Ha incrociato il cammino di due icone assolute della musica: Michael Jackson, che la scelse per i concerti di 'This Is It', e Prince, che produsse il suo album d’esordio. Lei è Judith Hill, cantautrice e polistrumentista di spicco del soul contemporaneo che darà il via alla settima stagione di Spoleto Jazz. Il live è in programma per venerdì 16 ottobre, alle 21, al Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti.
'Jazz! Is a Love Supreme' è il claim della settima edizione di Spoleto Jazz, un omaggio a John Coltrane e al suo album capolavoro del 1964, considerato una pietra miliare nella storia della musica.
Un richiamo che percorre l'intera manifestazione a partire, naturalmente, dall'apertura che si preannuncia all'insegna dell'energia e della contaminazione musicale. Judith Hill, artista capace di muoversi con fluidità tra soul, funk, gospel e jazz unisce infatti una vocalità di rara potenza espressiva ad un talento strumentale che la vedrà protagonista anche al pianoforte e alla chitarra. Sul palco porterà il suo linguaggio musicale dove generi e influenze si intrecciano senza soluzione di continuità.
Nata a Los Angeles nel 1984 da madre giapponese e padre afroamericano, entrambi musicisti, Judith Hill è cresciuta immersa nella musica. Nel 2009 è stato il Re del Pop a sceglierla personalmente come partner vocale per i duetti del suo tour di "This Is It", poi annullato a seguito della sua improvvisa scomparsa. Proprio nel corso della cerimonia commemorativa dedicata a Jackson, Hill si fece notare con la sua interpretazione di 'Heal the World'.
Altro incontro decisivo è stato quello con Prince, che nel 2015 ha prodotto il suo album d'esordio, 'Back in Time', registrato nei celebri studi di Paisley Park. Da lì Hill ha dato vita al suo percorso artistico personale affrontando temi legati all'identità, alla memoria e alla libertà espressiva.
Nel mezzo, la sua storia è approdata anche sul grande schermo con il documentario '20 Feet from Stardom' del 2013, dedicato alle voci che hanno accompagnato le star della musica. Lavoro poi vincitore l'anno successivo del Premio Oscar come Miglior documentario e di un Grammy Award.
A rendere speciale la tappa spoletina sarà anche la formazione che accompagnerà Hill. Insieme a lei ci saranno infatti i suoi genitori: Robert "Pee Wee" Hill al basso e Michiko Hill alle tastiere e ai sintetizzatori. A completare il quartetto, Shadrack Oppong alla batteria.
Un intreccio in cui il legame familiare si traduce in intesa musicale, per un live che alternerà improvvisazione e virtuosismo, senza rinunciare a una forte intensità emotiva.
Spoleto Jazz, manifestazione ideata, promossa e organizzata da Visioninmusica, con la direzione artistica di Silvia Alunni e il sostegno del Comune di Spoleto, proseguirà fino al 20 novembre 2026.
Dopo Hill, la seconda tappa è per il 6 novembre, al Teatro Caio Melisso – Spazio Carla Fendi, con il doppio appuntamento dedicato al pianismo europeo di Zsigmond Gerlóczy e del Daniel García Trio. Chiusura il 20 novembre con la cantante britannica Emma Smith.
Un connubio felice quello di Spoleto Jazz, in grado di coniugare artisti di rilievo della scena internazionale con i teatri storici della città, spazi, fisici e ideali, dove generi e culture dialogano. I biglietti sono disponibili online su Vivaticket.