Massimo D’Onofrio entra ufficialmente nella compagine societaria della Ternana Calcio. Guidato da una radicata passione per il pallone, l’imprenditore molisano - alla guida di un gruppo diversificato con il quartiere generale nella Capitale - conferma di aver sottoscritto l'accordo preliminare per l'acquisizione del 20% del pacchetto azionario rossoverde, che sarà perfezionato più avanti.
L’intesa va oltre la dimensione dell'apporto finanziario. L’accordo già formalizzato prevede che la holding di controllo, la D’Onofrio Group, assuma il ruolo di main sponsor con il marchio impresso sulle maglie della squadra, probabilmente già dalla prossima partita di campionato.
Si apre così un percorso pensato per radicarsi nel tempo, capitalizzando un'esperienza manageriale lunga tredici anni maturata nel massimo campionato in Romania.
In questa intervista esclusiva rilasciata a Tag Umbria +, D’Onofrio chiarisce la visione alla base del suo impegno. Esprime parole di stima per Stefano Bandecchi, evidenziando il ruolo di chi ha creduto nella rinascita della Ternana dalle ceneri, e fissa il principio cardine del suo arrivo: gestire il club secondo criteri aziendali, coniugando i risultati sul campo con la tenuta economica e un business sostenibile.
Resta centrale anche l'attenzione al dossier Stadio-Clinica. L'imprenditore sta approfondendo le carte della procedura fallimentare in corso per valutare un eventuale intervento, con la convinzione che un'infrastruttura moderna e polifunzionale rappresenti il presupposto decisivo per dare solidità patrimoniale e futuro alla città e alla società.

D: Presidente D'Onofrio, i primi contatti con la proprietà si erano sviluppati tra agosto e settembre, ma la svolta operativa è maturata nelle scorse ore. Cosa è cambiato?
R: “Avevo incontrato il presidente Bandecchi già in estate, prima a fine agosto poi a settembre, ma in quel momento la società si stava strutturando e c'erano in ballo diversi scenari da risolvere. Ora è tutto più chiaro. Ci siamo incontrati di nuovo ieri, ci siamo stretti la mano e abbiamo siglato un accordo che prevede in futuro il mio ingresso al 20% nella compagine azionaria. Sarò subito operativo come sponsor”.
D: Quindi si andrà a un allargamento del consiglio di amministrazione a cinque membri, con l'assegnazione della carica di vicepresidente...
R: “Sì, si delinea questa organizzazione di governance. In queste settimane ho conosciuto anche il presidente Felleca, il direttore generale Mangiarano e l'amministratore delegato Moscatelli. Professionisti capaci. Persone con cui sono convinto lavoreremo benissimo in sinergia e in ottica di squadra”.
D: Come è arrivato alla Ternana?
R: "La decisione di sposare il progetto rossoverde è maturata insieme al collaboratore e amico Sergio Briganti, che sta lavorando anche con il club. Sono un grande appassionato di calcio e ho sempre pensato di investire. Negli anni sono stato cercato da molti operatori, procuratori, agenti, advisor. Ma questa volta ho deciso di entrare concretamente nel pacchetto azionario, trovando piena sintonia con Bandecchi e gli altri soci”.
D: Il Gruppo D'Onofrio conta partecipazioni che spaziano dall'edilizia alle energie rinnovabili, passando per i servizi alberghieri, l'interior design e i veicoli per la sicurezza. Quello che si chiedono i tifosi è se il profilo industriale del suo Gruppo la porta a nutrire interesse anche per il progetto Stadio-Clinica...
R: “Sto facendo approfondimenti. C'è lo stadio, c'è la clinica, c'è un'asta in programma a novembre. Sto vedendo il dossier. Stiamo ragionando come eventualmente poter entrare in gioco e se ci sono le condizioni per poter partecipare a un investimento che riguarda l'intera città. Una cosa però posso dirla su calcio e infrastrutture...”.
D: Prego...
R: "Fare calcio oggi senza guardare con attenzione all'integrazione tra impiantistica sportiva e commerciale e gestione dei club è impossibile. Tutte le esperienze di successo prevedono stadi di proprietà o in controllo e il rafforzamento della solidità patrimoniale del club".
D: Ha già esperienza in questo settore?
R: “Dove ho operato ho sempre abbinato all'impegno sulla squadra investimenti sulle strutture: uno stadio di proprietà, un centro sportivo di proprietà. Partire con lo stadio vuol dire creare i presupposti per il futuro del club. Amare il calcio significa dargli le gambe per durare a lungo.
Ci vuole un impianto che viva 365 giorni all'anno, generi ritorni economici e diversifichi le entrate. Se l'obiettivo è riportare la Ternana ai fasti di un tempo, non si può prescindere dall'integrazione tra club e infrastrutture”.

D: Insomma, un impegno non solo calcistico, da mecenate che vuole avere un ritorno d'immagine dal pallone, ma un progetto con caratteristiche imprenditoriali?
R: “Penso che sia una malattia del pallone buttare i soldi dalla finestra senza programmazione. Per me il calcio è un'azienda: si regge sul lavoro dell'impresa, ma anche sulla soddisfazione dei suoi clienti, che sono i tifosi e i cittadini di Terni. E la società non è un elemento avulso dalla città e dal territorio, ma ne deve essere parte integrante. Io voglio venire a Terni per mettere insieme pallone e lavoro”.
D: Com'è il suo rapporto con Stefano Bandecchi?
R: “Beh ci siamo trovati subito. Lui è una figura di riferimento per chi fa business e crea imprese. Ho creduto nel suo progetto di far rinascere la Ternana. Noi siamo nel settore edilizio da cento anni.
Come dice il proverbio? Se vuoi andare veloce, vai da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme. Quando c'è un gruppo, quando si va insieme, si superano ostacoli più difficili e situazioni più complesse rispetto a quando si corre da soli. C'è sintonia e voglia di far crescere insieme la Ternana, con lui, con Felleca e con Tonel”.
D: Parlava delle altre sue esperienze sportive. Qual è la sta la più rilevante?
R: “Sono stato impegnato per 13 anni in Romania con l'Astra Giurgiu (il presidente e proprietario era l'imprenditore romeno Ion Niculae, poi coinvolto in vicende extrasportive, ndr), portando la squadra dalla quarta serie alla prima divisione con la vittoria di un campionato romeno, una coppa e due supercoppe. Siamo arrivatoi fino ai sedicesimi di Europa League e ai preliminari di Champions con la Roma di Pallotta”.
E' un percorso ad oggi inimmaginabile per la Ternana...
“L'idea è uscire quanto prima dalla Serie D e poi provare a riportare la squadra almeno in Serie B. Non mi spaventa il tempo: il progetto è restare qui più a lungo dei 13 anni fatti in Romania”.
D: Ce la farà ad essere allo stadio stasera contro la Recanatese?
R: “Sono fuori per lavoro, non so se riuscirò a rientrare in tempo stasera, ma prometto che dalle prossime partite casalinghe avremo l'occasione di conoscerci e farci conoscere dalla città”.