23 Sep, 2026 - 12:40

Spoleto, auto rubata e coltello in auto: denunciata una donna di 45 anni

Spoleto, auto rubata e coltello in auto: denunciata una donna di 45 anni

Una donna di 45 anni è stata deferita in stato di libertà dai Carabinieri della Stazione di Spoleto al termine di un controllo effettuato in città. Nei suoi confronti vengono ipotizzati i reati di ricettazione, porto di armi od oggetti atti ad offendere e violazione degli obblighi legati alla Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno a Spoleto. L’auto sulla quale si trovava è risultata rubata a Terni.

Il controllo in via dell’Anfiteatro e la scoperta dell’auto rubata

L’intervento dei Carabinieri è scattato durante un servizio di controllo del territorio lungo via dell’Anfiteatro, a Spoleto. I militari hanno notato un’automobile parcheggiata lungo la strada e hanno proceduto alle verifiche sul veicolo e sulla persona presente all’interno.

A bordo si trovava una donna di 45 anni, già sottoposta alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, accompagnata dall’obbligo di soggiorno nel Comune di Spoleto. La sua posizione ha quindi richiesto ulteriori accertamenti, anche alla luce delle prescrizioni alle quali era sottoposta.

Gli approfondimenti eseguiti dai militari hanno permesso di risalire alla provenienza dell’automobile. Dai controlli è emerso che il veicolo risultava essere stato rubato a Terni nei giorni precedenti. Il mezzo era quindi oggetto di una denuncia presentata dal legittimo proprietario, che aveva segnalato il furto alle autorità.

A quel punto i Carabinieri hanno esteso gli accertamenti alla donna e hanno proceduto a una perquisizione. Nel corso dell’operazione sarebbe stato trovato nella sua disponibilità un coltello pieghevole dotato di punta acuminata, con una lunghezza di circa dieci centimetri.

Secondo quanto riferito nell’ambito dell’intervento, la 45enne non avrebbe fornito ai militari elementi ritenuti idonei a giustificare il possesso del coltello. L’oggetto è stato quindi sequestrato e acquisito dagli investigatori per gli ulteriori adempimenti previsti.

La verifica sull’automobile ha invece consentito di restituire il mezzo al suo proprietario, che nei giorni precedenti ne aveva denunciato la sottrazione.

Al termine degli accertamenti, la donna è stata deferita in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Spoleto. Le contestazioni riguardano più profili distinti: la possibile provenienza illecita dell’automobile, il possesso del coltello e il rispetto delle prescrizioni connesse alla misura di prevenzione.

La posizione della 45enne sarà ora esaminata dall’autorità giudiziaria. La denuncia rappresenta l’avvio dell’iter previsto dalla legge e non equivale a una condanna definitiva: eventuali responsabilità dovranno essere accertate nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza.

Cosa prevede la legge per ricettazione, porto del coltello e violazione della Sorveglianza Speciale

Le ipotesi di reato contestate alla donna riguardano fattispecie differenti. La ricettazione, prevista dall’articolo 648 del Codice penale, riguarda, in termini generali, l’acquisto, la ricezione o l’occultamento di beni provenienti da un delitto, oppure attività finalizzate a farli acquistare, ricevere o occultare ad altri, quando il soggetto agisce allo scopo di ottenere un profitto.

 Nel caso di un veicolo rubato, l’eventuale responsabilità per ricettazione richiede l’accertamento degli elementi previsti dalla norma e della consapevolezza circa la provenienza delittuosa del bene.

Diversa è l’ipotesi relativa al porto di armi od oggetti atti ad offendere. La disciplina prevista dalla normativa sulle armi e dall’articolo 4 della legge 110 del 1975 riguarda il porto ingiustificato di determinati strumenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Per gli oggetti che possono essere utilizzati per offendere, assumono rilievo anche le caratteristiche concrete dell’oggetto e l’assenza di una valida giustificazione al loro porto.

Un ulteriore profilo riguarda la Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, misura di prevenzione che può comportare specifiche prescrizioni a carico della persona sottoposta al provvedimento. Tra queste può rientrare l’obbligo di soggiorno in un determinato Comune, accompagnato da una serie di regole di comportamento stabilite dal provvedimento dell’autorità competente.

La violazione delle prescrizioni imposte con la misura può avere conseguenze penali. Nel caso specifico, sarà l’autorità giudiziaria a verificare se la condotta accertata durante il controllo abbia effettivamente integrato una violazione degli obblighi derivanti dalla Sorveglianza Speciale.

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