10 Sep, 2026 - 18:30

Stadio-Clinica Terni, politica spaccata: per la Regione vittoria della legalità, Bandecchi liquida tutto con una risata

Stadio-Clinica Terni, politica spaccata: per la Regione vittoria della legalità, Bandecchi liquida tutto con una risata

Dopo un anno di aspro scontro istituzionale, la rinuncia del Comune di Terni al ricorso al Consiglio di Stato sul progetto Stadio-Clinica sblocca l’iter per la realizzazione della struttura privata da parte della Regione Umbria, riaprendo tuttavia una profonda spaccatura nella politica locale. Come spieghiamo in un altro pezzo, la decisione dell'amministrazione di non impugnare al Consiglio di Stato la sentenza del Tar dell'Umbria di marzo ha fatto cadere l'ultimo ostacolo spingendo gli uffici regionali ad attestare la conformità alla programmazione sanitaria e ariconsegnare a Palazzo Spada il compito di procedere verso il permesso di costruire.

L'esito amministrativo, anziché spegnere le tensioni, ha però inaugurato un nuovo fronte di scontro: mentre Palazzo Donini rivendica di aver riportato la vicenda nell'alveo della legalità e rilancia sul nuovo presidio ospedaliero cittadino, il sindaco di Terni Stefano Bandecchi celebra lo sblocco con una risata social e si intesta il risultato come una vittoria personale, seguito dalle note sarcastiche del movimento civico a lui vicino e dal duro contrattacco del Movimento 5 Stelle, che cerca di ribaltare le responsabilità di un anno di ritardi dannosi per la città e per la Ternana Calcio sulla controparte politica.

La posizione di Palazzo Donini tra conformità sanitaria e la priorità del nuovo ospedale pubblico di Terni

Ad attestare il superamento del contenzioso è stata una nota ufficiale diramata dalla Giunta regionale dell’Umbria, nella quale l'esecutivo guidato dalla Presidente Stefania Proietti ha voluto circondare il territorio, rimarcando l'azione amministrativa regionale. 

Da Palazzo Donini viene evidenziato come la rinuncia di Palazzo Spada ad adire il Consiglio di Stato confermi la fondatezza delle scelte della Regione, ribadendo che “la legalità e la legittimità vincono sempre”. L'amministrazione regionale ha ricordato di aver chiesto tempestivamente il ritiro della determina comunale del luglio 2025: “Se il Comune avesse ascoltato, non ci sarebbero state le gravi conseguenze e la lacerazione sociale causata dalla volontà sconsiderata di procedere su una soluzione illegittima”.

Con la riconduzione della pratica sui binari procedurali ordinari, la direzione tecnica regionale ha espresso parere favorevole circa la conformità alla pianificazione vigente, atto - sottolinea la Regione - privo di discrezionalità politica. La Giunta ha tuttavia precisato che la conformità non ipoteca il futuro sanitario: l'autorizzazione alla costruzione resta separata dall'accreditamento e dal convenzionamento dei posti letto con il Servizio sanitario regionale, legati all'imminente Piano socio-sanitario regionale (una locuzione che viene inserita per prassi in tutti gli atti legati ai nulla osta sanitari che vengono emessi, ndr). Concludendo la sua nota la Regione sottolinea come l'attenzione resti concentrata sull'avvio imminente del percorso partecipativo dedicato al nuovo ospedale pubblico di Terni. Ma questa è un'altra storia.

Il video social del sindaco Stefano Bandecchi e l’ironia del suo movimento verso la giunta regionale

La reazione di Palazzo Spada non ha seguito le strade ufficiali e "classiche" del comunicato di risposta. Ma il sindaco Bandecchi ha scelto ancora una volta la strada della disintermediazione e dei social. Su Instagram e Facebook, il sindaco di Terni Stefano Bandecchi si è mostrato in un video nel quale al suo fianco si intuisce la presenza dell'assessore all’urbanistica ed ex project manager di Stadio-Clinica Sergio Anibaldi. Nel filmato, il primo cittadino ascolta il testo di un lungo comunicato diffuso dal M5S e reagisce con una prolungata risata, senza aggiungere dichiarazioni parlate ma affidando la propria linea alla didascalia: “Vince chi vince. A ruba bandiera chi ha la bandiera in mano ha vinto. Non devo aggiungere altro: Terni avrà lo stadio nuovo e la clinica grazie a me!”.

A fare da eco alla postura sarcastica del sindaco è intervenuto il movimento politico Amici di Bandecchi, presieduto da Claudio Batini, che ha accolto con favore il nulla osta regionale, non senza uno sberleffo istituzionale. Il movimento ha ringraziato la Presidente Stefania Proietti e la Giunta per la svolta attesa, definendo l'opera un diritto e un’opportunità di sviluppo per il territorio, ma ha punzecchiato la controparte sui tempi amministrativi: “Prendiamo atto che sono stati necessari due anni di approfondimenti per giungere a quella che si è rivelata una conclusione naturale e inevitabile”, annunciando al contempo una vigilanza costante sui successivi passaggi procedurali.

La replica del Movimento 5 Stelle sui ritardi procedurali, i nodi sanitari e il crack della Ternana

La lettura opposta arriva dal Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Terni, che giudica la chiusura del contenzioso come la prova provata di “un anno perso” a causa di una battaglia amministrativa definita ideologica. Secondo i pentastellati, la rinuncia al ricorso certifica il fallimento della strategia municipale: “Per un anno Bandecchi ha gridato al complotto sostenendo la legittimità della determina del luglio 2025; oggi quella narrazione crolla perché il Comune fa finalmente ciò che la legge e noi chiedevamo dall'inizio”.

Il gruppo consiliare collega inoltre le incertezze burocratiche dei mesi passati alle sorti del club rossoverde: il blocco dell'asset sanitario ha fatto venir meno gli accordi economici previsti per la valorizzazione societaria, precedendo il disimpegno della proprietà e la successiva liquidazione giudiziale della Ternana. Sul piano tecnico, il M5S sottolinea che l'ok edilizio non concede automaticamente gli 80 posti convenzionati alla società Stadium, dovendosi seguire quattro fasi distinte: realizzazione, esercizio, accreditamento e accordo contrattuale. Anche per i cinquestelle la priorità deve ora concentrarsi unicamente sulla sanità pubblica e sul dibattito per il nuovo nosocomio.

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