14 Sep, 2026 - 17:00

Sant’Anatolia di Narco, controlli in un ristorante: sequestrati oltre 20 chili di alimenti

Sant’Anatolia di Narco, controlli in un ristorante: sequestrati oltre 20 chili di alimenti

Controlli nel settore della ristorazione a Sant’Anatolia di Narco, dove un’ispezione dei Carabinieri ha portato alla contestazione di alcune violazioni in materia di sicurezza alimentare. L’intervento ha interessato un’attività del territorio ed è stato condotto dai militari della Stazione locale insieme ai colleghi del Nucleo Antifalsificazione e Sanità di Perugia.

L’accertamento ha permesso di individuare una quantità consistente di prodotti alimentari per i quali non era disponibile la documentazione necessaria a ricostruirne la filiera. Complessivamente si tratta di più di 20 chili di alimenti, tra cui prodotti a base di carne, pasta e salumi. La merce, del valore stimato di circa 500 euro, non ha potuto essere immessa a disposizione dei clienti ed è stata sottoposta a sequestro sanitario prima di essere distrutta.

A questa contestazione se n’è aggiunta un’altra, relativa alla documentazione e alle procedure interne che l’esercizio deve mantenere aggiornate per garantire il rispetto degli standard igienico-sanitari. Per il mancato aggiornamento del piano di autocontrollo HACCP è stata infatti applicata una sanzione amministrativa di 2mila euro.

La verifica e i prodotti destinati alla distruzione

L’attività ispettiva è partita nell’ambito dei normali servizi di controllo svolti sul territorio. In questo caso, il sopralluogo ha coinvolto anche personale con una specifica preparazione nel campo della sicurezza degli alimenti, consentendo di esaminare non soltanto l’attività del locale, ma anche la regolarità dei prodotti presenti.

Uno degli aspetti sui quali si sono concentrati gli accertamenti ha riguardato la possibilità di ricostruire l’origine degli alimenti. La normativa sulla sicurezza alimentare impone infatti agli operatori di poter documentare la provenienza delle materie prime e dei prodotti utilizzati nell’attività.

Nel corso dell’ispezione questa possibilità è venuta meno per una parte delle derrate presenti nel ristorante. Gli accertamenti hanno portato all’individuazione di oltre 20 chilogrammi di prodotti privi della documentazione necessaria a garantirne la tracciabilità. Nel quantitativo sottoposto a provvedimento erano presenti diverse tipologie di alimenti. Tra questi sono stati individuati carne, pasta e salumi. Il valore economico complessivo della merce è stato calcolato in circa 500 euro.

I prodotti sono stati quindi sottratti alla disponibilità dell’esercizio. Trattandosi di alimenti per i quali non era possibile verificare adeguatamente la provenienza, è stato adottato il provvedimento di sequestro sanitario. La procedura si è conclusa con la distruzione degli alimenti, impedendone così l’utilizzo o la somministrazione.

La verifica ha dunque riguardato uno degli aspetti centrali della sicurezza nella ristorazione: la possibilità di ricostruire il percorso degli alimenti e di conoscere la loro origine attraverso la documentazione prevista.

HACCP non aggiornato: contestazione da 2mila euro

Durante il controllo è stata inoltre riscontrata una carenza riguardante il sistema di gestione dei rischi igienico-sanitari. Nel mirino è finito il Piano di Autocontrollo H.A.C.C.P., che deve essere predisposto e mantenuto aggiornato dagli operatori del settore alimentare.

Secondo quanto emerso dall’ispezione, il documento non risultava aggiornato. Una circostanza che ha determinato l’applicazione di una sanzione amministrativa pari complessivamente a 2mila euro.

Il piano HACCP non costituisce infatti una semplice formalità burocratica. Attraverso questo sistema l’attività deve individuare i possibili punti di rischio nella gestione degli alimenti e stabilire le procedure necessarie per prevenirli o limitarli. La sua corretta gestione riguarda quindi diversi momenti dell’attività quotidiana, dalla conservazione delle materie prime alla preparazione delle pietanze, fino alla somministrazione ai clienti.

La contestazione emersa a Sant’Anatolia di Narco si aggiunge così al sequestro degli alimenti privi di documentazione sulla provenienza, delineando un quadro di irregolarità sul quale sono intervenuti i militari.

L’operazione è stata realizzata attraverso la collaborazione tra la Stazione dei Carabinieri di Sant’Anatolia di Narco e il NAS di Perugia. Un modello operativo che consente di affiancare alla conoscenza diretta del territorio le competenze specifiche dei reparti specializzati dell’Arma.

Le attività di questo tipo rientrano nel programma di controlli coordinato dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Perugia, che coinvolge le diverse articolazioni dell’Arma nelle verifiche sulle attività commerciali.

L’obiettivo dei controlli è accertare il rispetto delle disposizioni previste per gli operatori e intervenire quando vengono rilevate situazioni non conformi. Nel caso del ristorante di Sant’Anatolia di Narco, l’ispezione ha portato complessivamente al sequestro e alla distruzione di più di 20 chilogrammi di alimenti, oltre alla contestazione di una sanzione da 2mila euro per la mancata revisione del piano HACCP.

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