10 Sep, 2026 - 21:40

Stadio-Clinica a Terni, via libera ai permessi: Bandecchi sgasa sul pullman e attacca tutti, tranne Melasecche

Stadio-Clinica a Terni, via libera ai permessi: Bandecchi sgasa sul pullman e attacca tutti, tranne Melasecche

“Chi vince festeggia, chi perde spiega”, ammoniva Julio Velasco, il tecnico della nazionale azzurra di volley. Il tardo pomeriggio di Stefano Bandecchi è l'applicazione letterale della massima: un lungo carosello per celebrare quella che il sindaco di Terni considera una vittoria schiacciante contro chiunque, negli ultimi anni, abbia tentato di affossare il progetto Stadio-Clinica. Al volante del suo pullman con le fiancate istoriate dai supereroi, il primo cittadino festeggia il conseguimento delle autorizzazioni regionali per la costruzione della struttura sanitaria, tassello che fa il paio con il via libera alla riqualificazione dello stadio Liberati. Lo fa a modo suo: tra ironia sferzante, accuse frontali e affondi senza sconti diretti a tutto l'arco politico regionale.

Dalle mine della Conferenza dei servizi 2022 ai ricorsi del Patto Avanti: l'anno perso e il default della Ternana

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La chiusura della partita burocratica mette un punto fermo su una vicenda segnata da scontri istituzionali durissimi e manovre d'ostruzionismo. La prima fase dell'impasse risale all'amministrazione regionale di centrodestra: durante la Conferenza dei servizi del 2022, l'allora assessore alla Sanità Luca Coletto e il dirigente regionale Claudio D'Angelo avevano disseminato il percorso di paletti tecnici e procedurali rivelatisi mine a orologeria.

Il cambio di guardia a Palazzo Donini non ha mutato lo scenario: la maggioranza guidata dal Patto Avanti ha portato avanti una linea di contrapposizione pervicace, scandita da ricorsi al Tar e sospensioni del procedimento notificate regolarmente all'ultimo giorno utile. Una tattica dilatoria che ha fatto perdere dodici mesi cruciali per l'avvio del cantiere del nuovo Liberati e ha innescato la deflagrazione del caso-Ternana con la famiglia Rizzo che aveva chiesto la liquidazione volontaria del club rossoverde, il conseguente fallimento societario della Ternana e la lunga estate di polemiche, spaccature e risse politiche prima della ripartenza dal campionato di Serie D targata proprio Bandecchi.

"Ma alla fine - attacca lui - Chi lotta vince sempre se lotta da eroe". 

“La Regione ha dovuto mollare, carta canta”: il trionfo rivendicato tra posti letto e licenze possibili dal regolamento del 2023

Alla guida del mezzo pesante, inquadrato dallo smartphone, Bandecchi espone le cifre dell'atto e rivendica per intero la paternità della manovra: “Cari signori sono qui con il mio amato pullman, il sindaco che a Terni ha fatto arrivare finalmente i permessi per una clinica, 80 posti più 42, progetto stadio-clinica. La Regione alla fine ha dovuto mollare e alla fine i ternani hanno vinto. E alla fine questa volta abbiamo vinto”.

Il sindaco traduce lo scontro in una pesante metafora calcistica: “Questa è una partita bellissima, l'abbiamo vinta 7 a 1, hanno fatto tutti i gol loro, 7 se li sono fatti di autogol e uno di gol. Abbiamo vinto perché abbiamo ottenuto la possibilità di realizzare un nuovo stadio e una nuova clinica, il progetto era mio sin dall'inizio, un progetto che ho voluto ed ho desiderato da presidente della Ternana, permettetemi di dirlo, da imprenditore ma anche da statista e oggi la Ternana avrà un nuovo stadio e Terni avrà una struttura super mega galattica. Un nuovo stadio vero e una grande clinica. Chi lo farà lo farà, ma oggi abbiamo i permessi in mano. Carta canta: sono permessi che avremmo dovuto avere in mano dal 2023, dalla programmazione sanitaria e dal regolamento approvati in quell'anno come riportato sulle licenze che sono scritte. Guido il pullman perché mi rilassa, vado a casa, mi diverto, direi il vero sindaco autista”.

L'affondo contro il centrodestra, il rogo politico della sinistra e l'unico salvato: il leghista Enrico Melasecche

"Che goduria per tutta Terni - dice Bandecchi nel secondo video - ma che schiaffo colossale per la Politica umbra, senatori, onorevoli, consiglieri regionali. Tutti coesi da destra a sinistra per non far fare la clinica privata a Terni. Non vi azzardate a salire sul mio carro adesso, adesso che avete perso".

Ottenuto il risultato amministrativo, il sindaco passa rapidamente al regolamento dei conti politici, escludendo qualsiasi ipotesi di vittoria condivisa. Nel mirino finiscono sia il centrosinistra, accusato di aver sabotato il piano per pura contrapposizione ideologica, sia il centrodestra, reo di aver remato contro nell'ombra sperando in una sua disfatta personale.

Nel quadro delle alleanze e delle rivalità regionali, Bandecchi isola una sola figura, sottraendola al fuoco incrociato: “Molto divertente stasera, momento di pausa. Voglio dire prima che tutti si buttino sul mio risultato vincente: un ringraziamento speciale va per quanto riguarda la destra, va al dottor Enrico Melasecche.La sinistra invece ha cominciato a raccontare una storia inventata per parare il colpo, ma sono parole da buttare nel fuoco, non valgono niente. Melasecche invece è l'unico di destra che ha creduto fino in fondo, ha combattuto, è stato onesto, per realizzare Stadio Clinica. Gli altri, Fratelli d'Italia, Forza Italia, tutti gli altri,hanno scritto e detto delle panzane inumane, insieme alla sinistra hanno goduto del fatto che non ci arrivassero i permessi, hanno detto e fatto in modo di far credere che l'imbecille ero io, quello che ha vinto. Oggi signori avete perso, grazie a Melasecche”. La formalizzazione delle licenze chiude il contenzioso burocratico, ma apre una faglia politica destinata a segnare i futuri equilibri dell'Umbria.

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