel settembre dello stesso anno, rispondendo in Aula a un'interrogazione, la presidente Proietti aveva indicato il piano come composto da 273 unità di personale dirigente e 438 del comparto.

La successiva ricognizione al 30 novembre 2025 aveva registrato 284 unità reclutate. Il dato era stato comunicato direttamente dalla presidente Proietti in risposta a un'interrogazione di Pace. La ripartizione indicata allora era di 59 unità per l'Azienda ospedaliera di Perugia, 36 per quella di Terni, 86 per Usl Umbria 1 e 103 per Usl Umbria 2.

A maggio 2026 il quadro era ulteriormente aggiornato: le unità entrate in servizio riconducibili alle 711 previste dal piano risultavano 398, mentre erano state attivate ulteriori 148 procedure di reclutamento. La stessa risposta della presidente distingueva inoltre il dato delle 398 unità dalle assunzioni complessive effettuate dalle aziende sanitarie nel periodo considerato.

È su questo percorso, e sulla differenza tra programmazione e concreta entrata in servizio, che si innesta la nuova contestazione di Pace. "La Presidente continua a vendere fumo per coprire un fallimento conclamato. Fin dall'approvazione della manovra fiscale nell'aprile 2025, la Giunta disponeva delle risorse economiche per intervenire concretamente sulle carenze d'organico. Quali sono stati i risultati? Nessuno. Ho depositato numerose interrogazioni sul piano assunzionale 2025 e 2026 e ogni singola risposta ricevuta dalla Presidente in Aula è stata desolante e insoddisfacente: i dati confermano che per il 2025 il tanto sbandierato piano straordinario di 711 assunzioni non è stato in grado di coprire nemmeno la metà dei posti promessi. È inaccettabile che dopo aver messo le mani nelle tasche degli umbri chiedendo loro sacrifici con un aumento della pressione fiscale, la Governatrice spacci per successi quelli che nei fatti sono clamorosi ritardi ed efficienze non pervenute. Se le assunzioni annunciate su carta non vengono realizzate nei reparti, dove sono finiti i soldi delle tasse dei cittadini?"

La dichiarazione mette in luce la lettura dell'opposizione: per FdI, il parametro attraverso cui valutare l'efficacia della programmazione non sarebbe soltanto l'autorizzazione delle assunzioni, ma la loro effettiva trasformazione in personale operativo all'interno delle strutture.

Dai 711 posti alla nuova programmazione 2026-2028

Sul fronte istituzionale, nel frattempo, il quadro della programmazione è andato avanti. Nel giugno 2026, rispondendo a una nuova interrogazione di Pace sullo scostamento del piano straordinario, Proietti aveva illustrato i nuovi piani triennali del fabbisogno delle quattro aziende sanitarie umbre.

In quell'occasione la presidente aveva riferito di 1.250 assunzioni autorizzate per il triennio 2026-2028, così ripartite: 274 all'Azienda ospedaliera di Perugia, 170 all'Azienda ospedaliera di Terni, 454 alla Usl Umbria 1 e 352 alla Usl Umbria 2. Nella stessa sede aveva indicato inoltre l'obiettivo di stabilizzare 376 figure già impegnate nel sistema sanitario e di arrivare, al 31 dicembre 2028, a 13.500 unità di personale a tempo indeterminato, con circa 1.000 addetti in più rispetto alla situazione di riferimento indicata dalla Giunta.

Numeri che rappresentano la programmazione illustrata dalla maggioranza e che costituiscono, insieme allo stato di attuazione delle 711 assunzioni del 2025, uno degli elementi sui quali si concentra il confronto politico. La differenza tra autorizzazione, procedure di reclutamento ed effettiva entrata in servizio resta infatti uno dei punti centrali del dibattito.

Gli atti dell'Assemblea mostrano come il numero delle assunzioni realizzate sia cresciuto nel corso delle diverse ricognizioni, passando dai 200 reclutamenti indicati al 30 settembre 2025 ai 284 del 30 novembre e quindi ai 398 entrati in servizio indicati nel maggio 2026.

“Ospedali e servizi territoriali al collasso”

È soprattutto sulle conseguenze concrete della carenza di personale che l'intervento dell'esponente di Fratelli d'Italia torna a farsi particolarmente duro.

Pace sostiene che la questione non possa essere affrontata soltanto attraverso l'annuncio di nuovi stanziamenti o l'approvazione degli strumenti di programmazione, ma debba essere verificata attraverso la situazione quotidiana delle strutture.

"I nostri ospedali e i servizi territoriali - conclude - sono al collasso per la cronica carenza di medici, infermieri e personale sanitario, mentre la Giunta regionale risponde alle nostre puntuali contestazioni arrampicandosi sugli specchi e sbandierando cifre che non trovano alcun riscontro nella realtà quotidiana dei presidi sanitari. Sulla pelle e sulla salute degli umbri la propaganda deve finire: Fratelli d'Italia continuerà a incalzare questa maggioranza senza fare sconti, pretendendo trasparenza e la resa dei conti su ogni singolo euro tolto alle famiglie dell'Umbria. Annuncio già che al prossimo Consiglio regionale presenterò l'ennesima interrogazione per capire lo stato di attuazione del piano assunzionale per il 2026".

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