Il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, interviene con decisione dopo le polemiche innescate ieri dalle ricostruzioni di stampa sulle tensioni nella maggioranza. Il primo cittadino vuole rimettere nei binari la complessa polemica innescata dal gruppo consiliare "Con Bandecchi per Terni". Attraverso una lunga e articolata telefonata con Tag24 Umbria, il primo cittadino rigetta con fermezza le ombre e i sospetti che le ricostruzioni giornalistiche hanno fatto ricadere sul suo ex vicesindaco, Riccardo Corridore, considerandolo del tutto estraneo alle tensioni che stanno agitando la sua coalizione.
Le dinamiche innescate in consiglio, chiarisce il sindaco, sono sideralmente distanti dal modus operandi dell'avvocato, al quale riconosce un ruolo da "fine stratega". Proprio lui, infatti, aveva coordinato la sua campagna elettorale, risultando un fattore decisivo per la vittoria al ballottaggio. Tuttavia, rispetto alle letture politiche delle ultime ventiquattr'ore, il primo cittadino non arretra di un millimetro: l'atteggiamento resta di decisa chiusura verso i quattro consiglieri dissidenti. Bandecchi è granitico nelle sue convinzioni e non lascia alcuno spazio o margine di trattativa in vista del delicato consiglio comunale fissato per domattina, pur comprendendo le ragioni che hanno mosso la contestazione.

All'origine dello scontro politico che scuote la maggioranza di Palazzo Spada vi è la delibera relativa al rinnovo della concessione quinquennale per la gestione esternalizzata di due asili nido comunali, le strutture di via Cadore e del Peter Pan. Il provvedimento, istruito dalla giunta guidata da Stefano Bandecchi, ridisegna l'assetto economico dell'affidamento: il nuovo schema cancella i precedenti contributi straordinari al gestore privato per produrre un risparmio strutturale alle casse municipali, salvaguardando al contempo la totale gratuità e la copertura delle rette a tutela delle famiglie collocate nelle fasce Isee agevolate. A innescare la rottura, tuttavia, è stata la netta opposizione sollevata dai quattro consiglieri del gruppo "Con Bandecchi per Terni" (Marina Severoni, Andrea Sterlini, Federica Mengaroni e Andrea Colasanti) determinati a fermare l'atto per sottoporlo a una verifica dettagliata.
Gli eletti contestano frontalmente il metodo seguito dall'esecutivo cittadino, lamentando la mancata condivisione preventiva dei contenuti e l'assenza di un esame approfondito all'interno delle commissioni consiliari competenti prima del voto nell'aula del Consiglio comunale, arrivando a minacciare di far mancare il numero legale per costringere l'amministrazione a chiarire le ricadute tecniche ed economiche del testo.
Pur riconoscendo la probabile buona fede dei dissidenti e la loro genuina volontà di incidere sulle politiche cittadine, il giudizio di Stefano Bandecchi sulla caratura strategica e sul metodo dal gruppo secessionista di Alternativa Popolare resta politicamente negativo. E la sua è una postura di chiusura sul metodo. "Guardi - dice durante il suo ragionamento - la loro volontà di fare qualcosa di buono è sicuramente vera, la loro voglia di incidere in maniera positiva è vera, ma l’atteggiamento politico con il quale lo fanno è quasi banale. Per questo dico che Corridore ne è estraneo. Quella lettera non può che generare una reazione del tipo: Amici cari, prendete la vostra strada. Se pensate di cominciare a comandare così, non avete proprio capito nulla".
Nella conversazione emerge poi un sospetto, se non sulla regia, quanto meno sulle conseguenze dell'operazione: l'atteggiamento dei ribelli, ipotizza Bandecchi, potrebbe aver trovato “terreno fertile” in settori dell'opposizione, che avrebbero strumentalizzato i malumori interni, acuendo le fibrillazioni.

Il nucleo finale del Bandecchi-pensiero ruota attorno alla figura del suo ex braccio destro, vittima - a suo dire - di una narrazione mediatica distorta e di una rappresentazione fuorviante. “Di fatto oggi Corridore, con matematica certezza, non è il burattinaio di questi quattro signori”. Insomma, il sindaco si aspetta che il gruppo rifletta su quello che lui considera un "errore di calcolo e di atteggiamento nel metodo della dialettica politica".
Più che il merito delle questioni poste, quello che ha generato l'aumento progressivo dell'incomunicabilità è l'aut aut posto dal gruppo dissidente. Il sindaco resta fermo nel suo convincimento che lo strappo non porterà i quattro consiglieri a ottenere un posizionamento di successo o a tradursi in un reale beneficio amministrativo per la città di Terni. Il monito finale, che funge da avviso ai naviganti per la cruciale seduta di lunedì a Palazzo Spada, è un chiaro avvertimento a chiunque pensi di poter forzare la mano. “L’atteggiamento tenuto oggi è un atteggiamento che proprio non ha né capo né coda, anche se fatto in buona fede”, conclude Bandecchi. “Chi pensa di trattare con me deve farlo con uno spirito diverso, con atteggiamento costruttivo ed evitando l'arroganza”.

L’ex vicesindaco Riccardo Corridore conferma le parole del sindaco Bandecchi sulla sua estraneità alle manovre di Palazzo. E se la prende con chi cerca di tirarlo in mezzo a una dialettica politica che riguarda il consiglio comunale e le dinamiche inerne alla maggioranza.
“Sono stufo di attacchi da parte di certa stampa che continuano a dipingermi come il burattinaio di 4 persone perbene e che stimo. Ma la colpa non è della stampa ma di chi, nell’ambito della maggioranza, li ha definiti burattini. Se fossi Stefano Bandecchi stigmatizzerei questi comportamenti che durano da tempo immemore, ma io sono Riccardo Corridore. Nel merito della vicenda non entro, non sono fatti miei, ma l’unica cosa che posso dire è che i panni sporchi si lavano in casa. Mi sto concentrando sulle modalità del mio rientro in politica e tra non molto ci saranno notizie al riguardo. Colgo l’occasione per confutare le parole di chi sostiene che avrei fatto richieste al Sindaco di rientrare in Giunta o di assumere la Presidenza ASM. Lui è testimone che sono falsità. Se mi sono state fatte proposte al riguardo dal Sindaco Bandecchi? Sono una persona talmente seria che le conversazioni riservate le tengo per me, lascio le 'chiacchiere' a chi sta per sparire dal panorama politico locale”.