La tutela della salute nelle fabbriche e nei cantieri passa attraverso una vigilanza rigorosa e una collaborazione senza sbavature tra le istituzioni sanitarie e la magistratura inquirente. È su questo fronte che a Terni, l’evento formativo Usl Umbria 2 con il Procuratore capo della Repubblica Antonio Laronga segna un passaggio istituzionale di rilievo. Al centro del vertice, le funzioni, i poteri e gli atti degli ispettori chiamati a indagare su infortuni e malattie professionali. Una qualifica delicata, quella di Ufficiale di Polizia Giudiziaria, che impone agli operatori di coniugare l'assistenza alle imprese con la repressione penale delle violazioni normative.
Il percorso di studi, intitolato “Ulteriori approfondimenti sulle attività di Polizia Giudiziaria: funzioni, poteri ed atti degli ispettori con qualifica UPG SPSAL”, ha preso il via nella Sala del Camino all’interno del complesso sanitario “Le Grazie”. A guidare i partecipanti nell'analisi delle dinamiche tecnico-giuridiche del settore è stato il Procuratore capo Antonio Laronga. La sua presenza ha risposto a una precisa richiesta della direzione della Usl Umbria 2, volta a garantire un aggiornamento costante sulle procedure operative.

Ad accogliere il vertice della Procura sono stati il direttore generale dell’Azienda sanitaria, Roberto Noto, e la responsabile del servizio Psal, Laura Sarnari. Come evidenziato nelle linee di indirizzo del progetto, che si inserisce nel Piano Unico Formazione Regionale in Sanità, la finalità dell'iniziativa è chiara: “L’obiettivo strategico è di incrementare in modo significativo l'efficacia dei controlli sul territorio, potenziando al contempo l’attività quotidiana dei Servizi e creando una perfetta e fluida sinergia d'intenti e di linguaggio con l’Autorità Giudiziaria competente”.
Il ruolo del personale in forza ai Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL) e all'intero Dipartimento di Prevenzione si muove su un crinale complesso. Da un lato, il mandato istituzionale impone la promozione della cultura della sicurezza, la formazione sul campo e l'assistenza continua alle imprese del territorio. Dall'altro, in veste di Polizia Giudiziaria, gli ispettori sono tenuti a un dovere stringente e non derogabile: la vigilanza sull’applicazione delle leggi penali e l'accertamento delle responsabilità quando si verificano infortuni sul lavoro o emergono malattie professionali.
Questo doppio binario operativo esige che il rapporto con i magistrati che coordinano le indagini sia regolato in modo ineccepibile, seguendo i dettami del codice di procedura penale. L'azione ispettiva non può esaurirsi nel supporto tecnico, ma deve tradursi in atti d'indagine solidi e inoppugnabili nelle aule di tribunale.

La rilevanza del vertice ternano è misurabile anche dalla platea che vi ha preso parte. Il corso non si è limitato agli operatori della Usl Umbria 2, ma ha coinvolto i colleghi della Usl Umbria 1, estendendosi a tutto il personale del Dipartimento di Prevenzione. In un'ottica di cooperazione interistituzionale, le porte della Sala del Camino si sono aperte anche ad altri enti esterni preposti ai controlli, tra cui l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
La condivisione delle migliori pratiche ispettive punta a uniformare le procedure su scala regionale, evitando frammentazioni interpretative nelle fasi di indagine. Il percorso formativo, curato in collaborazione con il Servizio Formazione e Comunicazione, non si esaurisce con la giornata inaugurale. I lavori riprenderanno martedì 22 settembre per la seconda giornata di confronto, essenziale per completare il ciclo di studi e tracciare le direttrici future della vigilanza sui luoghi di lavoro in Umbria.